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25 maggio 2015

E se gli zombie fossero già tra noi?




Un libro. Ne ho sentito parlare qualche tempo fa: Zombie, disegni, Roma, presentazione al Comicon di Napoli. Guardo la fila di libri da leggere accumulati sulla mia scrivania. No, adesso no. Eppure... guarda! Un 4x2 sui giochi per PS3... e, se ordini anche un libro, non paghi le spese di spedizione... È cominciata più o meno così la mia storia con l'ennesimo libro che mi ha chiamato a gran voce, quasi di prepotenza, un libro di cui ci sarebbero tante cose da dire, a cominciare dal titolo “Roma, città morta”, ma mi limiterò a quelle più importanti, quelle che lo rendono a mio avviso un gran bel libro.

La storia si può riassumere in poche parole: un virus sconosciuto scatena un'epidemia zombie. Caos, comunicazioni interrotte, civiltà a rischio estinzione. Le autorità cercano di documentare cosa sta succedendo nel nostro Paese e così inviano uno scrittore, Luca Marengo, detto Willy, come il pirata orbo de “I goonies”, perché ha perso un occhio, e un disegnatore, Giacomo Bevilacqua, detto Keison (sì, l'autore di “A panda piace”), perché... beh, è complicato. Nella loro Roma, non più città aperta, ma morta e militarizzata, scopriranno più di quanto forse avrebbero dovuto raccontare.

Se la storia è semplice, definire questo libro è un po' più complesso. Prendendo in prestito le parole degli Wu Ming, possiamo chiamarlo un oggetto narrativo non identificato. Prima di acquistarlo, pensavo che fosse un graphic novel, ma non è esatto. Più che “a fumetti”, questo è un volume illustrato e, più che un romanzo, un diario, beh, uno pseudo-diario. Gli autori si passano la palla nel raccontare ciò che vedono, con passi narrati affidati a Marengo e altri illustrati e più ironici a cura di Keison.

La narrazione è ricca di flashback in cui gli autori spiegano come è cominciato e come sono giunti ad accettare l'incarco di documentare tutto. Il risultato è una storia fatta di “scene”, di passato e presente che si intrecciano, in modo apparentemente un po' incoerente, ma di fatto molto ben congegnato, al fine di rendere ancora di più la sensazione di star leggendo un diario. Non mancano varie citazioni nerd, dalle carte magic a Battlestar Galactica, oltre ai già citati Goonies, perché, dove ci sono gli zombie, c'è sempre anche qualche nerd.

Ciò che mi sono chiesto mentre leggevo questo libro è quanto sia una storia di zombie (peraltro gli zombie a Roma ci sono già stati) e quanto un'allegoria dell'attuale situazione in Italia, in particolar modo nella Capitale, con allusioni alle ultime vicende di cronaca: senza scendere in dettagli che potrebbero anticipare troppo della lettura, posso dire che, come spesso accade nelle storie di non morti, sono i vivi i nemici più pericolosi e subdoli.

Un'ottima edizione solida e ben curata completano quello che non faccio fatica a definire il miglior libro che mi è capitato per le mani in questo 2015. Vi lascio con il book trailer e il consiglio di non farvi scappare questo fantastico tocco di originalità in un genere un po' abusato in questi ultimi tempi.




Recensione a cura di Diego


Roma città morta - Diario di un'apocalisse” di Giacomo Bevilacqua e Luca Marengo, Multiplayer Edizioni, 176 pagg, 14,90 euro


13 maggio 2015

RECENSIONE: AL DI LA’ DEL DOVERE



La mancanza di un editing professionale si nota, ed è un vero peccato. A disturbare non sono tanto i refusi e gli errori di forma, che ormai si trovano anche nelle edizioni più blasonate, quanto lo stile, che avrebbe beneficiato di una rilettura critica e di una bella “sforbiciata” al fine di rendere la narrazione più scorrevole.
Per il resto il romanzo merita attenzione.

12 maggio 2015

Anche i cloni hanno un'anima


Oggi voglio lanciare una campagna di sensibilizzazione: troppe persone guardano Star Wars e pensano che i soldati imperiali siano dei robot, troppe persone credono che le truppe d'assalto imperiali siano un branco di idioti, troppe persone ignorano che dentro quelle armature ci sono persone con un cuore e una cultura. A sostegno di tale tesi, vorrei che ascoltaste, ehm .. pardon, leggeste le parole di Karen Traviss, meravigliosamente raccolte nella saga "Republic Commando".


La saga si compone di quattro volumi, tutti editi da Multiplayer.it edizioni:
  • Missione ad alto rischio, 288 pagine, 14,90 euro (7,99 euro in eBook)
  • Triplo zero, 456 pagine, 14,90 euro (7,99 euro in eBook)
  • Identità, 496 pagine, 14,90 euro (7,99 euro in eBook)
  • Ordine 66, ancora inedito, ma non per molto

Una quadrilogia, come vi dicevo, che è quasi giunta al capitolo finale, così avete giusto il tempo di mettervi in pari, qualora ve la foste lasciata scappare, perché è davvero una gran bella saga. Ammetto che una volta non mi interessavano molto i soldati: ho sempre considerato la guerra dei cloni più come una condizione al contorno, un trucco di Palpatine e in effetti lo è, eppure non bisogna dimenticare che quei cloni sono comunque uomini, uomini ridotti in condizione di schiavitù, senza speranza per il futuro.


Anzi, il primo capitolo della serie si apre con la costituzione della squadra Omega con i superstiti di altre squadre cadute in battaglia. Dopo le iniziali difficoltà, la squadra è inviata in una missione che mira alla distruzione di un agente patogeno creato per sterminare i cloni. Nel secondo volume la squadra, ormai consolidata, è su Coruscant (coordinate 0-0-0) per una missione anti-terrorismo e imparerà che non sempre è semplice come sul campo di battaglia stabilire chi sia il nemico. Nel terzo capitolo assistiamo a un cambio di rotta della narrazione e scopriamo che alle volte anche i cloni possono pensare a se stessi, con tutte le conseguenze del caso.

11 maggio 2015

Imperator. L'ultimo eroe di Roma Antica



Per la prima volta mi accingo a recensire un libro che, in realtà, non ho ancora finito di leggere. Ma è un libro che so che, alla fine, non mi lascerà scontenta. E, se mai dovesse accadere una tal cosa, farò un mea culpa e ne scriverò male, perché la delusione sarà ancor maggiore.
Quando un libro racconta di artisti famosi o di personaggi storici, è altamente probabile che la mia attenzione ne venga catturata. Che volete farci? In fondo ho anche improntato i miei studi universitari su questi argomenti. Chiamiamola “deformazione professionale”, che poi tanto professionale non è …
Ho una predilezione innata per i romanzi storici: trovo un non so che di magico nell'unire la Storia con l'invenzione narrativa. Perché il compito dello scrittore di questo genere letterario è proprio questo: proiettare la fantasia del lettore in un determinato periodo storico e fargli (ri)vivere il momento, raccontandogli una storia che sia, contemporaneamente, vera perché realmente accaduta e frutto dell'immaginazione dell'autore del romanzo nei dialoghi.
Personaggi veramente esistiti che dialogano ed interagiscono con personaggi secondari o totalmente fittizi ma che riflettono nei loro modi di comportarsi la realtà storico-sociale del momento raccontato. Avvenimenti dubbiosi ma verosimili che hanno il sol compito di romanzare il tutto senza in alcun modo influenzare lo scorrere del Tempo ed alterare altresì la Storia. Descrizioni di paesaggi, oggetti, abiti ed arredi che aiutano il lettore ad entrare nella realtà narrativa.
Imperator di Giulio Castelli è tutto questo. Forse un po' pesante e poco scorrevole in alcuni punti. Magari fin troppo descrittivo alcune volte. Ma lo ritengo un romanzo sorprendente (almeno fin dove ho avuto occasione e tempo di leggerlo). È un viaggio ben descritto in quei luoghi suggestivi che hanno segnato il passaggio della bella città di Roma e dell'Impero d'Occidente dai fasti e dagli splendori, alla miseria ed alle lotte intestine che l'hanno, poi, condotta, alla caduta. Imperator è la narrazione fedelmente storica degli eventi che hanno portato all'avvento del Medio Evo, con l'irruzione nei confini dell'Impero d'Occidente di orde barbariche unitamente a congiure di palazzo e intolleranze religiose con l'affermarsi del Cristianesimo.
Castelli è bravo nel suo intento: è minuzioso nelle descrizioni delle città tanto quanto lo è con la descrizione introspettiva degli stati d'animo e dei sentimenti dell'Io-narrante, Giulio Valerio Maggiorano (420 – 461). Non perde mai il filo del discorso, non divaga, rimane fedele al suo obbiettivo: portare avanti il racconto tumultuoso di una sontuosa decadenza.
Il lettore viene catapultato nel V secolo dopo Cristo, un'epoca poco conosciuta ma di rilevante importanza in cui spiccano personaggi di un certo spessore. Per citarne alcuni, ricordiamo Flavio Ezio, nel libro citato solo come Ezio, (390 – 454), famoso per aver inflitto presso i Campi Catalunici, in Gallia, una pesantissima sconfitta al re unno Attila (406 – 453); GallaPlacidia (388 – 450), imperatrice romana presa in ostaggio dai Visigoti, di cui sposò in prime nozze il sovrano Ataulfo e dalla cui unione nacque Teodosio; il re vandalo Genserico (389 – 477) che nel 455 guidò il suo popolo nel Sacco di Roma e che proprio in quell'occasione ebbe a che fare con PapaLeone Magno (390 – 461): il Pontefice, infatti, con la sua intercessione ottenne la promessa di aver salve le vite degli abitanti come anche le tre basiliche maggiori (San Pietro, San Giovanni in Laterano e San Paolo); Eraclio (di cui si conosce solo la data della morte, avvenuta nel 455) un eunuco di rilevante importanza poiché ricopriva la carica di primicerius sacri cubiculi (era una sorta di intermediario fra la sacra persona dell'Imperatore ed il resto del mondo e per tale motivo aveva anche libero accesso in tutte le stanze del Palazzo) di ValentinianoIII (419 – 455), sovrano appartenente sia alla dinastia teodosiana che a quella valentiniana e per questo simbolo dell'unità dell'Impero; LicinaEudoxia (422 – 493), moglie di Valentiniano III che a seguito del sacco di Roma venne rapita e portata in Africa. E tanti altri personaggi-satelliti della cui esistenza non siamo certi ed il cui compito è di fare da spalla ai personaggi principali.
Un libro da promuovere in pieno. Un libro da consigliare. Almeno fin dove sono arrivata a leggerlo, un libro da leggere. Il primo della trilogia (Gli ultimi fuochi dell'Impero Romano e 476 A.D. L'ultimo Imperatore) che Giulio Castelli ha dedicato all'Impero Romano. Un libro da tenere assolutamente sugli scaffali della propria biblioteca casalinga, se si è amanti del genere romanzo storico.
A cura di Emanuela
Imperator. L'ultimo eroe di Roma Antica” di Giulio Castelli, Newton Compton Editori, 592 pagg, 6,90 euro (2,99 euro in eBook)

  Vi suggerisco anche la versione contenente l'intera trilogia!

 
 
Imperator – Gli ultimi fuochi dell'Impero Romano – 476 A.D. L'ultimo imperatoredi Giulio Castelli, Newton Compton Editori, 1344 pagg, 8,90 euro (5,99 euro in eBook)



7 maggio 2015

Lo strano caso … di un libro dal titolo sbagliato!



È la prima volta che mi cimento nella recensione di un libro che, ammetto, non mi è piaciuto un granché. Probabilmente perché ha deluso qualsiasi mia aspettativa.

6 maggio 2015

Ricordi di un veterano di guerra


 
Quando ero bambino ero fissato coi robot. Grandi, piccoli, buoni, cattivi: basta che si potessero trasformare o smontare e rimontare, per me erano il meglio che l'industria ludica potesse offrire (sì, vabbè, ho capito!). Poi un giorno mio padre, esasperato, chiese consiglio su cosa potesse regalarmi per il mio compleanno per distrarmi da quella (in)sana passione e fu così che per il mio ottavo compleanno ricevetti in regalo un N.E.S.: papà non sapeva che mi aveva appena arruolato in uno dei due eserciti in lotta per la prima vera guerra dei videogiochi, la Console War per eccellenza, quella tra Nintendo e Sega!

4 maggio 2015

Intervista a Linda Cavallini e Emanuele Tenderini, gli autori di Lumina.


Quanto segue è l’intervista fatta durante il Cosenza ComiCS a Emanuele Tenderini e Linda Cavallini, gli autori di Lumina.
Premetto che è stata un’intervista esilarante, Emanuele e Linda sono molto simpatici e coinvolgenti. La mia impressione è stata quelle di due persone che si completano molto: Linda è dolcissima, pacata e introspettiva.
Emanuele è un vulcano: ironico e disinvolto.
Questa è l’impressione avuta durante il tempo trascorso insieme per l’intervista e a dire il vero, il caso ha voluto che ci incontrassimo anche durante la pausa pranzo, dove ho scoperto che i nostri due beniamini conducono anche una vita abbastanza sana ed equilibrata, con attenzione al cibo e per dirla all’Emanuele: all’idratazione giornaliera.