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2 aprile 2014

IL LUCARELLI BREVE


Forse perché non sono un grande appassionato di noir, ritengo che Carlo Lucarelli dia il meglio di sé nei suoi romanzi di ambientazione storica (uno su tutti, l'Ottava vibrazione, ma è solo una piccola parte di un ottimo repertorio). 

Lo scrittore di Parma è infatti per me una delle migliori penne che abbiamo al momento in Italia, capace di inventare trame avvincenti, creare intrecci perfetti e riprodurre ambientazioni fantastiche. L'ultimo esempio che ho avuto sull'argomento mi è stato offerto da due romanzi molto brevi, uno di qualche annetto fa e uno decisamente più recente, che tanto per la brevità, quando per la buona fattura del testo, non mi hanno concesso di staccarmi dalla lettura finché non li ho finiti entrambi.

Il primo romanzo di cui sto parlando è “Il trillo del diavolo”, un romanzo che racconta la storia di tre amici violinisti, separati dall'ascesa del nazi-fascismo. In particolare uno di loro, suo malgrado, si troverà coinvolto in una storia più grande di lui e costretto a cercare di evitare lo scoppio di un nuovo conflitto. 

Penso che questo piccolo volume sia un omaggio che l'autore ha voluto fare alla musica. Non solo i riferimenti continui a essa (lo stesso titolo si riferisce alla Sonata n.35 di Tarantini), ma anche le metafore, lo stile, il ritmo: tutto è musicale in quest'opera.

Senza contare la consueta abilità dell'autore nel rendere avvincente in così poche pagine una storia che di per sé potrebbe anche essere a grandi linee prevedibile (dopo “Il giardino di Finzi Contini”, “L'amico ritrovato” e altri, il tema dell'amicizia distrutta dal conflitto e dalle ideologie è ben noto al lettore medio).


Il trillo del diavolo Il trillo del diavolo di Carlo Lucarelli, Edizioni EL, 55 pagg, 7,50 euro

Voto 9/10


Il secondo romanzo, invece, è Guernica, romanzo di cui l'autore ha voluto riscrivere il finale (per questo lo considero più recente), quando l'autore gli ha chiesto di ripubblicarlo per inaugurare la collana Stile libero noir.

Guernica è un romanzo ambientato durante la guerra civile spagnola, cui presero parte anche molti volontari italiani nei due fronti contrapposti. Proprio uno di questi italiani, spia, ladro, truffatore, sicario da due soldi e doppiogiochista, è reclutato dai franchisti per scortare un ufficiale dei bersaglieri italiani a recuperare la salma di un tenente suo amico d'infanzia morto eroicamente durante una battaglia. Eppure le cose non sono sempre così semplici e i due uomini si troveranno a vivere un'avventura degna di Don Chisciotte e Sancho Panza.

Questo è un romanzo di guerra, guerra civile, in cui si ammazzano i poeti e al tavolo di una cantina è possibile incontrare un periodista americano di nome Ernesto. Un romanzo i cui protagonisti sono tanto diversi quanto più non si potrebbe e in cui i racconti delle battaglie si mescolano ad antiche leggende gitane e andaluse. Un romanzo che presto assume i toni del giallo, per finire in quelli del grottesco.

Un romanzo da leggere, perché ne vale davvero la pena.



Guernica di Carlo Lucarelli, Einaudi, 89 pagg, 8,00 euro

Voto 9/10


Una delle caratteristiche principali dei romanzi di Carlo Lucarelli è l'ossessione, che guida i protagonisti a invischiarsi in vicende che il buon senso consiglierebbe di evitare. In questi piccoli volumi, questo elemento viene meno  (forse solo l'ufficiale del secondo volume può essere considerato ossessionato), eppure lo stile è sempre quello tipico dell'autore, cui mi piacerebbe chiedere quanto c'è nell'Ottava vibrazione del Guernica.

Per ora mi limiterò a continuare a leggere con piacere i suoi libri.


A cura di Diego Rosato


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