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15 ottobre 2013

IL SACRO FUOCO DELLA REGINA, Ercole De Angelis


Quando un autore per bambini cerca di scrivere per adulti il risultato è spesso stucchevole e paternalistico - vedi il caso di Beatrice Masini e i suoi Tentativi di Botanica delgli affetti - ma quando capita il contrario si ha la dimostrazione che un bravo scrittore può “parlare” a chiunque. 

L'esempio più eclatante che mi viene in mente è Isabel Allende . Ho letto i primi due episodi della  trilogia scritta per i suoi nipoti -  La città delle bestie, Il regno del drago d'oro e La foresta dei pigmei e mi sono appassionata alle avventure di Alexander e Nadia, anche se, per questioni di età, la mia empatia è più vicina a nonna Kate.

Relativamente ad Ercole De Angelis, nella mia recente recensione alla versione audiobook  de Il segreto di Ambrise avevo osservato che, pur trattandosi di un racconto pensato per un pubblico giovane, era stata una piacevole lettura (anzi ascolto) anche per una “vecchietta” come me. La stessa sensazione l'ho provata con Il sacro fuoco della regina, un racconto liberamente ispirato alla figura di Camilla, Regina dei Volsci. Ad essere sincera, essendo donna anch'io come Camilla, la sua storia mi ha appassionato molto di più.

Non ricordavo questa figura mitologica, le cui vicende sono narrate da Virgilio nel Canto XI dell'Eneide e presente, per ben due volte, anche nella Divina Commedia. Dante la nomina sia al Canto I:

di quell’umile Italia fia salute
per cui morì la vergine Cammilla

che al canto IV, dove la vede addirittura in prima persona (nel Castello degli Spiriti Maligni) accanto alla regina delle Amazzoni:

Vidi Camilla, e la Pentesilea
dall'altra parte, e vidi 'l re Latino

Nonostante qualche piccola licenza d'autore - Virgilio racconta che la bambina fu allevata dal padre, il re dei Volsci Metabo, mentre Ercole De Angelis immagina che lo stesso, durante la sua fuga da Priverno, città di cui era il tiranno e da cui era stato scacciato, l'affidi ad una coppia senza figli – il racconto è sostanzialmente fedele ai fatti narrati nell'Eneide, finale compreso. Questo particolare è importante, perchè noi, lettori del terzo millenio, siamo ormai condizionati e assuefatti ad uno scontato l'Happy End, mentre la morale mitologica, raramente terminava con … e vissero tutti felici e contenti.

Il compito educativo di miti e leggende era proprio insegnare a grandi e piccoli che la vita è spesso crudele e ingiusta. Persino gli eroi avevano tutti il loro tallone di Achille e difficilmente morivano di vecchiaia nel loro letto.

Così il padre parla alla figlia adottiva Camilla:“Figlia mia, … il futuro ci è sconosciuto. Il nostro fato è, sì, al capriccio degli dei ma, consigliati dal cuore e illuminati dalla mente, dobbiamo seguire sempre le nostre aspirazioni, fino a lottare con coraggio contro il destino che non sentiamo nostro”

In Camilla Ercole De Angelis non vede, tuttavia, una donna-guerriero sul modello maschile, assetata di denaro e potere, ma un'antesignana femminista, paladina della difesa delle donne. Il suo esercito è composto da donne che ha salvate dalla brutalità degli eserciti nemici e il suo castrum  una sorta di campo di addestramento all'auto difesa. 

Se poco è cambiato da allora in materia di femminicidio, il tema della guerra per il controllo del territorio è ancor più spaventosamente attuale.

Oltre ad essere fresca reduce dalla lettura del terribile Ogni mattina a Jenin di Susan Abulhawa sul conflitto israeliano-palestinese, mi basta aprire un quotidiano qualsiasi per avere sotto gli occhi la terribile realtà siriana. Alla luce di questi fatti le parole di Camerte (re di Amyclae alleato ed di Turno, il semidio capo dei Rutuli) a Camilla azzerano, in sole due righe, i secoli che ci distanziano:

“Troiani, Volsci, Ausoni abbiamo tutti un cuore di uomo che batte nel petto. Respiriamo tutti la stessa aria, c'è posto per tutti (n.d.r. Se sapessimo vederlo) su queste terre”

Camerte, come il padre adottivo di Camilla, era contrario alla guerra, ma allora come oggi la voce del buon senso resta sempre inascoltata.

De Il sacro fuoco della Regina è disponibile anche la versione in lingua inglese. L'autore, che ripone in me un'immeritata fiducia, mi ha chiesto di leggere entrambe le versioni per dargli un parere sulla traduzione. 

Per quanto scarsa sia la mia autorità in materia, l'ho trovata più che discreta e questo, oltre a rendere il romanzo commerciabile sul mercato anglosassone, che apprezza moltissimo le storie ambientate nell'antichità, amplia le potenzialità anche del mercato italiano. 

La mia impressione,infatti, è che gli insegnati tendano a suggerire agli studenti testi troppo “classici” allontanandoli dalla letteratura, anziché avvicinarli.

Un testo come The sacred fire of the queen, non troppo lungo, scritto in maniera semplice e pulita, potrebbe trasformarsi in un ottimo suggerimento di lettura ad esempio in un liceo linguistico, mentre la versione in italiano è proponibile fin dalle scuole medie e, in alcuni casi, anche prima.

A cura di Claudia Peduzzi
Il sacro fuoco della regina


Il sacro fuoco della regina di Ercole De Angelis, self publishing, 2,68 euro in versione digitale, 8,50 euro in versione cartacea

VOTO: 8\10




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