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19 dicembre 2013

LE RICETTE DELLA DIETA DEL DIGIUNO di Marco Bianchi




“Sono a dieta da quando avevo diciannove anni, il che, praticamente, vuol dire che sono affamata da un decennio”
Anna (Julia Roberts) dal film Notting Hill, 1999

Julia Roberts ed io siamo coscritte il che, praticamente, vuol dire che al primo decennio se ne sono aggiunti altri due. Per fortuna l’età porta saggezza e già da un po’ di tempo per me la fame è solo un ricordo.  Spero che valga anche per Julia Roberts, benchè all’epoca, nella libreria di Notting Hill, il libro di Marco Bianchi non fosse ancora disponibile.  A fare la differenza è la motivazione di base.  Generalmente la parola dieta è associata alla necessità, più o meno reale, di perdere peso. L’immagine che vediamo riflessa nello specchio non ci piace e quindi diamo la colpa ai chili di troppo.  In realtà potremmo dimagrire anche più del necessario e continuare a vedere altri difetti senza mai essere soddisfatti del nostro aspetto. 

Il termine dieta deriva dal greco δίαιτα (dìaita) il cui significato letterale è “modo di vivere”. Questo concetto, associato all’assunzione di cibo, diventa l’insieme degli alimenti che si assumono abitualmente per nutrirsi, ossia il regime alimentare, che non necessariamente deve essere privativo. 
L’idea di uno stile di vita che comprenda la pratica del digiuno si deve al dott. Umberto Veronesi, che l’ha teorizzata in un libro, uscito a marzo 2013. Il professore è convinto che digiunare per un tempo limitato (un giorno o anche solo poche ore) sia fondamentale per mantenersi in salute e prevenire molte malattie, in particolare diversi tipologie di tumore.

Per funzionare bene il nostro corpo ha bisogno di pochissime calorie e di nessuna proteina animale. Vive più a lungo chi mangia poco e dedica le proprie risorse al talento, alle idee, al coinvolgimento nella società e nella famiglia

Le ricette di Marco Bianchi, ricercatore biochimico presso l’Istituto di Oncologia Molecolare di Milano e chef per passione, offrono lo strumento pratico per introdurre nel proprio regime alimentare (dieta) le buone abitudini suggerite dal dott. Veronesi.  Se interpretato alla lettera, il digiuno non avrebbe ovviamente bisogno di ricette, ma il titolo, in bilico tra paradosso e ossìmoro, incarna un binomio possibile nel momento in cui il digiuno diventa parte integrante di uno stile di vita.

Le ricette della dieta del digiuno insegnano come sostituire i grassi “cattivi” con quelli “buoni” (indispensabili per l’assorbimento di molti principi nutritivi tra i quali molte vitamine ) contenuti ad esempio nella frutta secca.  Vengono rivalutati gli alimenti integrali e, per gli amanti della dolcezza, non mancano gli zuccheri , ma come per i grassi si tratta di quelli “sani” contenuti nella frutta, fresca e secca.

Vi è infine un aspetto etico, che ho trovato assolutamente condivisibile.  Spesso si costringono i bambini a mangiare, inculcandogli l’idea che sono fortunati a poterlo fare, mentre in altre parti del mondo si muore di fame. Mi sono sempre chiesta perché, visto che poi gli stessi bambini sono costretti a praticare innumerevoli attività sportive per “consumare” le troppe calorie ingerite. Gli esseri umani, come qualsiasi animale,  sarebbero dotati di un istinto che permette l’autoregolazione,  ma il nostro senso di sazietà viene alterato e diseducato a partire dalla più tenera età. Giustamente il prof. Veronesi osserva che “avendo grande disponibilità di alimenti dovremmo smettere con gli sprechi che offendono la parte di mondo che vive in miseria”.

Il periodo delle feste natalizie è quello che meglio esemplifica il paradosso di una società che  mangia più del necessario e paga per smaltire le calorie in eccesso, ma è anche quello dei buoni propositi per cui da domani : TUTTI A DIETA!

 "Le ricette della dieta del digiuno", di Marco Bianchi, Mondadori, 172 pagg, 14,90 euro

A cura di Claudia Peduzzi

VOTO: 10

Il libro è stato inviato dalla casa editrice

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