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11 febbraio 2014

Perché si scattano foto


Alzi la mano chi non ha mai scattato una fotografia. Ora alzi la mano chi sa perché ha scattato quelle foto. Probabilmente non ci avete mai pensato oppure avete un'idea sommaria del perché l'avete fatto. Nel suo Il primo libro di fotografia il fotografo e saggista David Bate analizza la storia della fotografia da un punto di vista più filosofico che tecnico, spiegando principalmente come e perché si scattano foto.

Il libro si apre con una storia della fotografia e della teoria fotografica, per passare poi all'analisi dei vari genere fotografici, documentario, ritratto, paesaggistica, natura morta, foto d'arte e fotografia globale.

Ci tengo a precisare che questo non è un manuale di fotografia: qui non si parla di sensibilità, diaframmi e tempi di esposizione, ma di nascita e sviluppo di genere fotografici, di semiotica della fotografia, di approcci alla teoria fotografica e quant'altro. Insomma, più che un manuale tecnico, questo è un testo filosofico... con tutto ciò che ne consegue.

Tanto per cominciare, la non semplicissima digeribilità della materia trattata. Una discreta conoscenza pregressa della materia non è indispensabile, ma, secondo me, a dispetto del titolo dell'opera, aiuta.

Il linguaggio è forbito e tecnico, come ci si aspetterebbe da un testo tecnico-scientifico di alto livello, ma le varie nozioni sono spiegate attraverso esempi (paragoni e foto) che aiutano a digerire un volume non proprio scorrevolissimo.

Completano l'opera un indice dei nomi, un elenco delle illustrazioni ed una ricchissima bibliografia.

Un testo per chi della fotografia vuole conoscere anche gli aspetti più teorici.

A cura di Diego Rosato


 Il primo libro di fotografia di David Bate, Einaudi, 264 pagg, 20,00 euro



Voto 8/10



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