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1 ottobre 2013

Piuttosto che poeta, l’ammazzo


Perdonatemi se lo ammazzerei. Motivo subito la mia preterintenzionalità: Guido Catalano non solo sa di non essere un poeta, ma non vuole nemmeno diventarlo. 

Eppure me lo trovai sbattuto in prima pagina una volta su Tuttolibri de La Stampa proprio con questa sua seconda opera (se si considera madre di tutte le sue raccolte Ti amo, ma posso spiegarti che - è proprio il caso di dirlo - fa il “verso” a Moccia). 

Non riuscivo a capire il succo della cosa perché l’autore della recensione diceva qualcosa del tipo: “non perdetevelo, anche questa è poesia”. Ecco, già qui ci sta qualcosa che non torna. “Anche” questa è poesia, non: “questa è poesia”. Insomma, Catalano bisogna giustificarlo. Epperò è ingiusto, se ci pensate. 

Lui è bravo, ma diamogliela una categoria. Altrimenti per tutta la vita sarà “anche” scrittore, “anche” regista, magari “persino” umano. Per me lui è un ottimo monologhista, un animale da palcoscenico, un Celestini da poetry slam. Uno che - pubblicitariamente parlando - “spaaacca”! In fondo in Ti amo ma posso spiegarti lo ammette teneramente: il suo libro contiene tante frasi che vanno a capo.

Ma se io scrivessi
Questo articolo
In codesto modo
Seppur con nervature poetiche
Evitando inutili ghirigori
Ma cliccando spesso “invio”
Avrei diritto ad essere
“anche” un poeta?

Vero è che in Piuttosto che morire m’ammazzo passaggi di prosa in versi “anche” poesiabarramonologo ce ne sono. Da non confondere con le trovate geniali, tipo: “Sono cintura nera di solitudine”

I primi piuttosto sarebbero in versi come: “la cosa entusiasmante del cadere in bici nella notte/ è il silenzio/ eccellente è il potere antidolorifico dell’alcol nelle vene/ se passava il diciotto ero morto/ ma/ i tram di notte dormono/ e sognano/ pochi lo sanno/ sognano/ di liberarsi dalle maledette rotaie/ e scivolare giù/ scivolare giù nell’erba/ rotolarsi/ nell’erba/ e nell’erba fare all’amore/ fare all’amore con le gru”

Ve l’avevo detto che Catalano è in gamba. Sentite qua: “siamo così paurosi/ e presumiamo/ – ché siamo presuntuosi –/ di avere ancora tempo/ solo perché viviamo”. Dai, al di là di un comune debole per le tette, merita.


Ah, dimenticavo: un minuto di silenzio per i punti, i due punti, i punti e virgola, le sole virgole tutti morti in un sol libro. Catalano saprà sorridere di questo mio articolo. Lo amo ma posso spiegargli. 

A cura di Simone Di Biasio



Piuttosto che morire m'ammazzo di Guido Catalano, Miraggi Edizioni

Il libro ci é stato inviato dall'ufficio stampa della casa editrice.




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