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31 gennaio 2014

LA LETTURA E' ...



Su Reader's Bench ho raccontato i miei vizi letterari, i miei primi 30 anni e adesso, in uno dei periodi più difficili della mia vita, vi voglio parlare della lettura.

Pirandello non va più a teatro


C’è un teatro a Como dove Luigi Pirandello amava esibirsi e portare al grande pubblico le sue fatiche di drammaturgo.

30 gennaio 2014

IL VERMINO DELLO SPORT



Storia di una ladra di libri


Liesel ha perso tutto il suo mondo. La famiglia che l'ha cresciuta non esiste più, così come la sua casa, l'unica speranza di salvezza per lei ed il suo fratellino è quella di raggiungere un piccolo paesino vicino a Monaco dove ad attenderli c'è la loro nuova famiglia adottiva.

Noioso, noioso, noioso


L'umanità è da sempre affascinata dal Lato Oscuro. Anche oggi ci si appassiona (morbosamente?) alla cronaca ed alla criminologia, si guarda al mondo di “Star Wars” con particolare simpatia per i Sith e si favoleggia sugli artisti maledetti. Uno dei più famosi tra questi è Caravaggio, al secolo Michelangelo Merisi, che ha ispirato storie, film, libri e documentari, non solo per la sua arte, ma anche per le sue vicende personali. Genio, sregolatezza, fascino e mistero: un personaggio che ha tutto per rendere un libro sulla sua storia irresistibile, eppure...

29 gennaio 2014

Seguitemi, miei pugnaci!



Sì, nello scrivere questa recensione mi immagino come il norcino cavaliere, mentre chiede ai suoi di seguirlo in battaglia e le sue schiere (cioè voi lettori) restate impassibili a pensare “Ma chi me lo fa fare?”. Perché è chiaro che questo libro è una trascrizione della sceneggiatura del film “L'armata Brancaleone”, ma vi posso garantire che c'è dell'altro e che vale la pena pugnare! 

28 gennaio 2014

Piccoli Orfani Crescono


Da quando sono ricaduto nel mondo del fumetto, principalmente due pubblicazioni hanno attirato la mia attenzione: la prima è Axel Ardan, di cui sta ripartendo la pubblicazione su Skorpio, la seconda è Orfani, l'ultimo fumetto nato in casa Bonelli.

LA FINE DI MULTIVERSUM


“La fine di ogni viaggio è il primo respiro di un mondo nuovo”

IL PROTOCOLLO GRB di Riccardo Pietrani


Mi ero ripromessa di evitare come la peste le trilogie e invece ci sono ricascata. Non solo, poiché l'argomento de Il protocollo GRB mi ricordava un altro libro letto nel 2011 (Angelology di Danielle Trussoni) ho fatto una breve ricerca e con sgomento ho scoperto che ANCHE QUELLO era il primo episodio di una trilogia. Così, alla faccia dei buoni propositi per il nuovo anno, in attesa che Pietrani pubblichi il suo secondo episodio, dovrò dedicarmi ad Angelopolis, già uscito nel 2012.

27 gennaio 2014

27 gennaio, la Memoria dei versi e lacrime invisibili


Invisibili

“Oggi è 27 gennaio”. Dice: “E ieri era 26 e domani sarà 28”. “Non sai cosa è successo il 27 gennaio 1945?”. Dice: “Che è successo?”. “Uomini, donne e bambini ebrei sono stati liberati dal campo di concentramento di Auschwitz”. 

27 gennaio di ogni anno dopo il 1945, Giorno della Memoria con la gì e la emme maiuscola. Giorno della Memoria perché l’apertura dei cancelli, a opera dell’Armata Russa, del campo di sterminio di Auschwitz va ricordato, mantenuto eretto nella mente di ognuno affinché non si ripetano mai più i fatti accaduti in quella seconda guerra mondiale, affinché gli uomini non uccidano altri uomini come fosse il gioco, la giustizia, l’onore. 

Testimonianze dirette di quel giorno, di quei giorni sono state estratte e condivise. Così come la crudezza delle lacrime invisibili fotografate che manco sforzandosi rigavano i volti. Il 27 gennaio 2014 si ricorda, si rivisita, si racconta, si raccoglie tutto ciò che sappiamo, tutto ciò che è stato versato.

DA AUSCHWITZ 

Che porte enormi e pesanti!
Un odore strano, tenace
Fievole ma persistente… Un disinfettante potente.
‘Restate attorno al punto della doccia.’
Aspetta l’acqua. Non pensare alla folla.
Non notano la tua umiliazione.
Non distinguono la tua testa rasata da tutto il resto!
Mio Dio!… Stanno chiudendo quelle maledette enormi porte!
Perché?… Non può essere!
No, fra un minuto arriverà l’acqua.
Non piangere, sii soltanto paziente,
Presto sarà tutto finito.
C’è un rumore — lassù.
Stanno sollevando una grata.
Tutti gli occhi osservano, sorpresi.
Nessun suono.
Che cosa sono quei cristalli?… Disinfettante secco.
Zolfo!!?
Gas! Gas! Gas! Panico!
Le urla, l’annaspare
Strattoni e mischia.
Il terrore totale del rendersi conto.
Minuti eterni ad arrampicarsi e azzuffarsi.
Dimenticate le famiglie. Istinto di conservazione.
Carne su carne — che afferra e strappa.
Gas, urla, morte… silenzio.

Elizabeth Wyse


LE ARPE DI BIRKENAU
frammento

[…] Le ruote s’affrettano lungo la rotta
spingendo la vittoria del crimine:
trasportano, trasportano la gente al gas,
la gente al crematorio, la gente alla pira cosparsa di benzina.
Il fumo fluttua, denso e immondo…
Qui, uomini bruciano altri uomini.
E sui pali luminosi
brillano i fili tesi.
Queste sono le arpe di Brzezinka,
le arpe di Birkenau.


Zofia Grochowalska-Abramowicz, Birkenau, 1944

A cura di Daniele Campanari



Jan Karski. L'uomo che scoprì l'Olocausto


Oggi 27 gennaio 2014 è ancora una volta la Giornata della Memoria. Dico ancora perché tra un negazionismo sempre più evidente, atti (come quelli avvenuti qualche giorno fa a Roma) che hanno solo del vandalico ed un certo menefreghismo, anche quest'anno ci prendiamo un giorno e ricordiamo quanto accaduto solo qualche decennio fa.

23 gennaio 2014

READER'S BENCH MAGAZINE E' ON LINE!


E' finalmente on line il numero di gennaio di Reader's Bench Magazine, Readers! Un numero straordinario ma purtroppo l'ultimo ...

21 gennaio 2014

The Walking Dead a Rebibbia



Ho sentito parlare di Zerocalcare tante di quelle volte che non ho potuto fare a meno di incuriosirmi. Insomma, alla fin fine sono sempre stato interessato all'umorismo nelle sue varie forme, ma anche molto scettico sui fenomeni definiti esilaranti: non mi sono mancate cocenti delusioni. Così ho continuato a rimandare questo incontro, finché non è stata la Magna Direttrice in persona a offrirmi una delle sue pubblicazioni, precisamente “Dodici”, per Natale... e che faccio? Non lo leggo?

20 gennaio 2014

ESSERE POETA NON VUOL DIRE ESSERE AUTORE


I poeti contemporanei, sfondo arancione con tredici nomi elencati sulla quarta di copertina (che in realtà è la copertina, ma non sembra) e sul retro le belle frasi d’effetto di Elio Pecora e il prezzo: ventitré euro.

Dieci scatti di inizio millennio



Non è facile raccontare una storia con una sola foto, un solo scatto: bisogna cogliere quello che Cartier-Bresson (lui sì che ci riusciva) chiamava istante decisivo, quel momento che da solo basta a descrivere un intero contesto e le storie che racchiude. Se poi si ha intenzione di raccontare un'intera epoca, allora di scatti ce ne vogliono almeno dieci, perlomeno secondo Gianluca Mercadante, autore del libro Polaroid.

19 gennaio 2014

IL TRAUMA DEL DISTACCO


Da quando quasi per caso ho conosciuto i libri di Marcello Simoni ed in particolare il suo Mercante, stavo paventando il momento in cui la sua saga avrebbe avuto termine, così quando lo scrittore di Comacchio ha annunciato l'ultimo capitolo della trilogia (di cui vi renderemo conto molto presto) ho capito che quel momento era ormai arrivato.

18 gennaio 2014

Di Spigno, “La nudità” in poesia è un vestito sartoriale


Si può leggere un libro di poesie anche “senza fare sempre a turno con la brezza di mare/ che si trasforma in tutto pur di farsi amare”. C’è da dire che La nudità (PeQuod, 2013) di Stelvio Di Spigno si lascia a mare, roba da esperimenti: lasciare che siano i versi a farsi amare nell’andirivieni ondoso della lettura. Succede se “C’è chi come noi ricorda vagamente/ Dove abbiamo ascoltato per primi/ Le parole che non hanno ritorno” (Fine settembre).

Stelvio è un vulcano – vesuviano, oltre che napoletano di nascita -, che sa eruttare poesia soprattutto quando il magma alcolico scalpita nei tubi del sangue, ovvero quando si vive “così lontano da casa da non sapere dove/ ci siamo mai visti, conosciuti o rinfacciati/ se fossimo mai nati e se è vero che eravamo” (‘Dissolvimento‘, dedicata al padre). 

Una Napoli che registra “i bambini passati troppo presto all’altro marciapiede” (Senza tregua) e che lui descrive tra calcio al pallone e nelle ossa anche in ‘Pibe de oro’, in cui “solo una tavola apparecchiata con povertà e grandezza/ di chi vive senza sapere come né perché/ contento di aver visto la luce un altro giorno/… perché niente in fondo si sa dire/ e ancora meno, ancora meno, si conosce”. Maradona come un Dio, una trinità, quegli spiriti che a Napoli aleggiano ovunque: “… Come forme spiranti/ ci assistemmo nel vizio di parlare,/ di provare l’amore nelle sue tre persone,/ il sangue, la pelle, la vergogna aitante del male” .

Certo, la napoletanità di Di Spigno arriva geograficamente fino a più su della Campania, almeno fino a Gaeta, dove ad echi di Umberto Saba si accostano certe tendenze alla De Luca (non so se da purista della poesia ne possa gioire), sarà per una vicinanza territoriale prima che scrittoriale. Poi Stelvio per lavoro arriva fino alle porte di Roma, dove capisce che “è tutto interno al senso dell’avere, che non è nostro per sempre,/ il lavoro di balbettare, quello di minimare le parole/ attraverso gesti strani che non sono miei eppure/ continuo a ripetere con forza/… e tutto finisce condannato dentro palazzi deformi,/ e quando ci abiti davvero/ ti senti sempre più morire dentro” (La resa). Non è stata messa da parte, in un cassetto, la sua tesi di laurea su Leopardi, il maestro (insieme ad uno dei tanti Montale) che si ripresenta in versi come quelli a ricordare “quanto poco è il bene che ci tocca” (Feria).


Di Spigno ha pubblicato in questi giorni anche un altro piccolo libro di poesia, prezioso. Questa volta lo ha fatto per i tipi di Edb edizioni, in una collana curata da Alberto Pellegatta. Non è propriamente un volumetto a quattromani, piuttosto un condominio di poeti, o meglio una di quelle case per studenti in cui si vive (benissimo e tremendamente) insieme ad altri compagni. In questo caso abita insieme a Carla Saracino, poetessa di origini pugliesi. Il libro s’intitola – appunto – “Qualcosa di inabitato”. “Ma questa è solo una poesia”, e Di Spigno non aggiunge un punto interrogativo.

A cura di Simone Di Biasio




17 gennaio 2014

ANTEPRIMA: SIMONA BALDELLI SU READER'S BENCH MAGAZINE


Simona Baldelli sarà tra le pagine del prossimo numero di Reader's Bench Magazine. Un altro finalista al Calvino ci farà l'onore di accomodarsi sulla panchina per parlarci di Evelina, delle fate e di come deve essere stato difficile, se non addirittura particolare, scrivere un romanzo con la voce di un bambino

Non vorremmo anche noi, spesso, essere Altrove?


Non è il primo autore di origine ebrea che leggo, soprattutto da quando ho iniziato ad interessarmi di Kabbalah, ma finora mi erano sempre capitati romanzi (ed anche molti film) mediati dalla cultura occidentale-americana: Marek Halter, Jonathan Tropper, Woddy Allen, i fratelli Cohen …I loro prodotti sono probabilmente più appetibili, dal punto di vista commerciale, per il nostro mercato. Rabinovici, invece, è un ebreo-austriaco dalla formazione culturale più ortodossa, ma, proprio per questo, ha della società ebraica una visione meno idilliaca. 

16 gennaio 2014

ANTEPRIMA: ALESSANDRO CINQUEGRANI SU READER'S BENCH MAGAZINE



Alessandro Cinquegrani sarà uno degli ospiti speciali che si accomoderanno sulla panchina del lettore per il prossimo numero di Reader's Bench Magazine.

Lo Spirito di Central City


Una città tetra, buia, che ricorda molto Ghotma City come atmosfera. Una città in cui sembra sempre ci sia l'inverno, la luce fa fatica a farsi strada tra i palazzi e la criminalità mette a dura prova la polizia. Una città che però ha il suo fascino da donna non più giovane, ma attraente, che sa farsi odiare, ma anche amare, che ha un suo spirito, anzi un suo Spirit. Questa è la Central City disegnata da Will Eisner.

15 gennaio 2014

E che biennale della fotografia sia!


Sta finendo una giornata lavorativa, do un’occhiata a Facebook e tra le solite frasi fatte e proteste contro la casta dei politici, trovo una notizia che salta subito ai miei occhi: “Biennale della Fotografia a Torino a cura dell’on. Vittorio Sgarbi”.

SETTE STRANE STORIE, SEVEN DEATHS


Gli antichi dicevano “Memento mori” ed anche “Ricordati che polvere sei e polvere ritornerai”. Morte e letteratura sono andate a braccetto per molto tempo.  

14 gennaio 2014

De Angelis e la poesia dei “Millimetri”, ovvero “dove eravamo già stati”



Sono trascorsi trent’anni di Millimetri. Una unità di misura infinitamente piccola per definire l’infinitamente grande. Milo De Angelis - è scritto nella prefazione al libro ridato alle stampe da “Il Saggiatore” - “stravolse” i lettori nel 1983.

13 gennaio 2014

Un alligatore intero, me lo spino da solo


C'è un motivo se preferisco i noir ai gialli: questi ultimi di solito sono a lieto fine o comunque hanno una soluzione più pulita, più vicina al “vissero tutti felici e contenti” del noir ed io, da sempre teso al Lato Oscuro, trovo più realistico un finale torvo, cupo... del resto, se leggo libri da adrenalina, non vedo perché bruciarla del tutto con un rilassamento a fine lettura.

11 gennaio 2014

STAR WARS NEWS



Ne è passato di tempo da quando nel 1977 è iniziata la saga di Star Wars! Era dal 2005 che noi fan italiani non potevamo godere di un po' di nuova linfa, ma, da quando la Disney (che pure non perdonerò mai di aver vestito Pippo da Darth Vader) ha acquisito la Lucas Film e annunciato nuovi film della saga, nel nostro Paese è giunta una vera e propria ondata di Forza, un'ondata che non sembra volersi arrestare, anzi!

10 gennaio 2014

ANTEPRIMA: COVER MAGAZINE GENNAIO 2014


Il numero invernale di Reader's Bench Magazine sta per arrivare e come al solito tra le pagine troverete tante news, anteprime, interviste, recensioni e le rubriche alle quali vi siete appassionati.

SCRIBD: IL MONDO IN TASCA




E-book. Una parola di uso comune al giorno d’oggi. Per alcuni un sinonimo di ‘progresso’, per altri di ‘morte’. L’unica verità è che, attraverso questo nuovo formato, la cultura sta tornando giovane, acquisendo un aspetto più accattivante e al passo con i tempi.

9 gennaio 2014

I AM A WINNER!


Durante le festività natalizie abbiamo organizzato un concorso che metteva in premio i migliori libri del periodo. Erano tutti contenuti nell'inserto Regali di Natale 2013 in allegato all'ultimo numero di Reader's Bench Magazine.

ALL'INCONTRO CON WALTER MITTY


Sarà che Ben Stiller è un attore, oltre che un regista e tante altre cose, per cui la delicatezza nella percezione di chi sa quello fa è palpabile, e il suo ultimo film, uscito nelle sale italiane con il titolo di I sogni segreti di Walter Mitty  che non è un capolavoro e neanche uno di quei film che se pensi ai “film che hai visto nell’arco della tua vita” ti viene subito in mente, FA BENE, soprattutto per iniziare un  nuovo anno: perché il cervello fa delle strane connessioni e finiamo per ricordare i grandi strappi, le grandi luci, ma mai gli occhiolini, gli spiragli, le carezze delle cose.

8 gennaio 2014

La società dei poeti è stinta?


La risposta si svela subito: no. “Non posso soffrire le distinzioni tecnicistiche, starei per dire sindacali, tra poeti e narratori, saggisti, eccetera. L’attività creativa mal sopporta queste etichette e di distinzioni, che riflettono concezioni critiche accademiche e invecchiate - che cos’è la Recherche? E l’Ulysses, che cos’è? E Das Schloss? E Der Zauberberg. Non sono forse, insieme, romanzi e poemi, opera lirica e narrativa?”. Già questo è un punto di partenza, secondo Giorgio Bassani visto da Stefano Gallerani

Questo è l’esperimento di Nuovi Argomenti, la rivista trimestrale fondata da Alberto Moravia e Alberto Carocci sessant’anni fa che oggi ritrova nuova linfa dire e dirsi: affidare il ricordo del “proprio” poeta a giovani scrittori. 


Il rischio è alto e qualcuno lo corre. Anche troppo, come Gilda Policastro, che punta su Sanguineti, ma finisce per essere apoftegmatica e per parlare di sé: “nel frattempo scrivevo anche un romanzo, ma non gli feci leggere nemmeno quello” . Insomma, un classicissimo caso di allievo/maestro che poco ci restituisce dell’uomo che disse sprezzante: “I giovani non mi capiscono? Che studino”. 

Qualcun altro ci riesce benissimo, vedi Marco Cubeddu sul Bellezza di Vita tempesta, che parla di poesia senza citarla mai grammaticalmente: “Una notte un ladro entrò in casa sua. Dario lo colse sul fatto. Ma, invece di denunciarlo, lo convinse ad andare a letto con lui. Lo corruppe per alcuni mesi, con mance vertiginose, lo accolse in casa sua, fra la palta dei suoi desideri e, quando il ragazzo ne fu definitivamente succube, fino al punto di credersene innamorato, iniziò a bistrattarlo e tradirlo con crudeltà e impudenza per poi rimpiangerlo, con il furore con cui si rimpiangono i fantasmi, un minuto dopo il suo tragico volo finale, un’esplosione di frattaglie per la via”


Il rischio diventa minimo, invece, se si lascia parlare la poesia stessa. Giancarlo Liviano D’Arcangelo cita di Vittorio Sereni: “Perché non vengono i saldatori/ perché ritardano gli aggiustatori?/ Ma non è disservizio cittadino,/ è morto tempo da spalare al più presto./ E tu, quanti anni per capirlo:/ troppi per esserne certo”. Infine Paolo Di Paolo si occupa di Giovanni Raboni, autore di questi versi: “… Il male non era/ Lì dentro, nelle scale, nei cortili,/ Nei ballatoi, lì semmai c’era umido/ Da prendersi un malanno. Se mio padre/ Fosse vivo, chiederei anche a lui: ti sembra/ Che serva? È il modo? A me sembra che il male/ Non è mai nelle cose, gli direi”.

La poesia mi pare possa dirsi donna, almeno nel genere linguistico. Così non ne mancano anche nei racconti di questo numero, come ne La perdita di Franco Sepe, che mette a fuoco la condizione dell’aborto tra amanti che lo sono stati poco e amici che non lo sono mai troppo: <A volte la bocca non arriva a baciare dove arriva il cuore>. E in fondo lei gli aveva creduto, per il modo sincero con cui le aveva pronunciato quelle parole. Ma non più di tanto. Perché le belle parole dell’amore non sono la stessa cosa che amare e vivere per esso”. Solo una poetessa, però, tra quelle contemporanee di Nuovi Argomenti: è Luigia Sorrentino, autrice dell’ultimo Olympia. Qui scende sulla terra e ci dice: “Lì fui, io nel luogo e il luogo in me”, dove s’annida il verso fulminante per cui  “il tremendo è una notte che ci parla”. Poi c‘è la “Femmina“ di Giovanni Bracco: “Ogni sera in cucina da sola/l’anziana signora/ consuma tutta la sua trasgressione/ tirando un sigaretto dal bocchino/ con la lentezza controllata e gli occhi/ semichiusi,/ In attesa/ che dal muro di fianco/ si levi sopra il ritmo ossessivo/ di una musica africana il grido/ della bella avvocatessa in calore”. Se rileggo, “arrossisco come un pezzo/ di carne. Tra abbandono/ e abbondanza/ dividiamoci quest’aria”, quella tra le pagine dedicate a Vittorino Curci.


La poesia è stinta? La poesia è estinta? Dove sta? “Ubiquità. È la prima idea suggerita dallo sciame reale dei ragazzi mentre passeggiano con molte soste per digitare sui cellulari. Poco dopo il tramonto, una giovanissima esile donna sola e sorridente, appoggiata alle mura della passeggiata panoramica, si dondola in silenzio con piccoli movimenti ritmici pieni di grazia. Avvicinandosi si capisce che sta danzando la musica dei suoi auricolari“. Gilberto Severini racconta un diario minimo, ma per riassumere questo numero arriva Bassani: “Sì, proprio il consistere del minimo, del pressoché inesistente, accanto al sublime, mi fa sperare d’aver scritto dei libri che, in qualche modo, abbiano a che fare con la vita, con la vita nella sua realtà, e quindi con la poesia”.

A cura di Simone Di Biasio


E' ancora beat generation


Da qualche anno a questa parte pare che si muova, silenziosa e impalpabile, una ricerca che va a ritroso nel tempo di una cinquantina d’anni a pescare sprazzi di vita del ventennio 50’-60’, quello che oggi definiamo Beat Generation, e che allora non era altro che voglia di dimenticare lo scempio della seconda guerra mondiale. 

3 gennaio 2014

BLACKOUT-Domani è troppo tardi di Marc Elsberg


Un essere umano può sopravvivere senz'acqua da tre a dieci giorni, a seconda dell'età e delle condizioni fisiche. Quanto potrebbe resistere la società occidentale senza energia elettrica? Dopo quanti giorni fame, sete e freddo inizierebbero a sgretolare la nostra facciata civile?