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21 febbraio 2011

Le recensioni di Flo| DELITTO E CASTIGO (Fëdor Michajlovič Dostoevskij)


Cari Readers,
oggi inauguriamo la rubrica: Le recensioni di Flo.

Floriana Villano recensirà per noi classici e nuove proposte della letteratura e ci darà una mano per quanto riguarda i manoscritti della sezione “We Want You”.

Dice di sé:  

Ho 34 anni, sono laureata in storia dell'arte, ho una specializzazione in restauro di tele e opere lignee policrome, un master in museologia conseguito presso l'università di Toledo. Mi piace molto viaggiare, mi interessa il confronto con culture diverse, anche se sono molto più orientata verso la cultura contemporanea occidentale. Nel tempo libero mi piace cucinare, dipingere, leggere e guardare vecchi film. Le mie lettue preferite sono i classici della letteratura russa, il teatro inglese (anche se recentemente ho scoperto quello spagnolo) e mi diverto a leggere i thriller (in un'altra vita sarò sicuramente un profiler dell'FBI). I miei gusti cinematografici sono orientati tutti verso i classici hollywoodiani, dagli anni 30 ai 60, e non mi perdo un film di Woody Allen.

“E cos’erano poi tutte, tutte le sofferenze del passato! Tutto, persino il suo delitto, persino la condanna e la deportazione adesso gli sembravano, in quel primo impulso, una sorta di evento esteriore, strano, quasi che non fosse nemmeno capitato a lui”.


In questa frase è racchiusa la sintesi di “Delitto e Castigo”, il romanzo più rappresentativo ed esistenzialista di Fëdor Michajlovič Dostoevskij. In ogni suo libro è custodita una parte di sé: un problema, un ricordo, un vizio. Quest’opera custodisce l’inquietudine e l’insofferenza dello scrittore, in tutta la sua pienezza, la sua rabbia convulsa contro un sistema che lo aveva sempre soffocato. Il pensiero dostoevskjiano è riuscito a tessere una tela simbolica ed inquietante.

Pubblicato nel 1866, il romanzo narra della “preparazione” di un delitto, da parte del protagonista Raskol'nikov, un giovane studente, e dello stato di nichilismo, al quale si riduce, per portare a termine i suoi efferati progetti. Raskol’nikov si sente quasi obbligato a compiere questo gesto, trovando la giustificazione (o forse l’assoluzione?) nel suo carico di miseria dovuta alla mancanza di denaro. Questo elemento mette in estrema evidenza il tarlo costante dello scrittore: Dostoevskij era perennemente senza soldi e in grave debito, a causa dei suoi problemi con il gioco (ne “Il giocatore” è praticamente il fulcro intorno al quale ruota tutta la vicenda). 

L’unica differenza risiede nella condizione del povero studente, che cerca di tirare avanti superando le angherie della sua padrona di casa, una specie di usuraia che devolve tutti i suoi denari ad un monastero, in suffragio della sua anima. Ciò fa scattare nella mente di Raskol’nikov un meccanismo atroce e delirante nei confronti della donna che, ai suoi occhi, appare come un parassita.



L’assenza d’amore, che troverà sollievo solo nell’incontro con Sonja, una giovane donna costretta a prostituirsi per mantenere i suoi fratelli e una madre malata, e la condizione della ragazza, alimenteranno ancor più l’orrore nell’animo dello studente, sempre più convinto che ciò che deve compiere è inevitabile. 

Il delitto, per lui, rappresenterà la sua giustizia ma anche quella della stessa Sonja, la cui lontananza, alla fine, si rivelerà, insieme al suo tormento, l’unico e vero “castigo” oltre alla possibilità di un nuovo riscatto, la speranza di poter superare tutto.

Floriana Villano ha un canale (cercatela come Flovianne) su Youtube in cui mensilmente realizza video sui suoi libri preferiti, dateci un'occhiata!

 "Delitto e castigo" di Fedor Michajlovic Dostoevskij, Einaudi, 

Voto 10/10




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