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2 settembre 2013

MARK TWAIN E LE SUE HAWAII


Apprendista tipografo, pilota di battelli a vapore, giornalista, scrittore che ha rivoluzionato o meglio, inventato, la letteratura americana.

Di chi sto parlando? Di Mark Twain, autore di Le avventure di Huckleberry Finn, Le avventure di Tom Sawyer, Un americano alla corte di re Artù e, l'autobiografico, Vita sul Mississippi.

Ma questi sono solo una parte dell'immensa produzione letteraria dell'autore alla quale appartengono anche le Lettere dalla Hawaii.

Non tutti sanno che per tre mesi, e precisamente nel 1866, Mark Twain fu inviato del Sacramento Daily Union. Non un soggiorno di piacere ma la possibilità unica di fotografare, con la penna, un momento storico.

Le isole Hawaii, da tempo contese da Inghilterra, Stati Uniti e Francia,  erano nel bel mezzo di una lotta coloniale. A farne le spese, come al solito, erano le popolazioni indigene che rischiavano di perdere la loro cultura e di scontrarsi con le pressione dei paesi occidentali.

Twain, di certo, non poteva farsi sfuggire l'occasione di raccontare i cambiamenti politico-sociali che avrebbero travolto le isole del Pacifico.

Ma con l'ironia che lo accompagnava, il racconto inizia si riempie di aneddoti, pullula di risvolti tragicomici, di balenieri senza scrupoli, missionari, e migliaia di gatti che invadono ogni angolo delle isole.

Grazie a Twain le isole della Hawaii diventano un paradiso lussureggiante in cui si annidano i germi di un futuro non molto lontano.

Ironia ed una buona dose di spirito critico rendono le Lettere dalle Hawaii un'opportunità unica. Dimenticate i racconti di viaggio a cui siete abituati!

A cura di Clara Raimondi


Lettere dalla Hawaii di Mark Twain, Cavallo di Ferro, 302 pagg, 17 euro

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