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19 febbraio 2014

LA STELLA DI PIETRA


L'ultimo romanzo di Buticchi coincide con la scoperta, da parte mia, di questo prolifico autore, che d'ora in poi sarà senza dubbio tra i miei preferiti. Tra l'altro, benché ultimo in ordine cronologico, La stella di pietra può dirsi il primo della serie, trattandosi dell'occasione in cui la dottoressa Sara Terracini incontra per la prima volta l'israeliano Oswald Breil. 

Scorrendo la bibliografia dell'autore ho apprezzato un'altra caratteristica: i suoi romanzi sono spesso due al prezzo di uno. Lo schema narrativo, infatti, prevede generalmente dei salti temporali tra presente e passato. Un bel cambiamento dopo l'infinita serie di trilogie che mi sono capitate tra le mani! 

Ne La Stella di pietra la storia prende avvio nel 1985 con dei flash back che riportano alla metà del Cinquecento, in particolare a Michelangelo Buonarroti. A differenza della linea simbolista, avviata da Dan Brown, i richiami all'arte rinascimentale qui non mirano a svelare il mistero di chissà quale setta segreta. Al contrario quella che viene scoperta sarebbe una colossale "uccellata", una burla, che il famoso artista  studio' per vendicarsi dei suoi contemporanei, ma che, sfuggitagli di mano, raggiunse proporzioni tali da arrivare "intatta" fino ai nostri giorni. Non ho intenzione di svelarvi di cosa si tratta, mi limito a sottolineare che non solo è molto divertente, ma anche abbastanza plausibile e, come evidenziato nell'allegata bibliografia, supportata da autorevoli studi.

L'accenno alla bibliografia, nella quale Buticchi elenca tutte le fonti che hanno "ispirato" la sua fantasia romanzesca, è ancor più importante e significativa relativamente alle vicende ambientate nel 1985. La protagonista, Sara Terracini, sta discutendo la sua tesi di laurea in Archeologia mentre, nel cortile della facoltà viene assassinato dalle Brigate Rosse il prof. Ezio Tarantelli. Involontariamente Sara e l'amico che era con lei potrebbero essere stati testimoni dei preparativi dell'attentato e alcune "prove" potrebbero essere state immortalate nelle numerose foto scattatele dal ragazzo. Sara si trova suo malgrado coinvolta in un intrigo internazionale, che coinvolge i servizi segreti israeliani, essendo lei stessa di orgine ebrea. 

Buticchi nella postfazione avverte che il suo è un lavoro di fantasia, ma non manca di rimandare alle sue fonti, tra le quali diverse interrogazioni parlamentari, che attestano come non sia il solo ad essere giunto a certe conclusioni. Io stessa posso confermare che anche Antonio Salas nel suo reportage L'infiltrato cita più volte le Brigate Rosse come cellula del terrorismo internazionale legata ad un progetto di destabilizzazione dei governi nazionali. Salas e Buticchi sono concordi nell'affermare che il terrorismo abbia una matrice comune e che tutti, indipendentemente dai singoli obiettivi, possano trovarsi a "collaborare" in determinate occasioni. Il caso estremo è quello di neonazisti e arabi disposti ad allearsi quando il nemico è Israele. Non so se Buticchi abbia letto Salas, forse no visto che cita Carlos lo Sciacallo chiamandolo "imprenditore" e non semplicemente terrorista.

Nonostante i romanzi siano il genere prediletto dalle donne credo che Buticchi, prestandosi a diverse chiavi di lettura e approfondimenti, possa essere interessante anche per un pubblico maschile.

A cura di Claudia Peduzzi


La stella di pietra di Marco Buticchi, Longanesi, 500 pagg, 16,40 euro

VOTO: 8/10


Abbiamo incontrato Buticchi a Culture Pop, dai un'occhiata a questo post.




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