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29 aprile 2014

Il giornalista ai tempi di Maupassant


Leggendo Bel-Ami (1885) di Guy De Maupassant, pare che fare il giornalista non è mai stato tanto facile: basta disporre - come Georges Duroy, il protagonista del romanzo - di un paio di baffi ben curati, una florida gioventù da vivere in una Parigi fin de siecl, del fascino del giovane militare in congedo e degli agganci con le belle donne annoiate dell’ultima strenua aristocrazia francese; il tutto condito con una buone dose di sfacciataggine e una non meno importante intraprendenza.

Leggendo Bel-Ami di Guy de Maupassant, viene voglia di essere giornalista.

Ma il giornalista non è solo questo, si fa vero nell’ardua arte del venire a conoscenza, infilarsi, insinuarsi, cogliere e carpire con l’occhio, con la mano, con la penna e con l’intuizione; con la sua pazienza del saper aspettare e quella di correre, con la sua capacità di essere estraneo ai fatti eppure l’esservi tremendamente immischiato.

E tutto questo grande lavoro del giornalista appare, agli occhi dei lettori, attraverso quel piccolo nome stampato in fondo alla colonnina fittamente scritta del giornale.

Il romanzo descrive in modo elegante e sottile le altrettanto eleganti avventure di un giovane disposto a tutto pur di intraprendere l’agognata scalata sociale, egli vede nel giornalismo la sua rampa di lancio e forse attende egli stesso con più apprensione di un lettore il vedere impresse le sue iniziali in fondo al suo articolo su “La Vie Francaise”, giornale parigino. 

E se bastasse insinuarsi nel letto di donne potenti e sorseggiare champagne nei salottini mondani, forse oggi vorremmo essere tutti giornalisti ...


A cura di Marcello D’Onofrio


Bel-Ami (Universale economica. I classici) di Guy De Maupassant, Feltrinelli, 380 pagg, 8,50 euro in edizione cartacea, 5,99 euro in formato ebookk






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