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30 dicembre 2013

La caccia delle parole che si inseguono


Supponi che io scrivessi questa recensione inserendo poche virgole, zero punti o qualcuno dopo una lunghissima serie di frasi di senso, credo, ma comunque lunghissime e che rotolino selvaggiamente su questo foglio bianco di carta digitale che appare inesistente ma c’è, credo, e lui non è d’accordo, chi lui?, dice, uno a caso, dico e poi dico di sì che sono d’accordo per il fatto che lui, quello, non è d’accordo e proseguo col prologo di questa recensione particolare senza dire nulla sul libro, all’apparenza, dico, perché invece sto dicendo molto. 

24 dicembre 2013

BUON NATALE E UN REGALO PER VOI!


Readers è Natale e per ringraziarvi dell'affetto (immenso) con il quale ci seguite, abbiamo deciso di organizzare qualcosa di speciale solo per voi!

19 dicembre 2013

IL CALZOLAIO SCALZO




Un proverbio dalle mie parti (ma credo che esista in altre zone d'Italia) dice che è assurdo che un calzolaio vada in giro scalzo. L'Italia, per me, è come quel calzolaio.

È inutile che ci raccontiamo storie: dal crollo dell'Impero Romano siamo sempre stati uno stato (o un agglomerato di stati) a sovranità limitata, possiamo considerarci una potenza industriale solo perché c'è chi sta peggio di noi e ogni tanto un colpo di ingegno rilancia il made in Italy e la nostra economia è sempre più disastrata. Eppure c'è una cosa che in Italia trabocca praticamente ovunque e non sto parlando di buona cucina, ma di cultura.

Se da un lato è vero che molte comunità si fanno in quattro per dichiarare monumento storico qualsiasi mucchio di pietre, dall'altro è innegabile che alcune, non certo poche, delle opere d'arte più belle al mondo si trovano in Italia. Ad oggi in tutto il mondo è l'italiano la lingua della musica, una lingua così bella e ricca da permettere la creazione di opere letterarie meravigliose. E non credo che nel mondo esistano altre nazioni che possono vantare una così ricca varietà di tradizioni.

Eppure secondo le ultime statistiche l'Italia è all'ultimo posto nella classifica UE delle spese per cultura ed istruzione, meno della tecnicamente, ma non nominalmente fallita Grecia. Ora, tenendo ben presente che si tratta di dati percentualizzati sul P.I.L., quindi meritevoli di alcuni approfondimenti e precisazioni, mi sembra comunque assurdo che quella che potrebbe essere una risorsa di prim'ordine sia relegata al ruolo di cenerentola della nostra economia.

Per fortuna ogni tanto qualcuno si sveglia e, per reale interesse o per convenienza, si sforza di dare un contentino a quei pochi (mi duole ammetterlo, ma non sono molti) che ci tengono. Io per esempio penso che i soldi che la RAI spende per mettere l'Antonella Clerici di turno ai fornelli sarebbero meglio spesi in mille altri modi, ma questa è una mia opinione personale.

Scrivo questo perché è notizia recentissima che il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, in accordo col Ministero per lo Sviluppo Economico è riuscito a far approvare nel pacchetto “Destinazione Italia” (lo stesso che abolisce il finanziamento pubblico ai partiti) degli sgravi fiscali per l'acquisto di libri. Nel dettaglio, sarà possibile detrarre il 19% delle spese documentabili (conservate scontrini e fatture, quindi) in pubblicazioni dotate di codice ISBN, per un massimo di duemila euro, ripartiti in mille euro di testi scolastici/universitari e mille per gli altri testi. Tutto questo per i prossimi tre anni.

Facendo due conti (basta una proporzione, quindi un'equazione di primo grado), scoprirete che per godere a pieno dello sgravio, dovete spendere qualcosa come diecimilacinquecento euro in libri, cosa che mi sembra davvero difficile, ma, se non altro è un inizio.


Tuttavia viene da chiedersi il perché di una colossale svista (sempre che sia tale) dell'Esecutivo, che in questo suo slancio pro-cultura ha completamente dimenticato (o volutamente ignorato?) l'editoria digitale, la sola che in un mercato in continua recessione dà un po' di ossigeno al settore.

Si potrebbe pensare ad una manovra protezionistica a vantaggio delle librerie tradizionali, fatto sta che, dopo diverse polemiche sull'argomento, è stato annunciato quantomeno un adeguamento dell'IVA sui libri elettronici, che attualmente prevedono un'imposta al 22% contro il 4% delle edizioni cartacee.

In un paese in cui le librerie chiudono, le case editrici arrancano e i giornali falliscono forse non sarà sufficiente, ma da qualche parte bisogna pur cominciare e, siamo realisti, con la crisi attuale è difficile trovare fondi per qualcosa di più.

Nel caso, nel mio piccolo vorrei suggerire ai vari organi politici, enti di controllo e affini di verificare quanto costa la produzione di un volume cartaceo, perché, se fino all'adozione della Legge Levi colossi dell'e-commerce potevano permettersi di applicare sconti del 55% sui volumi in vendita, mi viene da pensare che alcune case editrici possano venderli al 45% del loro prezzo di copertina, continuando a guadagnarci.

Ecco, cominciamo da lì. Cominciamo col chiederci perché un libro che costa dieci euro è considerato un affare, come se quei dieci euro non fossero quasi il doppio di quello che spendo per pranzare.



A cura di Diego


VIGILIE DA BRIVIDO



Che fate di solito dopo la cena della Vigilia di Natale? Be’, qualcuno di voi giocherà a tombola/sette e mezzo/burraco/poker con nonni, zii e cugini (i secondo palesemente ubriachi); alcuni scarteranno o si scambieranno i regali; i più piccoli correranno a letto, sennò Babbo Natale non passerà; i più religiosi non si perderanno la Messa di mezzanotte, per festeggiare la ri-venuta di “Nostro Signore” Gesù Cristo.

Nel libro “Storie di fantasmi per il dopocena”, lo scrittore inglese Jerome K. Jerome ci accompagna in un viaggio nella tradizione britannica, in cui la Vigilia è indissolubilmente legata ai fantasmi e alle loro storie.
Come l’autore stesso scrive: “Ogni volta che cinque, sei inglesi si raccolgono intorno a un fuoco, la Vigilia di Natale, incominciano a raccontarsi storie di fantasmi. Non siamo soddisfatti, la Vigilia di Natale, se ognuno non racconta i suoi aneddoti – autentici – sugli spettri”.

Storie di fantasmi alla Vigilia? Quella che potrebbe sembrare ad alcuni una stranezza, è in realtà una tradizione tutta inglese e soprattutto un tòpos della letteratura anglosassone. Basti pensare al racconto “Il giro di vite” di Henry James o al più celebre “A Christmas Carol” di Charles Dickens.
Jerome narra la storia di un giovane che, finita la cena della Vigilia, si ritrova con alcuni commensali in salotto, davanti al fuoco, sorseggiando punch e fumando la pipa, a parlare di fantasmi. Questo perché “i fantasmi vanno sempre a passeggio la Vigilia di Natale, e quando i vivi si riuniscono la Viglia di Natale, finiscono sempre col parlare di fantasmi.

L’opera è un piccolo capolavoro dell’umorismo inglese, elemento che caratterizza la scrittura di Jerome. Uno “humor” fine da “risate a denti stretti” che, tra stravaganti racconti di fantasmi piagnoni o dispettosi, intrecciate a siparietti in cui l’alcol prende il controllo, rende la lettura rapida e scorrevole ma soprattutto piacevole.

Quindi, per una Vigilia di Natale alternativa e molto “english”, la ricetta è la seguente:
-1 camino (ovviamente acceso);
-5/6 buoni amici (non necessariamente inglesi);
-alcol quanto basta(quello non basta mai);
-X storie di fantasmi (se possibile, personalmente vissute).

Buon divertimento!


Storie di fantasmi per il dopocena” di Jerome K. Jerome, Mattioli 1885, pp. 79, euro 9,00


LE RICETTE DELLA DIETA DEL DIGIUNO di Marco Bianchi




“Sono a dieta da quando avevo diciannove anni, il che, praticamente, vuol dire che sono affamata da un decennio”
Anna (Julia Roberts) dal film Notting Hill, 1999

Julia Roberts ed io siamo coscritte il che, praticamente, vuol dire che al primo decennio se ne sono aggiunti altri due. Per fortuna l’età porta saggezza e già da un po’ di tempo per me la fame è solo un ricordo.  Spero che valga anche per Julia Roberts, benchè all’epoca, nella libreria di Notting Hill, il libro di Marco Bianchi non fosse ancora disponibile.  A fare la differenza è la motivazione di base.  Generalmente la parola dieta è associata alla necessità, più o meno reale, di perdere peso. L’immagine che vediamo riflessa nello specchio non ci piace e quindi diamo la colpa ai chili di troppo.  In realtà potremmo dimagrire anche più del necessario e continuare a vedere altri difetti senza mai essere soddisfatti del nostro aspetto. 

Il termine dieta deriva dal greco δίαιτα (dìaita) il cui significato letterale è “modo di vivere”. Questo concetto, associato all’assunzione di cibo, diventa l’insieme degli alimenti che si assumono abitualmente per nutrirsi, ossia il regime alimentare, che non necessariamente deve essere privativo. 
L’idea di uno stile di vita che comprenda la pratica del digiuno si deve al dott. Umberto Veronesi, che l’ha teorizzata in un libro, uscito a marzo 2013. Il professore è convinto che digiunare per un tempo limitato (un giorno o anche solo poche ore) sia fondamentale per mantenersi in salute e prevenire molte malattie, in particolare diversi tipologie di tumore.

Per funzionare bene il nostro corpo ha bisogno di pochissime calorie e di nessuna proteina animale. Vive più a lungo chi mangia poco e dedica le proprie risorse al talento, alle idee, al coinvolgimento nella società e nella famiglia

Le ricette di Marco Bianchi, ricercatore biochimico presso l’Istituto di Oncologia Molecolare di Milano e chef per passione, offrono lo strumento pratico per introdurre nel proprio regime alimentare (dieta) le buone abitudini suggerite dal dott. Veronesi.  Se interpretato alla lettera, il digiuno non avrebbe ovviamente bisogno di ricette, ma il titolo, in bilico tra paradosso e ossìmoro, incarna un binomio possibile nel momento in cui il digiuno diventa parte integrante di uno stile di vita.

Le ricette della dieta del digiuno insegnano come sostituire i grassi “cattivi” con quelli “buoni” (indispensabili per l’assorbimento di molti principi nutritivi tra i quali molte vitamine ) contenuti ad esempio nella frutta secca.  Vengono rivalutati gli alimenti integrali e, per gli amanti della dolcezza, non mancano gli zuccheri , ma come per i grassi si tratta di quelli “sani” contenuti nella frutta, fresca e secca.

Vi è infine un aspetto etico, che ho trovato assolutamente condivisibile.  Spesso si costringono i bambini a mangiare, inculcandogli l’idea che sono fortunati a poterlo fare, mentre in altre parti del mondo si muore di fame. Mi sono sempre chiesta perché, visto che poi gli stessi bambini sono costretti a praticare innumerevoli attività sportive per “consumare” le troppe calorie ingerite. Gli esseri umani, come qualsiasi animale,  sarebbero dotati di un istinto che permette l’autoregolazione,  ma il nostro senso di sazietà viene alterato e diseducato a partire dalla più tenera età. Giustamente il prof. Veronesi osserva che “avendo grande disponibilità di alimenti dovremmo smettere con gli sprechi che offendono la parte di mondo che vive in miseria”.

Il periodo delle feste natalizie è quello che meglio esemplifica il paradosso di una società che  mangia più del necessario e paga per smaltire le calorie in eccesso, ma è anche quello dei buoni propositi per cui da domani : TUTTI A DIETA!

 "Le ricette della dieta del digiuno", di Marco Bianchi, Mondadori, 172 pagg, 14,90 euro

A cura di Claudia Peduzzi

VOTO: 10

Il libro è stato inviato dalla casa editrice

15 dicembre 2013

E' ON LINE LO SPECIALE NATALE 2013


Readers è arrivato anche lo Speciale Natale 2013. Una manciata di pagine per accompagnarvi nel giorno più importante dell'anno. Ricette per dolci e cocktails decisamente inusuali ma anche il suggerimento che aspettavate per realizzare a maglia le vostre decorazioni.

13 dicembre 2013

Versi siti “a un quarto d’ora di universo”


Ho la copia numero 65. Capite già che si tratta di volumi a tiratura limitata, per di più “non destinati alla vendita”. Oddio, volumi non è proprio il termine giusto. Libriccino, grazioso, copertina essenziale con Lo spruzzo di Valerio Grutt, lo stesso che ha messo in piedi da direttore la piccola collana Heket di libri fatti a mano. Di libri che stanno in una mano. 

12 dicembre 2013

“Non tornerò mai più in via Angelo Rizzoli”, addio al nipote del fondatore della casa editrice


Così Wikipedia: “Muorì proprio nella Capitale, presso il Policlinico Gemelli, nella serata dell'11 dicembre 2013”. E “muorì” anche il giornalismo, come ha avuto già modo di dire qualcuno in merito al titolo de “Il Giornale” di qualche giorno fa relativamente alla morte di Mandela, nientepopodimenoché “padre” dell’apartheid, mica suo accanito nemico. Ma siamo seri, il momento lo impone. Gli altri titoli:

Senza Accademia, serve l'autoformazione


Non c'è fan di Star Wars che non abbia almeno una volta nella vita sognato di essere potente nella Forza: qualcuno vorrebbe essere un Jedi prode e valoroso, qualcuno un Sith, astuto e spietato, ma tutti vorrebbero che la Forza (e una bella spada laser) fosse con loro. Purtroppo pare che l'accademia Jedi più vicina sia ormai su Yavin 4 e l'ultima Sith è stata distrutta quasi mille anni prima della battaglia che portò alla distruzione della Morte Nera vicino al suddetto pianeta.

11 dicembre 2013

Daughter of Smoke & Bone al cinema


Un'altra saga fantasy si prepara ad essere vista nei cinema.

Hans Christian Andersen: non solo fiabe.




Saranno i primi sentori del clima natalizio o sarà il freddo, fatto sta che gli ambienti fiabeschi di Hans Christian Andersen tornano a scaldare varie realtà d’Italia; così che nella capitale è stata inaugurataA Christmas Tale ovvero una mostra pittorico-fotografica interamente dedicata ai personaggi dello scrittore danese, e il 19 dicembre la Disney è pronta a lanciare il prossimo film d’animazione – Frozen – ispirato alla fiaba “La Regina delle Nevi” del succitato autore.

6 dicembre 2013

Cari libri, questo non è saluto


Prendi tre e paghi tre. Dunque, se acquisto tre libri alla cifra orientativa di dieci euro cadauno spendo trenta euro. Facile, no? Facile. 

5 dicembre 2013

KILL GINO


L'uscita di Kill Gino era già stata anticipata sull'ultimo numero di Reader's Bench Magazine. Vi avevamo mostrato la locandina ed ora è tempo del trailer.

POLANSKI NON HA NULLA DA PERDERE


Parlare di quelle che il grande pubblico chiama “questioni scottanti” non solo è segno di coraggio, ma nel caso di Polanski è evidente che si tratta di bilanci di vita, fatti con gusto, spessore, passione, coraggio, e con naturale e coerente tensione alla fine delle cose. Ecco non vorrei che peste riesca a coglierlo, ma se fosse, avrebbe vissuto dicendo esattamente quanto non buono e meraviglioso rimane l’uomo. 

Tu, mio: Erri De Luca e il “suo” mare in affitto


Erri De Luca racconta il mare e chi lo abita in affitto. Non i pesci, dunque. Ma gli uomini. Chi ha letto almeno due dei suoi tanti libri sa di cosa sto parlando. Chi non li ha letti, che li legga. È un invito. 

4 dicembre 2013

HORROR PER TUTTI


Non fatevi ingannare dall'atmosfera natalizia e non gongolatevi davanti a lucine colorate o al pensiero dei regali sotto l'albero.

IN ITALIA ABBIAMO TANTE LINGUE


La questione della lingua ci accompagna da sempre. Molto prima che l'Italia fosse una paese unito era necessario per gli intellettuali trovare una voce comune

Hanno ucciso la poesia, chi sia stato sì, si sa


“Certo, signor questore, se anche un meccanico col mal di denti ha scritto versi in vita sua, non c’è salvezza…”. Qualcosa da controbattere? Soltanto una riflessione, sottesa a come non mi capaciti del fatto che un romanzo di tale fattura non sia ai vertici delle classifiche o tra i pluripremiati della letteratura - quantomeno - italiana. Delitto a Villa Ada (Voland) è il secondo libro in prosa dopo Il corridoio di legno (che si meritò la finale del “Premio Strega”) di Giorgio Manacorda

3 dicembre 2013

LA NUOVA ISABEL ALLENDE



Isabel Allende e la sua scrittura stanno cambiando volto. Dimenticatevi i romanzi storici, le ambientazioni che ci hanno fatto sognare perché la scrittrice è sempre più orientata sulla contemporaneità e ad acciuffare una nuova fetta di pubblico.

WUZ 2.0


È dura la vita del lettore incallito, soprattutto se si hanno gusti molto variegati: tanti libri da leggere, nuove uscite da ricordare, autori da tenere sotto controllo, liste desideri che crescono... Ora, per sapere quali libri meritino o meno di essere letti, c'è Reader's Bench che vi dà una grossa mano, ma come organizzare le proprie librerie e liste della spesa è un po' più complicato.

100 anni de La Valle della Luna

Jack London, a lungo considerato solo uno scrittore per ragazzi, pubblica nel 1913 La Valle della Luna, un romanzo che potrebbe benissimo raccontare la storia di due giovani d'oggi

Jack London = Zanna Bianca.

Questo è forse l’abbinamento più scontato e popolare della storia della letteratura americana dello scorso secolo che tuttavia condanna – come è successo fin troppe volte a fin troppi scrittori – a ricordare un autore per una e una sola opera che fra l’altro non riteneva nemmeno troppo buona. Questo è quello che la critica letteraria opera su decine di titoli ignorando e nascondendo un vastissimo patrimonio letterario; è il caso di La valle della Luna, datata 1913, che viene riproposta dopo cent’anni dalla prima pubblicazione. 

2 dicembre 2013

LA GUERRA DEI CUOCHI



E' iniziato il periodo più duro dell'anno per i cuochi, i presentatori di format di cucina e i guru dell'alimentazione. Il momento in cui inizia una guerra fratricida ricca di colpi bassi.

JENUS DI NAZARETH SI FA IN TRE


Quest'anno Natale arriverà con dieci giorni di anticipo. Dio ha deciso di rimandare sulla terra il suo unico figlio, Jenus per rimediare a tutti i mali del mondo. Siete pronti a convertirvi?

Cosa resterà di questi anni Ottanta


Così cantava Raf ormai più di venti anni fa e, detto tra noi, gli anni Ottanta del secolo scorso sono molto importanti per i nerd. Sono quelli in cui la cultura nerd ha cominciato ad affermarsi e gli occhialuti socialmente imbranati hanno cominciato la loro inesorabile marcia verso la conquista del mondo.