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3 febbraio 2014

E quindi uscimmo a riveder le stelle


Qualche tempo fa stavo aspettando una mia amica. Era una sera fredda, ma serena e così per ingannare il tempo ho alzato lo sguardo al cielo ed ho cominciato a ripassare un po' di astronomia: Cassiopea, Orione... beh, la Stella Polare è facile. 

La mia amica mi sorprese a cercare Perseo che in Dicembre dovrebbe essere ancora visibile e, quando le spiegai cosa stessi facendo, m sorrise e mi rispose che per quello c'era un'apposita applicazione per smartphone. Chiunque di voi l'abbia provata sa quanto sia fantastica: basta puntare il proprio dispositivo in una direzione del cielo per sapere subito quale costellazione si sta guardando e digitare il nome di un corpo celeste perché ce ne sia indicata sullo schermo l'ubicazione nel cielo. 

Io l'ho provata ed è davvero ben fatta, ma mi sono chiesto che senso abbia. Perché dovrei guardare Aldebaran, perché dovrei interessarmi di dove si trova Cefeo, perché dovrei desiderare di sapere cosa c'è al di fuori di questo misero sasso che chiamiamo pianeta? Perché sono un essere umano. Non sono uno di quelli che detesta la tecnologia, che anzi mi dà da vivere, ma, per la miseria, se smettiamo anche di guardare le stelle che cosa faremo domani?

Se non proveremo più l'emozione di intravedere per la prima volta la Via Lattea, il passo successivo quale sarà? Abbandonare la poesia? Se perdiamo interesse per la musica delle sfere, cosa ci farà apprezzare ancora quella delle note? Non so voi, ma io non ho mai perso la speranza di andare lassù un giorno e, dato che non penso di portarmi dietro il cellulare, tengo sempre a portata di mano la mia guida preferita, Il libro delle stelle di Peter Lancaster Brown.

Il libro si apre con qualche cenno storico sull'osservazione celeste, per poi introdurre alcune nozioni tecniche fondamentali per astrofili dilettanti. Il terzo capitolo è dedicato alla pratica (attrezzature, best practice, ecc.), mentre i successivi descrivono dettagliatamente gli oggetti celesti osservabili con mezzi alla portata di semplici amatori, con un occhio di riguardo a tutto ciò che è visibile nell'emisfero nord, ma non disdegnando una rassegna dei principali corpi celesti che stanno nell'altra metà del cielo. Per ogni corpo/costellazione sono indicate posizioni, caratteristiche e cenni storici/mitologici. Completano l'opera due appendici, la prima contenente carte e tavole e la seconda incentrata sull'associazionismo astrofilo.

Ho trovato questo testo semplice, chiaro e scorrevole. Il linguaggio è forbito, piano, fatto di periodi brevi e concisi. L'idea di fondo è che le nozioni sono meno importanti dell'esperienza sul campo, quindi un rapido briefing e poi fuori a mettere in pratica quanto appreso.

Il libro è un po' caro, soprattutto considerando che ormai ha i suoi bravi decenni sulle spalle, ma in fondo le stelle non si sono mosse poi tanto dalla data di pubblicazione. E poi, se pensate che il cielo sia qualcosa di più di una mappa da guardare sul tablet, allora vi consiglio di farci un penserino... o almeno, qualche volta, di dare uno sguardo a quello che vi passa sopra la testa.  

A cura di Diego Rosato


 Il libro delle stelle di Peter Lancaster Brown, Mursia, 256 pagg, 18,00 euro



Voto 10/10




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