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24 ottobre 2013

Quando il vento smette di chiamarti, è il caso di scoprire se ricordi il tuo nome


Da fan di Star Wars sono abituato allo stoicismo e soprattutto al fondamentalismo dei Jedi, che prima di essere guerrieri sono dei sacerdoti votati esclusivamente alla Forza: sarà per questo che di solito trovo molto più affascinanti i Sith (e la trilogia di Darth Bane di cui ho parlato nell'ultimo numero della rivista lo conferma). Eppure nell'universo espanso c'è tanto materiale da trovare anche delle eccezioni alle regole, come Corran Horn, un Jedi molto atipico, forse perché corelliano come Ian Solo.

Corran Horn, un ex agente dei servizi di sicurezza corelliani, entrato nella squadriglia Rogue per sfuggire all'Impero, che lo minacciava per le sue ascendenze Jedi, sta dando la caccia con i suoi compagni ad un gruppo di pirati, gli Invid, comandati da un'abilissima comandante, quando, al ritorno da una missione, scopre che sua moglie è scomparsa. Convinto che sia viva e prigioniera, decide di unirsi alla Nuova Accademia Jedi per imparare le vie della Forza e liberare sua moglie, ma i suoi contrasti con Luke Skywalker non saranno il pericolo principale su Yavin 4, sede dell'Accademia e di alcuni misteriosi templi Sith. 
Convintosi che un ex agente della CorSec sia più adatto di un Jedi a salvare sua moglie, Corran lascia l'Accademia ed inizia la sua missione di infiltrato. Forse, però, non sempre la vita si divide in Lato Chiaro e Lato Oscuro, come dimostrerà la scoperta del segreto che ha reso gli Invid così inafferrabili. 

Sono grato a Stackpole per non aver ceduto al Lato Oscuro dell'editoria business (a differenza di altri) ed aver costruito un ottimo romanzo, senza dividerlo in più volumi, allungando il brodo con pagine sterili e puramente descrittive, pur raccontando una storia suddivisa in più tronconi (stiamo parlando di cinquecentotrenta pagine di narrazione, racchiuse in un'edizione robusta e ben curata, ad eccezione di qualche refuso qua e là). 

Le vicende narrate si collocano dopo la crisi della Nuova Repubblica causata dal Grand'Ammiraglio Thrawn e dal successivo ritorno dell'Imperatore e forse sarebbe meglio leggere quantomeno i due successivi libri di Zhan, per aver più chiare le idee su come si sono svolti i fatti antecedenti, ma seppur con qualche dubbio è possibile godere benissimo del romanzo. Le prime cento pagine possono sembrare un po' interlocutorie, ma servono a caratterizzare un personaggio molto sfaccettato ed anche alcuni piccoli dettagli possono tornare molto utili in seguito.

Nel volume si alternano azione, sentimento/introspezione e descrizione in un giusto mix che ora accelera, ora rallenta la lettura, dando la giusta suspence senza stressare il lettore con la continua ansia di giungere alla fine della vicenda (in alcuni passi, quasi ci si dimentica della moglie di Horn rapita). Nonostante ciò, non ho potuto non divorare queste pagine in meno di due giorni.

Se un romanzo è scritto bene ed ha per protagonista un personaggio interessante, è difficile che sia un brutto romanzo e non posso negare che Stackpole abbia descritto molto bene un personaggio tutt'altro che banale, Corran Horn.

A cura di Diego Rosato


Star Wars. Io, Jedi di Michael A. Stackpole, Multiplayer Edizioni, 530 pagg, 17,00 euro

Voto 9/10




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