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30 aprile 2014

W l'autoproduzione dei testi scolastici


Se a qualcuno di voi fosse capitato di partecipare o assistere a una lezione di una qualsiasi arte marziale come il karate, potrebbe aver assistito, al termine, al saluto che maestro e allievi si scambiano, una sorta di “oss”, accompagnato da un inchino. Quello strano verso, che si scrive “osu” è l'abbreviazione di onegai shimasu, che significa pressapoco “sono onorato di apprendere da te”. La particolarità di questo saluto sta nel fatto che non solo gli allievi lo rivolgono al maestro, ma anche il maestro agli allievi, in base alla concezione per cui anche il maestro impara dagli allievi, una concezione che purtroppo in Occidente è spesso ignorata.

29 aprile 2014

Il giornalista ai tempi di Maupassant


Leggendo Bel-Ami (1885) di Guy De Maupassant, pare che fare il giornalista non è mai stato tanto facile: basta disporre - come Georges Duroy, il protagonista del romanzo - di un paio di baffi ben curati, una florida gioventù da vivere in una Parigi fin de siecl, del fascino del giovane militare in congedo e degli agganci con le belle donne annoiate dell’ultima strenua aristocrazia francese; il tutto condito con una buone dose di sfacciataggine e una non meno importante intraprendenza.

28 aprile 2014

Il testamento del maratoneta: una storia vera di Manuel Sgarella


Qualche giorno fa ho visto in rete un breve video intitolato "Sei più bella di quello che credi". Un artista ha eseguito, senza aver visto preventivamente i soggetti, dei doppi identikit. Uno basandosi sull'autodescrizione dell'interessato, l'altro seguendo le indicazioni di una terza persona. In tutti i casi i ritratti non basati sulle indicazioni personali sono risultati più aderenti al vero e "più belli" rispetto agli altri. In pratica noi tendiamo ad ingigantire i nostri difetti e a ignorare i lati positivi.  Il concetto è applicabile anche alla vita. La nostra perfida memoria selettiva ricorda più facilmente le disgrazie ignorando i giorni felici. Le memorie di Carlo Airoldi ne sono un perfetto esempio. 

23 aprile 2014

CHE FINE HA FATTO LA MERENDA? E LE OSTERIE? E L’AUTORADIO?


“Che fine ha fatto Carmen Sandiego?”. Era il 1994 e avevo sei anni quando la Rai partoriva questo cartone animato. In realtà non ricordo niente della proiezione. Ma una musica, la sigla, è rimasta intatta nella memoria come accade con le altre cose belle degli anni di giochi e spensieratezza. “Nuovo dizionario delle cose perdute” – nato come secondo a “Dizionario delle cose perdute” (Mondadori - 2012) ha riattivato la circolazione dei miei ricordi. Pochi in realtà rispetto a ciò che Francesco Guccini racconta. Perché per ragioni anagrafiche devo fare in modo che sia la fede a tenere in piedi la narrazione. Ma questo vale per me, i coetanei e i più piccoli. 

16 aprile 2014

Il dio del terrore


Ormai ho la certezza che i fumetti abbiano cominciato a perseguitarmi, gelosi del fatto che sono attratto da quasi tutto ciò che è nerd, tranne loro. Così capita che, dopo aver scritto un articolo sulla nuova collana Mondadori Comics mi trovi al Romics e trovi tra le varie pubblicazioni proprio l'unico volume di quella collana che mi ha incuriosito, “Khaal - Cronache di un imperatore galattico”. Inutile dire che l'ho acquistato, anche se non ne sono rimasto troppo colpito.

15 aprile 2014

Il Mammut di Pennacchi non è estinto


“Benassa è lo storico, coriaceo rappresentante sindacale dei lavoratori alla Supercavi di Latina-Borgo Piave. La tuta blu sull’anima, la trattativa nel sangue, era il terrore di ogni direttore del personale. Per anni ha guidato le lotte dei compagni, ma ora che bisogna combattere l’ultima decisiva battaglia sindacale, la gloriosa azione collettiva per tenere la fabbrica aperta sul mercato, Benassa è stanco”

11 aprile 2014

CORPO LIBERO DI ILARIA BERNARDINI



Avevo acquistato questo libro, insieme a molti altri, sull'onda emozionale delle olimpiadi di Londra 2012. Poi, anche a causa delle recensioni non troppo lusinghiere, era stato fagocitato dalla lunghissima coda di lettura sul Kindle. L'ho riesumato in occasione dei giochi invernali di Sochi 2014 e, per l'ennesima volta, ho avuto conferma del fatto che, in tema di letture, ognuno deve giudicare con la propria testa. 

10 aprile 2014

Ci sono una spia, un Jedi e una contrabbandiera...





No, non ho deciso di raccontarvi una barzelletta, ma un nuovo meraviglioso libro sulla mia saga preferita, anzi, la Saga per eccellenza. Tempo fa vi ho parlato della serie di Old Republic (RB Magazine di Gennaio 2014, da pagina 24) e successivamente vi avevo preannunciato la prossima pubblicazione di un altro volume: ora, per gentile concessione dell'editore, ho potuto leggere “Sterminio” di Drew Karpyshyn e devo dire che l'autore canadese si conferma a mio giudizio il miglior narratore Star Wars dopo George Lucas (il suo Darth Bane, RB Magazine di Settembre 2013, da pagina 50, è fantastico!).

7 aprile 2014

Una giornata da Reader: undercover Romics 2014



Il mio nome non è importante: io non esisto. La mia identità per voi sarà nota solo attraverso il mio nome di battaglia, la Dottoressa. Spero che qualcuno legga questo mio messaggio, perché il mondo deve sapere, potrebbe soffrire le mie stesse pene, precipitare nello stesso vortice che non mi lascia più alcuno scampo.

4 aprile 2014

La grande bruttezza è “come l’antenna per i passeri”


«Sono scomparso perché io non c’ero»
Perché hai dei semi in tasca?
Non ricordo.
A che cosa ti servono?
Devo metterli nelle scarpe.
Nelle scarpe?
Sì.
Da dove ti viene questa idea? Perché non li infili sotto terra?
Vanno nelle scarpe.
Sai dirmi perché?
Vorrei solo mettere radici, dottore. Trovare un posto dove mi posso finalmente fermare.

3 aprile 2014

IN VESPA A CAPO NORD


“Non è un hobby, non è soltanto una passione. Viaggio perché non potrei fare altrimenti”. Questa, in sintesi, la filosofia di vita di Filippo Logli, autore di In vespa a Capo Nord (edito da Exorma), un racconto di viaggio ricco di dettagli pratici, ma anche espressione di ricerca interiore, del superamento dei propri limiti, vagheggiamento sentimentale di una libertà sconfinata. 

2 aprile 2014

IL LUCARELLI BREVE


Forse perché non sono un grande appassionato di noir, ritengo che Carlo Lucarelli dia il meglio di sé nei suoi romanzi di ambientazione storica (uno su tutti, l'Ottava vibrazione, ma è solo una piccola parte di un ottimo repertorio). 

Luoghi che non si trovano sulle mappe di Berta Noy


Decisamente i romanzi a sfondo sentimentale non fanno per me. È doveroso quindi precisare che la  valutazione poco entusiasta di questo libro corrisponde al mio personalissimo modo di vedere la vita. 

Obiettivamente non posso infatti affermare che esso sia noioso o scritto male. Riflettendo, anzi, proprio grazie a questa lettura ho capito cosa mi attrae in un racconto. Anch'io, come tutti, cerco di compensare con la letteratura quello che mi manca nella vita di tutti i giorni, ma, evidentemente, per me questo non coincide con l'amore. Io cerco avventura, viaggi, azione, sfide alle mie capacità intellettive. Almeno nella finzione letteraria preferisco identificarmi con un Navy Seal, un archeologo o un grande personaggio storico piuttosto che con una donna innamorata

Vi sono ovviamente delle eccezioni: In La Donna è un'isola di Audur Ava Olafsdòttir l'argomento è trattato con umorismo, mentre in La donna allo specchio di Eric-Emmanuel Schmitt l'autore, uomo, offre un utile spaccato di psicologia femminile.

Il secondo motivo per cui questo romanzo, in particolare, mi ha irritato è il modo in cui l'autrice rappresenta tutte le figure protagoniste. Le donne sono indistintamente bellissime, intelligenti e ricche. Occupano posizioni lavorative di rilievo, ma sembra non abbiano fatto nessuna fatica a raggiungerle e apparentemente nemmeno avrebbero bisogno di guadagnare per mantenersi. Possono permettersi di spostarsi a vivere da Barcellona a Londra e persino in Canada senza nemmeno pensarci. Non parliamo poi degli uomini. Anche loro escono direttamente dalle copertine di Vougue, ma naturalmente non fanno i modelli, bensì sono scienziati o artisti famosi. Quando sono innamorati ricoprono l'amata di regali, poesie e appassionati messaggi d'amore. Io non credo di non aver mai incontrato l'amore e ho anche tantissime amiche felicemente accasate, ma posso assicurare che uomini di questo genere, se esistono nell'universo, non frequentano spesso il nostro pianeta. 

L'unico punto su cui concordo con l'autrice è quello da cui deriva il titolo:

Ci sono posti in cui pensi che non andrai mai, posti irraggiungibili, così lontani e pericolosi da non essere quasi reali, posti che non trovi sulle mappe, perchè esistono solo in te stessa, sono un'invenzione del cuore e della mente, luoghi inesistenti per i quali invece varrebbe la pena di rischiare tutto, appendere la vita al chiodo e tuffarsi nella chimera.

Tuttavia, mentre per la scrittrice, il rischio si traduce in una relazione adulterina, per me resta in pole position  trasferirmi a vivere in un altro paese, anche da sola e non per cercare l'amore, ma per realizzare ME STESSA. 

Meritano una segnalazione le diciassette poesie che fanno da incipit agli altrettanti capitoli. Tra esse la mia preferita è Gioia di Ramòn de Basterra:

Teso
nell'oro macinato della sabbia,
dicevo: l'esistenza è bella.
La vita è bella.
Penso di calcare il mondo con le mie impronte.
Perchè il mondo è un mare di un azzurro immenso
con sabbie di stelle.

A cura di Claudia Peduzzi




Luoghi che non si trovano sulle mappe (Fabbri Life) di Berta Noiy, Fabbri Editori Life, 277 pagg, 12,90 euro in edizione cartacea, 8,99 euro in formato digitale


VOTO: 6\10