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20 settembre 2013

I NOMADI DI PAROLE: I LIBRI PRENDONO VITA



"Le parole si staccano dalla carta, diventano materia, carne, fiato, vita, pensiero". È questo il processo che si innesca durante la lettura, un processo di crescita, di scoperta di se stessi e del mondo. 

Si inizia a capire, a viaggiare, a porsi domande, ad indagare la realtà. E da oggi i libri non si leggeranno solamente ma si potranno anche osservare sul palcoscenico. 

I nomadi di parole sono un collettivo di attori che ha deciso di mettere in scena  i libri, raccontare storie non solo verbalmente ma anche visivamente. I personaggi finiscono così, grazie a questa geniale e utile trovata artistica, per assumere consistenza reale. 

Possiamo osservarne l'aspetto, ascoltarne la voce, scrutarne le movenze e potremo osservare e leggere il racconto direttamente dalle loro labbra e dai loro gesti. 


Tra i libri che I nomadi di parole hanno già messo in scena possiamo annoverare Io che amo solo te di Luca Bianchini mentre il 29 settembre 2013 si dedicheranno a I13 sotto un lenzuolo di Giuliano Pavone

In un panorama nazionale che sembra essere così arido rispetto alla lettura e impermeabile alla bellezza commovente del racconto e delle storie, l'impegno assunto da questa dinamica compagnia teatrale rappresenta sicuramente un contributo deciso e vitale per sostenere la letteratura e cercare nuovi canali comunicativi per avvicinare le persone al mondo dei libri. 

Il nome stesso del gruppo, Nomadi di parole evoca l'idea di un aggirarsi nel  mondo senza una fissa dimora forse proprio perché la ricerca di quelle"parole", che completato il nome del gruppo, richiede inevitabilmente la volontà di liberarsi di ogni vincolo per viaggiare oltre se stessi. Abbandonare un luogo preciso per conquistare il mondo.

A cura di Claudio Volpe, seguitelo anche su Just Humanity

Cercate i Nomadi di Parole su Facebook e su Twitter #nomadiDIparole


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