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17 settembre 2013

I GOL DELLA NOTTE BIANCA DELLA POESIA


Che cos’è la poesia? Eccolo l’interrogativo del secolo, quello a cui trovare risposta pare essere la condizione imposta dal ricercatore del tesoro. Per alcuni la poesia salva la vita, per altri la mette a fuoco. Per altri ancora la poesia è il vivere quotidiano visto come il bambino che gioca col pallone o il cane che abbaia. In realtà la definizione di poesia non esiste. 

Nel periodo della letteratura morente c’è qualcuno che ancora crede e quindi riesce a spezzare il pane, dividerlo e offrirlo ai discepoli dell’arte. La seconda edizione della Notte Bianca della Poesia è stata questo. Un cocktail artistico che ha visto esibirsi poeti, poeti rap, poeti disgustisti ma anche ballerini di tango, attori, cantanti e coreografe rettili. Sette ore di spettacolo senza sosta. Sette ore di passaggi e tiri in porta. E gol. Sì, la seconda edizione della Notte bianca della Poesia ha fatto gol. E poco importa se al debutto dello scorso anno c’era qualche spettatore in più. Poco importa perché l’arte ha respirato lo stesso. 


Il fermento al Laghetto Granieri di Nettuno inizia nel tiepido primo pomeriggio settembrino. C’è da preparare una festa e pure le papere viaggianti sul pelo dell’acqua lo sanno. Ti accorgi della bellezza di quel che sarà quando vedi le facce di Cristiano Sabbatini e Silvia Lombardo della Bel-Ami Edizioni che organizza la manifestazione. Il nome sui manifesti è assegnato alla Casa Editrice romana che è idea e concretezza dell’evento. 

Ma il lavoro “sporco” è di quei due che stanno un po’ dietro le quinte a dirigere il progetto, un po’ a fare foto e ringraziare chi c’è stato. Sorridono le loro facce, sorridono dagli occhi e con la bocca perché sanno che stanno facendo qualcosa di buono. Il pubblico apprezza, ride, applaude fino alla fine che per molti è l’attimo del sonno, per altri la consapevolezza che arriva col riposo di aver riempito anima e cuore con qualcosa di bello. 


Sul palco si esibiscono in tanti, dal Circolo Letterario Bel-Ami all’ironia dei poeti disgustisti Re Tumo, Foso Losky, Er Medicus, Marco Caponera e Andrea Evangelisti (gli ultimi due unici con nomi normali). E poi ancora gli allievi ballerini della scuola Tangoroma.it, gli attori Maria Antonia Fama con il monologo Santa Sangre ispirato all’omonimo film del 1989 di Alejandro Jodorowsky e Maria Concetta Liotta, Luca Milesi e Gabriele Guarino della Compagnia Enter per un omaggio a Neruda, oltre che al Poetry Motion di Iago, Xeena e BBeet

Spazio anche alla musica con le band Il volo di Colin e Caoscalmo a presidiare le fasce del palco. Mi perdoneranno quelli che non ho citato. Mi perdoneranno perché discepoli dell’arte, buoni certamente nelle vesti scelte. 

L’appuntamento è per il prossimo anno. E guai a pensare il contrario perché, essendo dialetticamente maledetti italiani popolari, bisogna essere ligi alle volontà del due che non esiste senza il tre come i gol a zero con cui è arrivata la vittoria in questa bella notte in cui pure gli alberi hanno sintetizzato in versi. 

A cura di Daniele Campanari



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