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28 febbraio 2014

La torcia di Olimpia nella “non luce” illumina la poesia




“Il vuoto era dove lei entrò | per milioni di notti”. Una donna? Una luce? Una città? Una leggenda? “Su quelle rovine vedemmo | ciò che di noi viene disperso”: sembrerebbe dunque anzitutto un luogo quello che Luigia Sorrentino attraversa in poesia con Olimpia (Interlinea, 2013), che a buon diritto Milo De Angelis definisce in prefazione “il libro della sua vita”. Di sicuro è un lungo omaggio a Holderlin, più volte citato, anzi a permeare l’intera produzione di questi versi. Versi che Mario Benedetti benedice per la mancanza di “concretezza comunicativa”. Avete letto bene, meglio così. Meglio che una voce così lontana si senta più vicino, perché nella poesia contemporanea sono rari altri simili esempi. 

27 febbraio 2014

Comicità collettiva semi-involontaria



Sono un lavoratore pendolare che tutte le mattine fa un'ora di auto per recarsi dalla mia scollegatissima Sperlonga alla quasi altrettanto scollegata Latina. Tra andata e ritorno sono due ore al giorno che definire uno spreco è poco.

25 febbraio 2014

WORLD PRESS PHOTO 2014


Il World Press Photo 2014 è andato a John Stanmeyer, fotografo che ha collaborato con National Geographic e Time Magazine. La foto si intitola Signal e ritrae degli immigrati africani intenti a controllare i segnali dei loro cellulari al chiaro di luna. Ma non sarebbe male pensare che più che la ricerca di un segnale per contattare i parenti in Somalia possano anche catturare e donare loro la luna.

I FRATELLI CAROFIGLIO


Qualcuno non separi i due fratelli, semmai si corra il pericolo: i fratelli Carofiglio, per somma Informazione. I “fratelli per la penna”, non Pulici e Graziani che per il gol erano siamesi, stanno tornando. Dove? In libreria, ovvio. 

24 febbraio 2014

DIECI ANNI DI MONDO EMERSO


Nell'Aprile del 2004 Licia Troisi si affacciava nel mondo dell'editoria ed apriva una nuova stagione per il fantasy made in Italy.

Zona d'ombra di Riccardo Bruni

Professione Reporter, titolo originale The Passenger, è un film di Antonio del 1975
Scade il 28 febbraio la possibilità d'iscriversi alla quarta edizione del torneo letterario Io Scrittore, promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol, la cui particolarità è che i partecipanti sono anche i critici che, con il loro voto, determineranno i vincitori. Per tutte le opere finaliste è prevista la pubblicazione in e-book, mentre quelle più meritevoli saranno distribuite anche in libreria in formato cartaceo. Riccardo Bruni ha partecipato alla prima edizione del torneo letterario con il racconto Nessun dolore, che risultò tra i finalisti pubblicati in e-book. 

20 febbraio 2014

Oltre il muro


Lo scorso Ottobre c’è stata la cerimonia per l’assegnazione del premio Nobel per la Letteratura; il libro di cui tratta questa recensione tuttavia, Il Muro (1939) è stato scritto da un autore che invece il Nobel, nel 1964, l’ha rifiutato. 

19 febbraio 2014

LA STELLA DI PIETRA


L'ultimo romanzo di Buticchi coincide con la scoperta, da parte mia, di questo prolifico autore, che d'ora in poi sarà senza dubbio tra i miei preferiti. Tra l'altro, benché ultimo in ordine cronologico, La stella di pietra può dirsi il primo della serie, trattandosi dell'occasione in cui la dottoressa Sara Terracini incontra per la prima volta l'israeliano Oswald Breil. 

14 febbraio 2014

Roma città aperta. Alla poesia.


Al Tempio di Adriano Ritratti Di Poesia. Per l’ottava volta; la terza per me: appuntamento fisso febbraiuolo per dare all’inverno una sferzata di calore. 

ROMANTICO COME SOLO UN NERD SA ESSERE


Oggi è San Valentino e benché la natura anticonformista del nerd medio imporrebbe che tale festività fosse evitata come la peste, di fatto anche l'homo nerdis appartiene alla categoria degli animali affetti dalla patologia comunemente denominata amore o quanto meno alla sua forma più pruriginosa detta attrazione fisica.

12 febbraio 2014

Pennacchi e la sua Colonia


Quando Antonio Pennacchi sta per uscire in libreria con un nuovo romanzo ti aspetti qualcosa che parli direttamente della sua vita. Tradotto in brevi termini: vita da operaio, vita da sindacalista in favore dell’operaio, vita da sfascio (quello non catechizzato, si intende), vita da cittadino vivente. Mica t’aspetti di leggere della Colonia, il lembo di terra ai confini della galassia. 

E invece Pennacchi sorprende tutti (me, almeno: poi dico tutti per cercare compagnia): ti racconta la vita dei coloni (gli abitanti di Colonia) con tanto di riferimenti a diversi marchi pubblicitari e intuizioni geniali. 

Intuizioni geniali, appunto: ne avrò contate e sottolineate a penna nera almeno quindici. Mi sono fermato solo per non rischiare di dare colore agli spazi bianchi del foglio. Intuizioni geniali: tipo il cane nero a sei zampe che viene riconosciuto tra i boschi e che sarà l’idea per la nuova distribuzione petrolifera: l’Agip. Io non ci sarei mai arrivato. 

D’altronde non mi chiamo Pennacchi e non giro per Latina con un cappello nero, una giacca nera, una sciarpa bordò indossata a mo’ pavarottiano e una cravatta rossa a pois bianchi. Latina, appunto. 

Mi sono chiesto perché in Storia di Karel non si parlasse di Latina così come accade più o meno in tutti i precedenti romanzi dello scrittore pontino. Me lo sono chiesto e poi risposto: “Guarda la copertina”. Perché Colonia è Latina, non c’è dubbio. La fontana con la palla, le aiuole, i portici: tutto riporta alla conformazione della già nata Littoria. Così come le strade: Epitaffio (Epitaphium per i coloni), Sabotino (Sabotzniegorod per i coloni). E poi i personaggi: Erika, Washington, Jurij, Aldous, Pany Gutty: tutti realmente esistiti tra le memorie presenti e passate di Pennacchi. 

Storia di Karel è un composto di scrittura fatto di ironia e peso, regolamentazioni e idee per divincolarsi. Così come fanno i tre bambini. Le regole della Colonia sono ferree e loro, essendo bambini, fanno di tutto per infrangerle. Se ne vanno a spasso fuori dalla Colonia, fuggono. Fumano facendosi gioco del divieto del non fumare. Finiscono a processo davanti al Giudice che, stanco pure lui dei divieti, li infrange. E fuma. Di più: dà il via alla costruzione di zone apposite per coltivare tabacco. Lo sguardo di Pennacchi non è mai stato così presente seppur rivolto all’ambiente futuro. Lo sguardo, impietoso, si abbatte sul presente depresso per lanciare un forte grido di speranza: con poco si può fare tutto, ossia il motto che è stato degli uomini normali che hanno vissuto i tempi di crisi vera, quella del dopoguerra. 

Storia di Karel è un composto fatto di personaggi, tanti, finti quanto reali. È un composto di sentimenti, immaginazione e proibizioni. È un composto di scrittura raccontata come farebbe un nonno che ha vissuto i movimenti della Colonia, come se Pennacchi fosse il nonno e la Colonia la sua città.   

A cura di Daniele Campanari, seguitelo sul suo sito


Storia di Karel di Antonio Pennacchi, Bompiani, 350 pagg, 18,50 euro

Antonio Pennacchi è stato uno degli ospiti d'onore dell'ultimo numero di Reader's Bench Magazine: 





11 febbraio 2014

Perché si scattano foto


Alzi la mano chi non ha mai scattato una fotografia. Ora alzi la mano chi sa perché ha scattato quelle foto. Probabilmente non ci avete mai pensato oppure avete un'idea sommaria del perché l'avete fatto. Nel suo Il primo libro di fotografia il fotografo e saggista David Bate analizza la storia della fotografia da un punto di vista più filosofico che tecnico, spiegando principalmente come e perché si scattano foto.

10 febbraio 2014

IL TURCHETTO di Metin Arditi



Ennesimo esempio di scienziato con l'hobby della letteratura Metin Arditi si lancia nella ricostruzione della vita di un fantomatico pittore della Venezia rinascimentale. Lo spunto è un dipinto conservato al Louvre e attribuito a Tiziano, “L'uomo col guanto”: Sulla paternità del quadro esistono effettivamente dei dubbi. Studi effettuati sulla firma avrebbero rilevato che, ad una semplice T maiuscola, sarebbe stato aggiunto a posteriori il suffisso “icianus”. 

8 febbraio 2014

Che quantità di amore vuoi?


Dice: “L’amore non mi basta”. “Cos’altro vuoi? Un pezzo di formaggio e tre etti di prosciutto crudo?”.  Che l’amore non basti per vivere dovrebbe essere l’appunto noto. Che la poesia non basti per vivere dovrebbe essere, appunto, un altro appunto noto. Vai a spiegarlo a chi crede all’esclusiva dei due cuori e una capanna, per giunta con l’affitto da pagare. 

7 febbraio 2014

La poesia di Giuseppe Nibali e la vitamina C


Mangiavo un mandarino e poi Giuseppe Nibali. Vitamina C, dicono; vitamina Croce, dice il giovanissimo poeta siciliano in cui la geografia diventa verso, precisamente direzione. “Come Dio su tre croci” è il suo primo libro edito da “affinità elettive” e non ci sarebbe stato se non ci fosse stata la Sicilia, questo fazzoletto sventolato, o piuttosto schiacciato dallo stivaletto. 

6 febbraio 2014

Estremamente giusto

La prima impressione conta molto nella vita, ma nella vita conta soprattutto che è importante saper cambiare idea e nemmeno esserne troppo convinti. Insomma ci si muove ordinatamente secondo un piano personale, disordinato per chi non fa programmi, ma comunque un piano, sì molto intricato. Non mi ricordo dove ho sentito una frase che recita più o meno così “Siamo tutti spiegabili ma non facilmente districabili”.  

5 febbraio 2014

Promuovere la Cultura? Sono più bravi i lettori!


Avete mai sentito l'espressione “differire di uno iota”? È un modo di dire che si usa quando si vuole sottolineare una differenza apparentemente minima, ma in realtà sostanziale. Esso è nato quando, agli albori del Cristianesimo, si discuteva se Gesù fosse della stessa natura (homoousion) o solo di natura simile (homoiousion) a Dio. La differenza tra le due parole, quella “iota” in più nella seconda, comporta in realtà quella che poi è diventata l'eresia di Ario o arianesimo. 

THE I.P.O. di DAN KOONTZ


Due doverose premesse: il testo è in inglese e l'autore non è il più conosciuto Dean. Quindi niente delitti efferati, serial killer ecc. ecc. Il che , dal mio punto di vista, è solo un vantaggio. 

Detto questo se, come per le sceneggiature cinematografiche, ci fosse un premio per “il miglior soggetto originale” The I.P.O. meriterebbe un Oscar.

4 febbraio 2014

BOOK SPETTEGULESS


E se un giorno, una delle scrittrici più famose al mondo, decidesse di spettegolare un po' sui propri personaggi? E se questo creasse un vero e proprio tsunami di proteste, amore , odio ma anche una buona dose di menefreghismo?

Alle volte non si può semplicemente morire


Ci sono persone e personaggi che non possono morire, non in modo semplice almeno. Elvis è tornato a casa sul suo pianeta, Jim Morrison si è rifatto una vita sotto le spoglie di Barry Manilow e una selva di persone, da Adolf Hitler ad Amelia Earhart si sono rifugiati in Sud America dopo la loro presunta morte. Se è facile ricamare nella vita reale, immaginate cosa è possibile fare in un romanzo! Un esempio? E se il Grand'Ammiraglio Thrawn fosse ancora vivo?

3 febbraio 2014

LA COLLINA DI ANDREA


Ognuno di noi ha avuto bisogno, almeno una volta nella vita, di un luogo sicuro. Un angolo di mondo nascosto in cui poter fuggire qualora ce ne fosse stato bisogno.

E quindi uscimmo a riveder le stelle


Qualche tempo fa stavo aspettando una mia amica. Era una sera fredda, ma serena e così per ingannare il tempo ho alzato lo sguardo al cielo ed ho cominciato a ripassare un po' di astronomia: Cassiopea, Orione... beh, la Stella Polare è facile.