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13 maggio 2014

LA VOCE DEL DESTINO



Buticchi ed io viaggiamo sulla stessa lunghezza d'onda. Lo scrittore si diverte a mescolare verità e fantasia, mentre per me la sfida è riuscire a separarli di nuovo. In realtà non è troppo difficile. 

Anche se  l'autore, per dovere, afferma che "ogni riferimento a cose e persone realmente esistite è puramente casuale", riporta in calce una dotta e ricca bibliografia e suggerisce di googolare ogni eventuale dubbio in cerca di conferme.  Tra parentesi quella della bibliografia è una buona abitudine andata, purtroppo, completamente perduta, retaggio di chi ha studiato in tempi in cui internet ancora non esisteva e vigeva l'obbligo di verificare e citare le fonti. Ammetto che si perdeva un sacco di tempo negli archivi delle biblioteche, ma quelle ore sono tra i miei ricordi più belli. 

Tornando a La voce del destino mi ha sorpreso ritrovare, nel giro di meno di un mese, la stessa trama di un altro romanzo, più recente e di autore americano (non tradotto in italiano): 
Alpha Threat di Ron Smoak. 

Non solo, forse perché ora maggiormente sensibile all'argomento, mi saltano agli occhi articoli e notizie che, direttamente o indirettamente, fanno riferimento alla sparizione, alla fine della seconda guerra mondiale, di molti gerarchi nazisti,  insieme a un non ben precisato tesoro e ad alcuni U-Boot, nonché al contestuale insediamento in sud America di una nutrita comunità tedesca di dubbia provenienza.  

Buticchi immagina che la sua consueta coppia di detective Oswald Breil/Sara Terracini - casualmente nel posto giusto al momento giusto - salvi da un'aggressione una clochard parigina, che si rivela essere una famosa cantante lirica argentina, scomparsa da tempo. Causa del pericolo che da anni perseguita Luce De Bartolo è essere stata la più cara amica di Evita Peron, la famosa moglie dell'ex presidente argentino. Fidandosi solo dell'amica d'infanzia, Evita ha affidato a Luce l'unica vera chiave in grado di aprire una cassetta di sicurezza in cui, durante il suo viaggio in Europa nell'estate del 1947, ha nascosto il tesoro di famiglia. L'amica non sa né in che banca, né in che paese sia conservata la cassetta, mentre chi lo sa non riesce a trovare la chiave giusta. 

Più della meta del libro è dedicata al racconto di Luce de Bartolo sulla sua amicizia con Evita e, in generale, ai retroscena del periodo storico, che va dalla fine della guerra ai giorni nostri. 

Parte delle notizie fornite sono senz'altro frutto della fantasia di Buticchi, ma nel complesso ho verificato che si tratta di teorie conosciute e per le quali esistono anche discrete prove a supporto. 

Credo di aver "identificato" Luce de Bartolo (il cui personaggio letterario è ispirato a  Maria Callas)  in Lillian Lagomarsino de Guardo, la donna che accompagnò Evita durante il viaggio in Europa nel '47 e che le stette vicino per tutto il periodo della malattia. La de Guardo è morta a 99 anni nel giugno 2012 e una sua intervista fa parte di un interessante documentario mandato in onda dalla RAI per la serie La storia siamo noi.  

Possiamo credere o non credere alla versione di Buticchi, ma ciò che l'autore afferma alla fine della postfazione è la sacrosanta verità:

Domani, quando c'incontreremo, spero che non mi chiederete più "Quanto c'e di vero", ma vi batterete affinché certe brutte notizie trovino sempre meno spazio nelle cronache e sempre di più nei romanzi. Lì almeno a risolvere le magagne ci sono persone come Oswald Breil ... E se la cavano egregiamente!

A cura di Claudia Peduzzi



La voce del destino: Un'avventura di Oswald Breil e Sara Terracini (Longanesi Romanzi d'Avventura) di Marco Buticchi, Longanesi, 651 pagg, 6,90 euro in formato cartaceo, 5.49 euro in formato Kindle.

Voto 10/10:




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