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4 novembre 2013

IL COLORE E' IL PROTAGONISTA DI ORFANI | INTERVISTA AD ALESSIA PASTORELLO, GIOVANNA NIRO E ANNALISA LEONI

Venerdì pomeriggio a Lucca
Nelle ultime settimane non si parla d'altro che di Orfani, il nuovo progetto a colori di Bonelli che tenta di accaparrarsi un'ulteriore fetta di pubblico che è stato, a tutti gli effetti, uno dei grandi protagonista di questa edizione di Lucca Comics and Games.

Un progetto nato dalla mente di Emiliano Mammmucari e Roberto Recchioni di cui si è tanto (troppo?) discusso nelle ultime settimane. I puristi e i grandi lettori Bonelli imputano al nuovo progetto una scarsa attenzione nei dialoghi e non tengono conto di una altro, nuovo, e importante elemento narrativo: il colore.


E' lui il sesto protagonista di questa saga fantascientifica ed è sempre lui uno degli strumenti narrativi. Sottovalutare questo elemento potrebbe invalidare, e non poco, il giudizio generale su un'opera che ha riscosso un grandissimo successo.

Annalisa Leoni, Giovanna Niro e Alessia Pastorello
Per conoscere la genealogia del progetto, il ruolo e la funzione del colore come potevo non incontrare Alessia Pastorello, Giovanna Nori e Annalisa Leoni. Chi sono? Sono le coloriste di Orfani e grazie alla loro disponibilità ne sapremo di più sul loro lavoro e su questo progetto che infiamma e fa discutere.

Il mestiere del colorista, ammettiamolo, e ai più sconosciuto (anche se su RB ne avevamo già parlato con Arianna Florean, cover artist per il numero primaverile di Reader's Bench magazine). Un lavoro spesso che si fa nella solitudine della propria stanza e al computer ma che nasconde una grande professionalità legata, quasi sempre, agli studi accademici.

Teoria e funzione del colore si uniscono a grandi capacità tecniche che rispondono a delle direttive ben precise: quelle di Mammucari in questo caso, ma che di certo si allontana dall'idea di approssimazione.


Alessia, Giovanna e Annalisa all'unisono ci raccontano la complessità del loro lavoro e della funzione che il colore svolge all'interno di Orfani. Nella prima parte dominano i colori caldi che favoriscono l'avvicinamento alla storie mentre, nella seconda, sono i colori freddi a farla da padrone. Una scelta che indica il clima cambiato della narrazione che a questo punto si arricchisce del colore come strumento per arrivare al cuore dei lettori.

Le indicazioni o, per essere più tecnici, il concept artist aveva semplici direttive: il colore doveva essere utilizzato per indicare gli stati d'animo ed il punto di partenza era l'immaginario fantascientifico degli ultimi decenni.

Un lavoro molto complesso che ha visto, solo per la prima serie, coinvolti più di sette coloristi. E la metafora che le tre professioniste mi indicano è quella della direzione della fotografia ed è per questo che studiare il cinema e le sue modalità diventa fondamentale non solo nella comprensione del progetto ma anche e soprattutto per capire il loro lavoro. Il tempo di lavorazione medio per ogni numero è di cinque mesi ed è chiaro che tutto deve essere stabilito con settimane di anticipo ed avere tempi prestabiliti esattamente come per il cinema.

Annalisa Leoni è già presente nel numero uno e ci ha rivelato che è stata già contatta per la seconda serie (sì avete capito bene stanno già lavorando alle uscite del prossimo anno), mentre Alessia Pastorello e Giovanna Niro saranno rispettivamente nel numero cinque e nel numero sei, nelle prossime settimane in edicola (ma qualcosa ci fa supporre che anche loro continueranno a lavorare ad Orfani).

Non potevo, alla fine, esimermi dal chiedere loro quale fosse il personaggio preferito della serie ed ho scoperto che Alessia adora l'Eremita, Annalisa tifa per la Mucciosa e Giovanna è decisamente schierata con il pistolero.

E voi, quale personaggio di Orfani avete amato?

Annalisa, Alessia e Giovanna vi aspettano sui loro blog e in edicola con la seconda uscita prevista per il 16 novembre.

A cura di Clara Raimondi