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31 gennaio 2011

Recensione | LA REGINA DEI CASTELLI DI CARTA (Stieg Larsson)

Capitolo finale della trilogia Millenium (anche se, pare che esistano un quarto e quinto capitolo al centro di dispute legali).

Il libro è una prosecuzione del secondo capitolo, “La ragazza che giocava col fuoco”

E’ quindi necessario che il lettore acquisti entrambi i libri per avere un quadro complessivo.


La trama prosegue da dove si era interrotto il precedente: la protagonista Lisbeth Salander è costretta ad affrontare un processo nel quale è accusata di un triplice omicidio.

Nel frattempo un’agenzia di servizi segreti, chiamata “La Sezione”, complotta per mettere a tacere Lisbeth.

La donna potrebbe rivelare scottanti verità e far crollare castelli di carta che si tenevano in piedi da anni, mettendosi in pericolo.

Ovviamente, dalla sua parte, la nostra eroina ha Mikael Blomqvist, il giornalista co-fondatore di Millenium che farà di tutto per evitare che Lisbeth affronti un processo che si basi su prove parziali .

La difesa sarà affidata a sua sorella Annika, alle prima prova in un caso di omicidio.

Il consolidato stile Larsson propone, anche questa volta, lunghe
descrizioni.

Nel primo episodio i racconti facevano da preambolo alla descrizione dei personaggi e alle vicende che li riguardano ed erano funzionali alla trama.

Nel secondo, invece,risultano un po’ dispersive.

Per il resto niente di eccezionale, una buona lettura sicuramente, ma non un capolavoro. 

Consigliato a chi, ha letto “La ragazza che giocava col fuoco” o chi è rimasto affascinato dalla saga di Millenium.

Nota:Chi sia interessato alla saga Millenium, NON veda assolutamente il film prima di aver letto tutti e tre i libri. Contiene spoiler che potrebbero dare indicazioni riguardo i restanti libri.

"La regina dei castelli di carta", Stieg Larsson. Marsilio pag. 857, 13.80 euro

Voto 7/10 




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2 commenti:

Cybermax ha detto...

Il primo non era malvagio, soprattutto grazie al mistero della ragazza scomparsa, il secondo invece è stato una mattonata nelle parti basse. Ne consegue che il terzo è sullo scaffale a prendere polvere... e credo vi rimarrà parecchio!

Claudio ha detto...

Il primo era ben scritto tutto sommato, il secondo era troppo prolisso, troppo lungo...alcune parti non le capivo che centravano col romanzo, altre invece potevano essere meno descrittive e più dirette.
Questo sinceramente non è malvagio, nonostante sia un bel mattone, c'è una cosa che non mi è piaciuta ma non la riporto perchè svelerei troppe cose.
Una cosa che non capisco è che ad ogni romanzo il numero di pagine aumentano (il manoscritto del quarto o quinto quante pagine saranno 1000???).
Se hai un pò di tempo togli la polvere e leggilo, è molto meglio del secondo.

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