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15 gennaio 2014

SETTE STRANE STORIE, SEVEN DEATHS


Gli antichi dicevano “Memento mori” ed anche “Ricordati che polvere sei e polvere ritornerai”. Morte e letteratura sono andate a braccetto per molto tempo.  

Il dio della morte Thanatos e quello dell'amore, Eros, erano spesso raffigurati vicini, in quanto poli opposti del medesimo meccanismo che regola l'esistenza. Freud parlava di “principio di morte” e “principio del piacere”.  Senza dubbio in passato la morte era un concetto molto più presente nella vita quotidiana. Guerre, carestie, scarse conoscenze mediche: fin da bambini la morte era una presenza più che “viva” nella società. Oggi, per lo meno nella nostra parte di mondo, queste cause sono state debellate e l'euforia ci ha fatto dimenticare che la morte è ineluttabile. Niente nella vita è altrettanto sicuro. Il fatto che nella nostra epoca questo concetto venga ignorato è la miglior prova della superficialità dilagante che la contraddistingue. 

Ercole De Angelis, che aveva già dimostrato con i suoi scritti precedenti di non essere una persona superficiale, ha voluto cimentarsi anche con questo difficile e impopolare argomento. Ha scelto la forma del racconto e ne ha raccolti sette, un numero dalla forte carica simbolica e quello che più di ogni altro rappresenta la “spiritualità”.

Come l'autore spiega nell'introduzione la morte è il più grande livellatore sociale: davanti a lei siamo tutti uguali, ma nello stesso tempo siamo tutti diversi, perchè ogni morte unica. Come non esistono due individui assolutamente identici (anche i gemelli omozigoti crescendo sviluppano delle differenze, ma tranquilli, della morfopsicologia parlerò un'altra volta), così non esistono due morti uguali. Inoltre la morte non sempre è “eroica”, a volte può essere terribilmente anonima come nel racconto “Rosabella”. C'è anche un “Di tasse si muore” tristemente attuale.

Non lo è di meno l'ultimo racconto,quasi un romanzo breve diviso in due parti, che è quello che io, senza dubbio, ho preferito. Non escludo che l'ispirazione sia venuta all'autore leggendo qualche fatto di cronaca. Protagonisti un bamboccione e una ragazza ucraina. 

Non so dove l'ho letto, ma il concetto mi è rimasto impresso e si adatta bene al caso : “L'unica cosa certa che possiamo sapere degli altri e che non sappiamo di loro assolutamente niente.”

A cura di Claudia Peduzzi


Seven deaths Sette strane storie di Ercole De Angelis, 107 pagg, self pub, 6,88 in edizione cartacea, 2,68 in formato Kindle


Voto: 8\10







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