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1 ottobre 2013

RACCONTO IL QUOTIDIANO DI UNA GENERAZIONE | INTERVISTA A ZEROCALCARE

Zero impegnato a farsi venire una bella tendinite (gli capita spesso)
Gestisco uno dei siti che parlano dei tuoi fumetti in modo iperbolico. Avevo scritto che le ripetizioni e le traduzioni, ormai, erano per te un lontanissimo ricordo e tu sei passato specificando che non é così.

A parte la figura “barbina” che ho fatto, ho letto ed ho amato i tuoi fumetto e cerco di venirti a trovare sul tuo blog almeno, almeno ogni lunedì su due.

Adesso che ho la possibilità di intervistarti (e credo di essere le numero 49485) me la sto facendo sotto (e non uso di nuovo barbina et similari per pietà nei confronti del lettore) e voglio iniziare così:

Qual é la domanda che ancora nessuno ti ha fatto? E che cos’é che, ancora, non sappiamo di te?

Tra le cose che io racconto e quelle che mi chiedono nelle interviste, non c'è praticamente niente di inevaso, tranne la roba penalmente rilevante...


Tra le cose, invece, che hai ammesso tu stesso c’é il fatto che sei un rosicone e che non ti piace essere definito: la voce di una generazione, eppure noi sulla via della trentennificazione (così come ci ha definito Paolo Zanotti nel suo Il testamento Disney) perché ci siamo appassionati alle tue storie? Che cosa mancava, secondo te, nel racconto della nostra generazione?

Mancava sicuramente la narrazione del quotidiano di questa generazione. Non che non l'avesse fatto nessuno, ma era (ed è) un terreno poco battuto. Altri media l'hanno fatto, i romanzi, il cinema, le web series; il fumetto ha una specie di buco in questo senso. Io se guardo alla mia vita, ai miei amici, a chi mi circonda, vedo un campionario di umanità che si barcamena tra precarietà, disoccupazione, attitudine nerd, politica (non in senso istituzionale), mille contraddizioni e mille sfaccettature della quotidianità: nei fumetti queste cose le ritrovo raramente. 


Hai ammesso anche di essere un copione (ammettilo, di domanda, in domanda ti sto conquistando, vero?) da chi ti sei fatto “ispirare” sia per i tuoi fumetti per lo stile del tuo blog?

Mi sono innamorato del blog di Boulet, un francese per cui ho avuto proprio un colpo di fulmine. Appena ho visto la sua roba ho pensato VOGLIO FARE ESATTAMENTE QUELLO CHE FA LUI. Poi man mano che uno cresce prende delle strade diverse e più autonome (o va a copiare da qualcun altro), ma sicuramente è quello che ho saccheggiato di più. 

E poi per continuare l’affiatamento volevo chiederti quale ami di più tra i tuoi figli: La profezia dell’armadillo, Un polpo alla gola, Ogni maledetto lunedì su due o il tuo preferito non é stato ancora pubblicato?

Da un punto di vista emotivo, La Profezia dell'Armadillo è un pezzo di cuore. Ma in generale voglio bene a tutti, ogni libro che ho fatto per me è stato un esperimento, ho sempre cercato di fare delle cose diverse da quelle che avevo fatto la volta prima, pensando sempre che non mi sarebbe più ricapitato di sperimentare qualcosa facendomi pure pagare... Tra l'altro tutta sta sperimentazione è in vista di un libro futuro molto impegnativo che dovrebbe unire un po' tutti gli elementi di quelli fatti finora, come fossero stati dei banchi di prova in qualche modo. E a quello già ci tengo pure se ancora non esiste.


E che dire di Dodici, sta per arrivare giusto?

Dodici risponde alla mia voglia di fare una cosa leggera che mi divertisse e non mi inchiodasse alla solita responsabilità generazionale. E che mettesse il mio piccolo contributo nella narrazione universale degli zombi, cosa a cui tenevo un sacco. Al tempo stesso era un modo per mettermi alla prova nel raccontare una storia non autobiografica, in cui non sono io il protagonista principale, e che mischiasse piani temporali diversi. 
Poi, man mano che andava avanti la storia, è diventata sempre più una storia d'amore per il mio quartiere....

Dai manca poco, questa domanda é la penultima! Se ti chiedessero (una a caso) che cos’é e dove sta andando il fumetto italiano, tu cosa risponderesti?

Eh bum, è una domanda difficile. Fino a poco tempo fa era una specie di cassaforte in cui era molto difficile entrare, e anche quando c'eri entrato al massimo poteva essere il tuo hobby, perché camparci era riservato ad una cerchia molto ristretta. Mi pare che le cose stiano cambiando, che c'è qualche spiraglio in più di sperimentazione da parte degli editori e che alcuni contratti iniziano ad essere vagamente proporzionati al tempo ed alle energie che ci vogliono per fare un fumetto. Magari sono ancora isole felici, però uno spera sempre che pian piano gli esempi virtuosi diventino lo standard... 


Hai iniziato a giocare ad Assassin’s Creed? E che cosa ami oltre i plumcake e l’ansia di non riuscire a finire la vignetta del lunedì?

Ma mi so rotto i cojoni quasi subito con Assassin's Creed! Dopo una traversata in nave noiosissima mi sono trovato in un paesino dove non capivo che dovevo fare, e passavo il tempo a derubare vecchi e scappare dalle guardie. Insomma non è stato il buco nero che speravo. E poi amo quei rari e illusori sprazzi d'ottimismo in cui mi pare d'avere imparato qualcosa da tutto quello che è stato l'ultimo anno, almeno di non ripetere gli stessi errori. 


Oggi, domenica 22 settembre, 2013 ho terminato l’intervista a Zerocalcare e sono davvero soddisfatta di me! Credo che se mi incontrerà, da oggi in poi, farà finta di no riconoscermi e a nulla serviranno le mie grida per farmi notare. 

Poco importa domani é di nuovo lunedì e potrebbe essere quello buono, quello di una nuova vignetta in grado di farmi affrontare una nuova settimana.

Grazie Zero a nome mio e di tutti i trentennizzati!

A cura di Clara Raimondi


Dodici di Zerocalcare, Bao Publishing, 96 pagg, 13 euro

Ah, dimenticavo! Quelli della Bao, per l'occasione, ci hanno inviato due tavole inedite di Dodici che sarà in libreria dal 17 ottobre. Godete!







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