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20 novembre 2013

ANTEPRIMA: VINCENT KLIESCH SU READER'S BENCH MAGAZINE


Vincent Kliesch arriva per la prima volta in Italia con Il Profeta della Morte, Booksalad Edizioni, e sceglie le pagine di Reader's Bench Magazine per farsi conoscere in una lunga intervista.

Attore, presentatore, grande appassionato di cucina e soprattutto scrittore di successo, è autore di un thriller "attorciglia budella" molto apprezzati in Germani e che noi di RB abbiamo avuto il piacere di leggere in anteprima.

Sul prossimo numero di Reader's Bench Magazine scopriremo, nell'intervista a cura della nostra Claudia Peduzzi, Il Profeta della Morte ed il mondo che si cela dietro un autore di cui vale la pena saperne di più.

Vi lasciamo ad un assaggio dell'articolo che potrete leggere il 23. A presto!

Herr Kliesch, tra le sue molteplici attività vi è quella di conduttore di dibattiti. Guardando alla sua trilogia come alla rappresentazione dell'eterna lotta tra bene e male Lei, in quanto autore, rappresenta il moderatore tra i due antagonisti, Julius Kern e Tassilo Michaelis. Sbaglio o Lei fa il tifo per Tassilo e non è tra gli assertori della massima “il Bene trionfa sempre”?

La ragione per la quale scrivo thriller è che sono interessato a raccontare storie di assassini. Chi sono? Perchè lo fanno? Probabilmente è il mio tentativo di superare l'orrore quotidiano e di comprenderlo. Anche se alla fine i fatti terribili rimangono quasi sempre incomprensibili.
Mi piace pensare che, quando il lettore termina di leggere un mio libro, abbia la sensazione che il male sia stato sconfitto. Almeno per una volta, almeno per un po'. Anche se la lotta tra il bene e il male ovviamente non finirà mai. 
L'osservazione che ha fatto sul moderatore è giustissima. Cercando di non avere alcun preconcetto desidero raccontare dei fatti e riferire al lettore come e perchè sono accaduti. Se a volte si ha la sensazione che parteggi per “il cattivo” è solo per evitare di raccontare una mera storia “d'inquisitori”. L'ispettore Kern, la sua vita privata e tutto ciò che per lui è importante e condiziona le sue scelte sono parte fondamentale e irrinunciabile della trilogia.

Il caposervizio del giornale scandalistico Fadenkreuz, il preferito di Tassilo, afferma che per vendere carta stampata servono sesso e violenza. Non trova sconfortante pensare che i lettori apprezzino solo i particolari scabrosi e siano scarsamente interessati alla narrazione in sé?

A sostenere questa teoria sono i Media. A mio parere, dopo i legislatori, la polizia e i tribunali, la stampa è la quarta colonna dello stato. Essa ha più influsso sui pensieri e le azioni delle persone di qualsiasi altra istituzione. I Media possono influenzare le elezioni, far apparire qualcuno simpatico o repellente, possono condizionare l'opinione pubblica con massime già pronte che devono solo essere accettate. Quindi la “voce” della stampa è ricorrente in tutti i miei libri. Sesso e violenza sono dei mezzi espressivi della letteratura. Secondo me ciò avviene non per semplice voyerismo, ma perchè la sessualità fa parte dei nostri istinti e il timore nei riguardi della violenza e della morte è una delle nostre paure più grandi. Il confronto con questi istinti richiama sempre il nostro interesse. Quando si guarda più da vicino ci accorgiamo che anche le piccole storie d'amore, fedeltà e valori morali, anch'esse sempre presenti nei miei libri, vengono in egual misura recepite e discusse dai lettori. Può darsi che la qualità della narrazione venga recepita solo in un secondo tempo. Una storia raccontata male non legherà il lettore all'autore, la volta successiva sceglierà il libro di qualcun altro.

Continua ...


Il Profeta della Morte di Vincent Kliesch, Booksalad Edizioni, 360 pagg, 15 euro


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