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26 ottobre 2010

Recensione | HAIKU: il fiore della poesia giapponese da Banshō all'ottocento (a cura di Elena Del Pra)

In quanto modesto e discontinuo affezionato della cultura giapponese, non disdegno, saltuariamente, di immergermi in un romanzo o in un libro che mi rimandi, vibrante, tra le pieghe di quella cultura da noi tanto lontana, ma che non manca di affascinarci e sorprenderci continuamente.
Colgo l’occasione di un inaspettato regalo per gettare lo sguardo in particolare su una forma artistica ben definita, proveniente proprio dal sol levante, quella del fiore dell’opera poetica giapponese: l’Haiku
La Poetica: l’Haiku è sicuramente la forma poetica più breve esistente al mondo. In soli tre versi di 5-7-5 sillabe, è condensata la carica poetica del componimento. Già dal VIII secolo con la poesia in cinque versi detto Tanka (letteralmente “poesia breve”), la poetica giapponese tende al compattamento. Nei secoli XI e XII questa assume la tipica forma “a catena” in cui come un gioco, ogni strofa è improvvisata da un diverso interlocutore. Già in questo frangente è chiara l’importanza dell’ “Hokku” la prima strofa di questo componimento, che con il passare del tempo evolverà nell’Haiku vero e proprio. E’ nella seconda metà del 1600 che Matsuo Banshō, vero sacerdote dell’Haiku trova terreno fertile per la sua rivoluzione. In un’epoca in cui rinnovamento sociale si sposa con un rinnovato fervore artistico: la classe borghese sale alla ribalta occupando il centro della scena economico artistica giapponese. In questo scenario l’Haiku diventa la poesia della natura reale, delle cose semplici, della lingua comune.
Haiku: il fiore della poesia giapponese da Banshō all’ottocento è un antologia di per se completa e appagante che ripercorre la storia dello Haiku dalla fioritura del seicento fino al periodo contemporaneo. Se si abbraccia la filosofia della poetica, che sempre propone una sfida a cogliere l’attimo, il respiro del mondo in una dimensione senza tempo, si rimarrà stupiti da come questi microscopici componimenti riescano a riproporre nell’animo del lettore, una visione del mondo e della natura antidescrittiva e unica, imperniata sulla cattura dell’essenza dell’attimo de della sua “Fueri Ryūkō”, “L’impermanenza e l’eternità” dove anche un piccolo movimento può fare da contrappunto al silenzio dei secoli.
Fredda più della neve
è sui capelli bianchi
in inverno la luna.
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Yuki yoti mo
samushi shiraga ni
fuyu no tsuki
Haiku” raccolta a cura di Elena Del Pra, Ed Mondadori, 272 pag, prezzo 8,50 €
Voto: 7 / 10


1 commenti:

Giuseppina ha detto...

Anche io sono incuriosita dalla cultura giapponese!! Ma per ora ho solo "leggiucchiato" qualcosa qua e là... Aggiungerò anche questo libro alla mia "wishlist" e quando tornerò in Italia mi farò una bella "scorpacciata"!! =D

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