Menu

Reader's Bench Menù PressDisclaimerReaders on tourLibri e...MagazineServiziRecensioniClickContattiChi Siamo Homepage

10 ottobre 2013

VIVA VERDI


Ordino che i miei funerali siano modestissimi e si facciano allo spuntar del giorno o all'Ave Maria di sera, senza canti e suoni. Basteranno due preti, due candele e una Croce.

Le ultime volontà di Verdi vennero rispettate e su Via Manzoni un folla silenziosa e attonita seguì l'umilissimo corteo che portava, per il suo ultimo viaggio, uno dei più grandi italiani della storia.

Per non parlare del giorno della riesumazione in cui più di trecentomila italiani sventolavano ininterrottamente migliaia di tricolori.

Non sarò io a decantare le doti del maestro. Altri, molto più preparati di me, presteranno il loro tempo e la loro professionalità durante questi giorni dedicati all'elogio e alle disquisizioni sull'Arte del compositore.

Io vi dirò che fin da giovane Giuseppe Verdi sognava un'Italia unita. Con il Nabucco e il coro del Va pensiero, che racconta la nostalgia degli ebrei per la loro patria, diventò il simbolo dell'aspirazione alla libertà e della resistenza alla dominazione austriaca per il futuro del popolo italiano che ricavò dal suo nome l'acronimo che troneggiava sui muri delle città.

L'inventore della musica moderna, di un linguaggio universale, di uno stile unico, ancora non del tutto approfondito, ma soprattutto un uomo del fare. Odiava la mondanità, adorava il suo lavoro e la possibilità di arrivare a tutti e di non annoiare il pubblico.

A quei tutti a cui nessuno aveva mai pensato: buffoni, cortigiane e zingare; dedica ed incentra la sua opera. Affronta con tranquillità sia i fiaschi sia i grandi successi, anche se non dimenticherà mai il primo rifiuto della Scala.


Odiava i giornalisti che lo tormentavano, il suo ambiente (anche se nel suo epistolario non mancano i commenti sugli interpreti e i compositori suoi contemporanei) e le intromissioni nella sua vita privata.

L'Orso di Busseto, così lo chiamavano, amava la cucina, la vita di campagna e la beneficenza: si adoperò per le donne povere di Busseto e per gli interpreti meno fortunati di lui a cui lasciò i fondi per quella che sarebbe diventata Casa Verdi.

Il tutto nel silenzio e senza clamore, tra le note che sgorgavano dal pianoforte e le ore trascorse a tratteggiare capolavori. Il popolo, intanto, s'innamorava follemente della sua musica e non esitava a cantare e a fischiettare le sue arie per strada.

Oggi ricorre un anniversario importante ed il maestro Muti dirige il Requiem da Chicago e la casa di Busseto, quella degli anni della galera, viene messa all'asta per magnati russi e cinesi.

Simbolo di un'Italia nello sfacelo più totale che non sa e non può difendere e proteggere il suo patrimonio.

Ma l'opera di Verdi non perde vigore né potenza e resta un linguaggio universale capace di essere sempre un punto di riferimento.

Auguri Verdi, per altri 200 anni di riconoscimenti, per altri 200 anni di storia italiana che, nonostante tutto, vuole continuare ad andare avanti.

A cura di Clara Raimondi

Per approfondire:


Verdi, L'uomo nelle sue lettere di F.Werfel, P.Stefan, Castelvecchi, 424 pagg, 25 euro

Il carteggio completo con tutte le lettere che il maestro scrisse negli anni della sua carriera. Un documento preziosissimo sul quale si sono basati tutti gli studi sull'opera di Verdi.


Il viva Verdi di Jacopo Ghilardotti, Salani, 269 pagg, 14,90 euro

Dopo sette anni di silenzio Verdi si appresta a dirigere la su Messa di Requiem ma per l'editore che lo sostiene c'é un'ultima, grande, opera da mettere in scena: l'Otello di Shakespeare. Il libretto viene affidato ad Arrigo Boito e da questa scelta nasce una rivalità tra i due geni che animerà la Milano del tempo.


Parlo d'amore con me di Paola Calvetti, Libellule Mondadori, 126 pagg, 10 euro

Ada fa la cameriera a Casa Verdi, sì proprio nell'unica casa al mondo destinata ai musicisti e agli interpreti meno fortunati nata dalla mente e dal cuore di Verdi. In questa casa di riposo soggiornano diversi ospiti e Ada si diverte ad immaginarli protagonisti di intricate storie d'amore alla Rigoletto.



1 commenti:

Posta un commento

Lascia un commento!