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2 aprile 2014

Luoghi che non si trovano sulle mappe di Berta Noy


Decisamente i romanzi a sfondo sentimentale non fanno per me. È doveroso quindi precisare che la  valutazione poco entusiasta di questo libro corrisponde al mio personalissimo modo di vedere la vita. 

Obiettivamente non posso infatti affermare che esso sia noioso o scritto male. Riflettendo, anzi, proprio grazie a questa lettura ho capito cosa mi attrae in un racconto. Anch'io, come tutti, cerco di compensare con la letteratura quello che mi manca nella vita di tutti i giorni, ma, evidentemente, per me questo non coincide con l'amore. Io cerco avventura, viaggi, azione, sfide alle mie capacità intellettive. Almeno nella finzione letteraria preferisco identificarmi con un Navy Seal, un archeologo o un grande personaggio storico piuttosto che con una donna innamorata

Vi sono ovviamente delle eccezioni: In La Donna è un'isola di Audur Ava Olafsdòttir l'argomento è trattato con umorismo, mentre in La donna allo specchio di Eric-Emmanuel Schmitt l'autore, uomo, offre un utile spaccato di psicologia femminile.

Il secondo motivo per cui questo romanzo, in particolare, mi ha irritato è il modo in cui l'autrice rappresenta tutte le figure protagoniste. Le donne sono indistintamente bellissime, intelligenti e ricche. Occupano posizioni lavorative di rilievo, ma sembra non abbiano fatto nessuna fatica a raggiungerle e apparentemente nemmeno avrebbero bisogno di guadagnare per mantenersi. Possono permettersi di spostarsi a vivere da Barcellona a Londra e persino in Canada senza nemmeno pensarci. Non parliamo poi degli uomini. Anche loro escono direttamente dalle copertine di Vougue, ma naturalmente non fanno i modelli, bensì sono scienziati o artisti famosi. Quando sono innamorati ricoprono l'amata di regali, poesie e appassionati messaggi d'amore. Io non credo di non aver mai incontrato l'amore e ho anche tantissime amiche felicemente accasate, ma posso assicurare che uomini di questo genere, se esistono nell'universo, non frequentano spesso il nostro pianeta. 

L'unico punto su cui concordo con l'autrice è quello da cui deriva il titolo:

Ci sono posti in cui pensi che non andrai mai, posti irraggiungibili, così lontani e pericolosi da non essere quasi reali, posti che non trovi sulle mappe, perchè esistono solo in te stessa, sono un'invenzione del cuore e della mente, luoghi inesistenti per i quali invece varrebbe la pena di rischiare tutto, appendere la vita al chiodo e tuffarsi nella chimera.

Tuttavia, mentre per la scrittrice, il rischio si traduce in una relazione adulterina, per me resta in pole position  trasferirmi a vivere in un altro paese, anche da sola e non per cercare l'amore, ma per realizzare ME STESSA. 

Meritano una segnalazione le diciassette poesie che fanno da incipit agli altrettanti capitoli. Tra esse la mia preferita è Gioia di Ramòn de Basterra:

Teso
nell'oro macinato della sabbia,
dicevo: l'esistenza è bella.
La vita è bella.
Penso di calcare il mondo con le mie impronte.
Perchè il mondo è un mare di un azzurro immenso
con sabbie di stelle.

A cura di Claudia Peduzzi




Luoghi che non si trovano sulle mappe (Fabbri Life) di Berta Noiy, Fabbri Editori Life, 277 pagg, 12,90 euro in edizione cartacea, 8,99 euro in formato digitale


VOTO: 6\10




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