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13 settembre 2010

Recensione | GLI UOMINI CHE ODIANO LE DONNE (Stieg Larsson)

Non sono concorde nell'acquistare libri che secondo me vanno di moda, forse perché dietro il libro che si dimostra un'abile opera di marketing si nasconda un mattone di pagine stampate a vuoto nel senso dei contenuti, ovvero come dice Shakespeare "molto rumore per nulla". Ad un certo punto però mi son detto, perché no, proviamolo e vediamo com'è e devo dire che mi è piaciuto a dispetto della diffidenza iniziale ed ha ben riempito 2 settimane di viaggio in treno. Larsson ci racconta la vicenda di Mikael Blomqvist è un giornalista d'inchiesta che perde una causa per diffamazione contro un noto finanziere svedese Hans-Erik Wennerström, che mette a repentaglio sia la sua carriera, che il periodico per cui scrive e di cui è proprietario. Ad un certo punto gli arriva una proposta particolare, cioè indagare sulla scomparsa della nipote di un famoso magnate dell'industria svedese, Henrik Vanger. Oltre al compenso in denaro, il magnate gli offre anche delle prove scomode che possano accusare Wennerström e quindi far uscire trionfante il buon Blomqvist dalla faccenda. 
Durante quest'indagine troverà il supporto di Lisbeth Salander, una consulente che si occupa di ricerche per una società di sicurezza informatica dall'aspetto un po' dark e tetro.

Il romanzo si intreccia tra l'indagine di Mikael che lo porta nella città di Hedestad, dove vive quasi interamente la famiglia Vanger. E le (dis)avventure di Lisbeth Salander, finché poi i due si incontrano e collaboreranno nello svolgimento dell'indagine.

E' un libro ben scritto, la trama regge e a volte sembra un po' a cavallo fra i telefilm Cold Case e CSI per certi versi. Le storie presentate sembrano distanti ma poi si arriva ad un punto nel quale i protagonisti si incrociano e camminano a braccetto. Ci sono anche dei colpi di scena che cambiano spesso l'evolvere della storia per come si aspetterebbe il lettore, e avviso per le ragazze ci sono delle parti un po' forti che potrebbero lasciare un po' basiti.

I personaggi pure ben caratterizzati, rappresentano molto la realtà (il finanziere senza scrupoli, la donna in carriera che passa sopra tutto e tutti..), secondo me utili ,nelle stesura del libro, sono state le esperienze di Stieg Larsson nell'ambito del giornalismo ed in qualità di esperto di gruppi neo-nazisti svedesi.

Mikael Blomqvist è il classico giornalista d'inchiesta (un po' un Marco Travaglio per intenderci), che rispecchia anche molti quarantenni dei giorni nostri, ovvero con le idee un po' confuse in ambito amoroso.

Lisbeth Salander invece è il personaggio più intrigante di tutto il romanzo. Sembra una disadattata incapace di stare al mondo, ed invece sa badare benissimo a se stessa. Inoltre è una instancabile lavoratrice quasi al limite della mania. La sua è la caratterizzazione migliore, gli si da un aspetto dark come se si volesse nascondere al mondo. Lei vorrebbe essere invisibile per nascondere se stessa e i suoi segreti (che verranno mostrati nei romanzi successivi).

In conclusione è un romanzo si senza pretese, ma che comunque fa il suo lavoro, ovvero far viaggiare il lettore con la fantasia (a me personalmente ha fatto venire voglia di farmi un bel viaggetto in Svezia) perciò vale la pena di essere letto, sopratutto durante viaggi in treno, così come mi capita spesso di fare.


"Gli Uomini che Odiano le Donne" di Stieg Larsson, Ed Marsilio, 676 pag, prezzo 13,80 €


Voto: 7,5 / 10




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