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5 febbraio 2014

THE I.P.O. di DAN KOONTZ


Due doverose premesse: il testo è in inglese e l'autore non è il più conosciuto Dean. Quindi niente delitti efferati, serial killer ecc. ecc. Il che , dal mio punto di vista, è solo un vantaggio. 

Detto questo se, come per le sceneggiature cinematografiche, ci fosse un premio per “il miglior soggetto originale” The I.P.O. meriterebbe un Oscar.

Sarà che leggo tanto, ma ogni nuova lettura mi ricorda sempre qualche cosa di già sentito o già visto, Dan Koontz, invece, è riuscito a sorprendermi.

I.P.O. è l'acronimo di Offerta Pubblica Iniziale, ossia la quotazione in Borsa, per la prima volta, dei titoli di una società. Fin qui, nonostante le mie scarse conoscenze in materia economica, nulla di nuovo. La vera sorpresa è stata QUALE società: Avillage, infatti, si occupa di adozioni. 

L'idea che i giovani siano il futuro di una nazione è vecchia come il mondo. Fino alla metà del secolo scorso la ricchezza di una famiglia di contadini era legata al numero di “braccia” che potevano lavorare nei campi. Certo due braccia erano anche una bocca in più da sfamare, per questo, come ho scoperto leggendo Tentativi di botanica degli affetti di Beatrice Masini, in caso di necessità non era insolito che  i bambini più piccoli venissero messi in orfanatrofio fino a che non raggiungevano l'età minima per cominciare ad essere produttivi (per la cronaca tra i sette e i dieci anni).

James Prescot, CEO di Avillage, adatta il concetto alla società moderna. Negli orfanatrofi ci sono molti bambini di “talento”, che non avranno la possibilità di avere una educazione adeguata per svilupparli. La sua fondazione si occupa di selezionare queste “risorse sprecate”, affidandole quindi a coppie di genitori “adeguati”. I bambini avranno accesso alle migliori scuole e università con l'unico vincolo che, nel momento in cui entreranno nel mondo del lavoro, una percentuale dei loro guadagni dovrà essere versata alla società, a copertura dell'investimento iniziale per l'educazione ricevuta. 

Se apparentemente Avillage sembra ispirata da nobili intenti, l'avidità umana è sempre in agguato. Bambini talentuosi possono essere resi orfani “ad hoc” e lo sfruttamento dei talenti facilmente può superare la soglia tra ciò che è morale e ciò che non lo è. Il secondo punto debole del progetto sono i bambini stessi.  L'Offerta Pubblica Iniziale è legata ad un orfano di sette anni, Ryan Tyler jr., il cui Q.I. è decisamente sopra la media. Ryan infatti associa immediatamente la sua improvvisa adozione ad una notizia sentita casualmente in Tv  ed inizia quindi la sua indagine per rispondere alla  domanda che lo perseguita: quello in cui sono morti i suoi genitori è stato davvero un incidente? 

Nel complesso non si tratta di un giallo classico. Nella vita reale il confine tra morale e immorale è molto labile, niente è completamente giusto e niente completamente sbagliato. Dipende dai punti di vista e dalla parte della barricata in cui ci troviamo.

A cura di Claudia Peduzzi


The I.P.O. di Dan Koontz, Beverly Ann Publishers, 344 pagg, 10,78 euro

Voto: 10\10







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