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30 settembre 2013

Cocaina, illegalità e forze dell’ordine tra le pagine di Riccardi e Ferrara


“Quando sono arrivato davanti a questa struttura, leggendo la parola ‘Finanza’, ho smarrito la mia identità”. Dice più o meno così il Carabiniere Roberto Riccardi quando si presenta alla platea sistemata sulle sedie poste in ordine  nella grande sala del Palazzo Mussolini in pieno centro a Latina. 

“Indosso la giacca per dovere formale”, aggiunge Riccardi lo scrittore, stavolta. “Undercover. Niente è come sembra”: sono poco più delle 18.30 quando Gian Luca Campagna, direttore responsabile della kermesse letteraria noir, passa la parola al libro in scaletta e che ha bisogno di essere presentato. 

La trama (E/O edizioni) racconta la storia di Rocco e Nino, due personaggi che condividono la crescita nel carcere di Aspromonte. Poi si dividono, prendono strade diverse: agente undercover il primo, esponente di una ‘ndrina il secondo. Così nella narrazione interverranno un carico di cocaina diretto alle coste, un agente infiltrato scomparso e un’affascinante mercante d’arte colombiana. Basta così, per ora. Basta così perché gli indizi, i personaggi, gli oggetti, le sensazioni, le ambientazioni, i momenti si mescolano perfettamente nel crogiuolo della mappatura gialla. 

Riccardi non è alla prima pubblicazione letteraria: oltre ad essere giornalista per la rivista dell’arma di competenza, ha dato alle stampe diversi libri dall’ambientazione criminale e di investigazione ma anche di natura storica come gli scritti sulla Shoah, sia da solo che in cooperazione di penna di altri scrittori. Undercover. Niente è come sembra anticipa il romanzo in uscita nei prossimi giorni. 


Il cielo prima dell’alba (Pulp Edizioni) è il romanzo dello scrittore Marco Ferrara e presentato ieri pomeriggio durante la rassegna culturale noir Giallolatino. 

La trama del libro riporta le vicende di quattro uomini: un ragioniere col pallino della pittura, un giornalista trafitto dalla vita, un hacker psicotico affetto dalla sindrome di Ekbon ed un misterioso agente dei servizi segreti che ingaggeranno un’aspra lotta contro una poderosa rete imprenditoriale votata all’illegalità e alla commissione di reati ambientali che li porterà a non svelare una realtà allucinante, non tanto lontana da una verità sconvolgente. 

Ferrara, pontino d’origine, cita i “romanzi scritti bene” da Roberto Saviano e viene interrotto dallo scrittore, drammaturgo, giornalista, opinionista e disturbatore per l’occasione, presenza fissa negli ultimi anni del Giallolatino Andrea G. Pinketts seduto in quelle che per qualche secondo appaiono tribune da stadio. 

Niente di eccitante, comunque. Non è d’accordo, Pinketts, sulla positività della scrittura dello scrittore campano. Lo scambio di battute dura poco, giusto il tempo per essere incorporato e dato al servizio della cronaca. 

Ferrara rientra subito in gioco e racconta la nascita della sua seconda opera narrativa: “I personaggi hanno cominciato a vivere di vita propria e hanno scritto la storia. Sono stati loro a dettare i tempi, luoghi, accadimenti. Io li ho lasciati fare”. È così che nasce il romanzo. La serie di eventi prende il largo del mare, accoglie la natura costruttiva dell’uomo e quando trova le fondamenta innalza l’edificio. 

Lo scrittore, poi, argomenta la decisione che lo ha portato alla scelta del titolo per questo libro: “Il gelo prima dell’alba rappresenta la confusione prima della presa di coscienza, il peso della responsabilità prima della decisione, la capacità di cambiare la traiettoria del destino dando un senso alla propria esistenza. Poi appena scelto il titolo me ne sono innamorato. Non avrei potuto sceglierne uno più indicato per un romanzo scritto interamente di notte”. Ferrara, poliziotto di giorno e scrittore di notte, ha pubblicato diversi racconti raccolti in antologie di specie. Tra questi, con Pontino Agro ha vinto il premio speciale della giuria al concorso nazionale Giallolatino.

A cura di Daniele Campanari 


Undercover di Roberto Riccardi, Edizioni E/O, 219 pagg, 16 euro




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