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18 settembre 2010

Recensione | DIARIO DI UN KILLER SENTIMENTALE (Luis Sepùlveda)

La lettura mordi e fuggi è un po' come un fast food per la mente. Può non piacere, così come i veri fast food, ma per chi come me è abituato a leggere praticamente ovunque e in ogni situazione, si tratta di una pratica vitale. Che sia su di uno scomodo sedile di un treno (i treni italiani sono scomodi e sporchi, non lo sapevate?), sulle banchine d'attesa dell'autobus o del tram, o pochi minuti prima di scivolare nel sonno ristoratore al sera, leggere per pochi minuti, magari mentre non si ha modo di fare null'altro mi è sempre sembrato tempo ben speso. E spesso un romanzo breve è il tuo unico compagno in questa pratica. Per questo mi sono avvicinato a Diario di un killer sentimentale di Sepulveda.

L'autore: Cileno di nascita (Ovalle 4 Ottbre 1949) ma naturalizzato francese, Luis Sepùlveda è uno dei maggiori narratori e registi teatrali sudamericani. Nel 1973 entra a far parte della guardia personale di Salvador Allende e per questo durante la dittatura di Pinochet venne arrestato e torturato. Una seconda pena, a otto anni d'esilio, gli venne comminata a causa del suo impegno politico tramite le proprie opere teatrali. Dopo i suoi rapporti con Amnesty International e l'Unesco, nel 1979 raggiunse Bolivar in Nicaragua. Dal 1982 al 1987 lavorò per Greenpeace. Dal 1996 ad oggi è residente in Spagna. Lo ricordiamo per "Storia di una gabbianella e di un gatto che le insegnò a volare" (1996), "Jacaré" (1999).

Il romanzo: Del 1996 è un romanzo breve. Un celebre e scrupoloso killer, assai abile nel suo lavoro, commette uno sbaglio imperdonabile per la professione che svolge: si innamora di una giovane ragazza e comincia con lei una relazione fatta di convivenza borghese e attenzioni molto particolari. Tutto si dipana tranquillamente, la vita con la giovane interrotta solo dai suoi "incarichi", finchè la propria amata non lo lascia per un altro, perlopiù in un momento molto delicato per il suo mestiere. Un romanzo che ci porterà sulle strade delle maggiori città del mondo, al seguito di un killer che avendo perso il suo amore comincerà a commettere molti errori.

Un romanzo breve raffinato e ben congegnato, un noir con un filo conduttore fatto di pura ironia: Diario di un killer sentimentale è uno dei romanzi meglio costruiti che Sepulveda abbia mai generato. Dalle prime pagine fino all'inevitabile colpo di scena degli ultimi capitoli, la narrazione si dipana in una sorta di godibilissima parodia del genere letterario. Una lettura sferzante, mordace e pungente che vi accompagnerà il tempo di una passeggiata al parco.

"Servì due whisky, unimmo i bicchieri, bevve e chiuse gli occhi. Era un uomo meritevole e mi preoccupai che il primo pezzo di piombo lo cancellasse subito dalla lista dei vivi.".

"Diario di un Killer Sentimentale" di Luis Sepùlveda, Ed Guanda, 73 pag, prezzo 10,00 €

Voto: 7,5 / 10