Menu

Reader's Bench Menù PressDisclaimerReaders on tourLibri e...MagazineServiziRecensioniClickContattiChi Siamo Homepage

26 novembre 2013

BRÛLANT di Anita Borriello


Nella presentazione l'autrice definisce il suo romanzo “esoterico”, ma quanti sono in grado di attribuire al termine la sua reale valenza? Io, ad esempio, non lo ero. Sono stata attratta dalla magia evocativa dell'aggettivo, ma lo associavo a credenze di natura irrazionale. 

In realtà il vocabolo deriva dal'unione di esoteros (interno) ed eikos, una locuzione che sta per “è naturale”. Il significato è quindi esattamente l'opposto di quanto credessi. L'esoterismo, infatti, è la scienza che attraverso l'introspezione porta alla riscoperta di noi stessi, della conoscenza della nostra natura interna, della verità. Il termine apparve per la prima volta in lingua francese nel 1828 e da allora molti scrittori si sono cimentati con la letteratura esoterica interpretandola tuttavia in maniera personale, restringendo o allargando il campo semantico del termine a seconda delle esigenze. Anita Borriello, il cui scopo era scrivere un romanzo e non un trattato filosofico,  appartiene ad una corrente trasversale ed attinge un po' da tutti. Il risultato è per altro più che discreto.

Il titolo si riferisce ad una ipotetica congregazione femminile, istituita a Parigi nel Basso Medioevo allo scopo di perseguire l'amore per la conoscenza e l'evoluzione spirituale. Ho notato e apprezzato la sottigliezza dell'autrice che, omettendo l'articolo determinativo, ha ottenuto un titolo di esattamente sette lettere. Il sette è, dalla notte dei tempi, un numero magico e rappresenta l'azione per eccellenza: su se stessi e sul mondo. Non a caso a fondare la sorellanza furono appunto sette donne. 

Nei secoli il numero delle sacerdotesse, incaricate di tramandare la tradizione di generazione in generazione, è cresciuto, al punto da giustificare l'istituzione di due ulteriori sedi, una a Praga, l'altra a Roma. Proprio queste due città fanno da sfondo alla vicenda. 

La protagonista, Brigitta, è una delle cento donne alle quali, nella nostra epoca, spetta il compito di “migliorare se stessa” al fine di migliorare di conseguenza tutto ciò che le ruota intorno. Per un'evoluzione spirituale così profonda e complessa una vita sola non basta, ma alle sorelle è concesso mantenere, almeno in parte, memoria delle loro vite precedenti. Questa capacità non è invece prerogativa degli uomini, anche se altrettanto speciali, come il povero fidanzato di Brigitte, ignaro del fatto che non sia la prima volta nei secoli che la sua bella gli spezzi il cuore. Alle sacerdotesse non è vietato amare, sposarsi e avere dei figli, ma deve trattarsi di comuni mortali e non di archetipi, le anime più antiche, anche se inconsapevoli di esserlo. 

Se non siete sacerdotesse potreste puntare ad accaparrarvene uno. Le qualità che permettono di riconoscerli sono sensibilità, avversione verso la grettezza e l'ignoranza, innata comprensione di cosa si giusto e sbagliato. Ma se non ci riuscite non abbattetevi, nella prossima vita andrà meglio. Stiamo entrando nell'era dell'Acquario, che sarà caratterizzata da un grande fervore mistico - se ne vedono già i primi segnali - e tutti coloro che fino ad oggi hanno vissuto egoisticamente, basandosi solo sul materialismo e sulla forma, invece che sulla sostanza, non rinasceranno, rendendo questo mondo più vivibile. Cerchiamo di vivere in modo da rinascere noi poi per primi!

Non sono sicura che l'autrice volesse comunicare tutte queste cose, probabilmente il suo obiettivo era solo scrivere un paranormal-romance, genere che vende abbastanza bene. Invece a me le storie piacciono soprattutto quando diventano spunto per imparare qualche cosa di nuovo e la lettura di Brûlant, in tal senso,  mi ha soddisfatta. 

A cura di Claudia Peduzzi


Brulant di Anita Borriello, CreateSpace Indipendent Publishing Platform, 282 pagg, 10,41 euro


VOTO: 7\10




2 commenti:

Brûlant Saga ha detto...

Mi fa estremamente piacere che abbiate colto alcuni "particolari".
Ho lasciato vari indizi all'interno del romanzo ma non sempre sono stati colti.
Detto fra di noi a denti stretti: lo definisco "esoterico" non per fare da specchietto per le allodole ma perché da studiosa della materia prediligo la definizione di Madame Blavatsky: "l'esoterismo è una sintesi di tutte le filosofie, di tutte le religioni, capace di svelare gli arcani dell'Universo e dell'Assoluto".
Era proprio questo il mio intento, unire religioni e filosofie così differenti fra loro per aiutare il lettore/Christian nel suo cammino iniziatico.
Sono contenta che vi sia piaciuto e grazie per la splendida recensione.
Un abbraccio di luce
)O(
Anita B.

Claudia Peduzzi ha detto...

Grazie a te, leggere un bel libro, che in più dà anche qualche spunto di approfondimento, fa sempre piacere!

Posta un commento

Lascia un commento!