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19 dicembre 2013

VIGILIE DA BRIVIDO



Che fate di solito dopo la cena della Vigilia di Natale? Be’, qualcuno di voi giocherà a tombola/sette e mezzo/burraco/poker con nonni, zii e cugini (i secondo palesemente ubriachi); alcuni scarteranno o si scambieranno i regali; i più piccoli correranno a letto, sennò Babbo Natale non passerà; i più religiosi non si perderanno la Messa di mezzanotte, per festeggiare la ri-venuta di “Nostro Signore” Gesù Cristo.

Nel libro “Storie di fantasmi per il dopocena”, lo scrittore inglese Jerome K. Jerome ci accompagna in un viaggio nella tradizione britannica, in cui la Vigilia è indissolubilmente legata ai fantasmi e alle loro storie.
Come l’autore stesso scrive: “Ogni volta che cinque, sei inglesi si raccolgono intorno a un fuoco, la Vigilia di Natale, incominciano a raccontarsi storie di fantasmi. Non siamo soddisfatti, la Vigilia di Natale, se ognuno non racconta i suoi aneddoti – autentici – sugli spettri”.

Storie di fantasmi alla Vigilia? Quella che potrebbe sembrare ad alcuni una stranezza, è in realtà una tradizione tutta inglese e soprattutto un tòpos della letteratura anglosassone. Basti pensare al racconto “Il giro di vite” di Henry James o al più celebre “A Christmas Carol” di Charles Dickens.
Jerome narra la storia di un giovane che, finita la cena della Vigilia, si ritrova con alcuni commensali in salotto, davanti al fuoco, sorseggiando punch e fumando la pipa, a parlare di fantasmi. Questo perché “i fantasmi vanno sempre a passeggio la Vigilia di Natale, e quando i vivi si riuniscono la Viglia di Natale, finiscono sempre col parlare di fantasmi.

L’opera è un piccolo capolavoro dell’umorismo inglese, elemento che caratterizza la scrittura di Jerome. Uno “humor” fine da “risate a denti stretti” che, tra stravaganti racconti di fantasmi piagnoni o dispettosi, intrecciate a siparietti in cui l’alcol prende il controllo, rende la lettura rapida e scorrevole ma soprattutto piacevole.

Quindi, per una Vigilia di Natale alternativa e molto “english”, la ricetta è la seguente:
-1 camino (ovviamente acceso);
-5/6 buoni amici (non necessariamente inglesi);
-alcol quanto basta(quello non basta mai);
-X storie di fantasmi (se possibile, personalmente vissute).

Buon divertimento!


Storie di fantasmi per il dopocena” di Jerome K. Jerome, Mattioli 1885, pp. 79, euro 9,00


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