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18 settembre 2013

IL MEGLIO DELL'HORROR MADE IN ITALY | INTERVISTA A MARCELLO GAGLIANI CAPUTO


A poco più di una settimana dall’uscita in edicola del primo numero di Horror Time facciamo accomodare sulla panchina del lettore Marcello Gagliani Caputo. Redattore di Corpi Freddi, di Horror.it e adesso della la nuova rivista italian interamente dedicata al genere. Attraverso le parole di Marcello vogliamo scoprire come nasce l’idea di Horror Time e soprattutto che cosa bisogna leggere, oggi, in fatto di horror.

Come nasce il progetto Horror Time?
L’idea nasce dall’esperienza pluriennale del portale Horror.it, da anni un punto di riferimento per tutti gli appassionati del genere. Da qui, il direttore editoriale Andrea G. Colombo (deus ex machina di Horror.it) e il direttore responsabile Paolo Zelati hanno creduto che fosse arrivato il momento di rilanciare il genere in edicola, dopo le esperienze di Horror Mania e di altre piccole realtà del passato. Questo perché l’horror sta attraversando un ottimo momento, anche in Italia, dove stanno emergendo importanti personaggi, sia nel cinema che nella narrativa: basta pensare ai film di Ivan Zuccon, Raffaele Picchio o Federico Zampaglione oppure ai romanzi di Danilo Arona, Nicola Lombardi o Claudio Vergnani. Pertanto, rispondendo alla tua domanda: leggete horror italiano e guardate horror italiano!

Chi fa parte, oltre a te naturalmente, della redazione?
Oltre ai già citati Andrea G. Colombo e Paolo Zelati, fanno parte della squadra i maggiori conoscitori dell’universo dell’orrore attualmente in circolazione. Molti fanno parte anche della redazione di Horror.it, quindi hanno alle spalle anni di esperienza, ma ci sono anche guest star come lo scrittore-saggista Danilo Arona, Gianmaria Contro della scuderia Bonelli e Giovanni Arduino, tra l’altro traduttore di Stephen King.

Perché aprire una rivista dedicata a questo genere? È vero che erano anni che in Italia non esisteva niente di paragonabile ad Horror Time e in che cosa si distingue dalle riviste di genere del passato?
Dopo le esperienze passate, la cultura horror è di nuovo in fermento (basta tenere d’occhio il cinema in cui si stanno facendo largo anche alcuni italiani) e gli appassionati chiedevano un nuovo punto di riferimento, perché è bene che si sappia, di amanti del genere ce ne sono parecchi in Italia, anche se a volte sembrano vivere nelle catacombe.

Da internet alla carta stampata, alcune volte non escludendo il passaggio attraverso le webzine: quando e come avviene l’evoluzione dei siti e dei blog letterari a veri e propri organi di informazione? Quali sono state le tappe di Horror.it e che cosa hai notato, negli ultimi anni, sul versante dell’informazione on line?
Il percorso è lungo, bisogna innanzitutto capire che tipo di informazione si vuole fare e soprattutto se si vuole fare informazione o si vuole soltanto parlare di se stessi (come nel caso di molti blog autoreferenziali). Fare informazione non è facile, si va incontro a tanti problemi, soprattutto nei rapporti con le realtà che fanno parte del tuo campo d’azione, per cui ci vuole tanta pazienza, passione, ma anche preparazione e umiltà, una parola che va sempre più verso l’estinzione, purtroppo. L’evoluzione è lenta, deve tenere conto naturalmente del mercato che ruota attorno e dei rischi a cui si va incontro.

Adesso entriamo nello specifico di un genere che, é il caso di dirlo, non muore mai. Come può l’horror non conoscere crisi? Libri, cinema, serie televisive e fumetti: é proprio la versatilità il punto di forza di questo genere?
Nonostante molti preconcetti che girano attorno alla parola horror e al genere in sé, la sua forza sta proprio nell’assoluta libertà di cui gode. Un horror non è soltanto il mostro, il sangue, gli squartamenti, ma anche il nostro lato oscuro, la follia della saponificatrice di Correggio, per citare uno degli articoli presenti nel primo numero della rivista. L’horror è come un’anguilla: puoi stritolarlo quanto vuoi, ma alla fine sguscia via e torna libero.

Come sta l’horror nel nostro paese? Dopo anni di dipendenza dall’estero possiamo iniziare a parlare di scuole italiana del genere horror?
L’horror italiano non sta per niente male, anzi. Il problema rimane l’esterofilia dilagante e la poca fiducia verso i nostri rappresentanti (sia al cinema che nella narrativa), ma tante realtà cominciano a trovare inaspettate vie d’uscita e stanno portando avanti una battaglia assolutamente da seguire. L’Italia non è mai stata seconda a nessuno nell’horror, quello che è sempre mancato è stato il coraggio, forse soltanto tra gli anni ’70 e ’80 abbiamo creduto in noi stessi, esportando ottimi prodotti all’estero (Zombi 2 di Fulci è ancora oggi uno dei film più amati fuori dai nostri confini). Da qualche anno, però, qualcosa sembra di nuovo muoversi, le catacombe cominciano a vedere un po’ di luce.

Devi assolutamente consigliarci qualche titolo da non perdere (italiano e non).
Riguardo la narrativa, ultimamente sono usciti due romanzi imperdibili: Io sono le voci di Danilo Arona (Edizioni Anordest) e Madre nera di Nicola Lombardi (Crac Edizioni), ma io punto su un’uscita ancora inedita e cioè Il buio nella bocca di Andrea Biscaro che arriverà nelle nostre librerie per Halloween. Ragazzi, sarà una sorpresa di quelle grosse…
Passando, invece, al cinema, attualmente ci sono tanti horror in circolazione, ma ne consiglio due in particolare, anche se non proprio di prima visione: l’inglese The World’s End e l’italiano Morituris, quest’ultimo in particolare sintetizza i problemi italiani con l’horror, visto che all’estero è ormai diventato quasi un cult e qui, invece, viene censurato.

Dacci qualche anticipazione? Come é andato il primo numero di Horror Time e cosa troveremo in edicola il prossimo mese?
Dalle prime risposte, sembra stia andando bene, ma ne sapremo di più tra qualche settimana visto che i dati dalle edicole arrivano con una lentezza esasperante. Tenete le dita incrociate, perché soprattutto da questo dipende il destino della rivista. Sul prossimo numero troverete un’imperdibile, ultima, intervista a Richard Matheson, la seconda puntata del romanzo di Andrea G. Colombo Evento zero, uno speciale su Halloween, e tanto altro ancora, tra cui la mia recensione del già citato romanzo di Danilo Arona Io sono le voci.

A cura di Clara Raimondi


Ringraziamo Marcello Gagliani Caputo per la sua disponibilità, visitate il suo sito.


Marcello Gagliani Caputo é nato a Palermo il 30 Ottobre 1974 é scrittore, saggista, giornalista professionista. Collabora con Horror.it, Corpi Freddi ed é redattore per Horror Time. Debutta nel campo letterario con Finestra Segreta Vita Segreta e successivamente la raccolta di racconti Professione Esordiente per la casa editrice Prospettiva. Dal 2004 é schedulet dalla Fox Channels Italy. Nel 2006 ha esordito nella saggistica cinematografica con Altrimenti ci arrabbiamo! Il cinema di Bud Spencer e Terence Hill per la casa editrice Un mondo a parte. Con Andrea Salacone e Sergio Gualandi pubblica Bad Boys-La Figura del Cattivo nell'Immaginario Cinematografico per la Morpheo Edizioni e partecipato al libro Christopher Lee-Il Principe delle Tenebre, Profondo Rosso Edizioni. Ha pubblicato con Edizioni Il Foglio Il Cinema di Michael Winner e The Fincher Network (Bietti Edzioni), prima monografia dedicata al regista. Nel 2013 ha scritto per il saggio The Walking Dead-L'evoluzione degli zombie in tv, nel fumetto e nel videogioco edito da Universitalia.







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