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29 agosto 2013

IL RICHIAMO DELLE SPADE


Qualche mese fa mi sono innamorato di uno scrittore. Joe Abercrombie e il suo The Heroes mi avevano conquistato del tutto, convincendomi che effettivamente l'autore inglese potesse a pieno titolo essere considerato l'erede di George R.R. Martin.

Ma si trattava del resto di un solo libro e rischiavo di farmi prendere dall'entusiasmo. Sono quindi andato indietro di qualche anno e ho iniziato a leggere la trilogia da cui tutto ebbe inizio, in cui è nato il mondo di The First Law e con la quale, per così dire, Abercrombie ha affrontato il suo tirocinio nella letteratura fantasy. 

In Il Richiamo delle Spade c'è tutto quello che mi era piaciuto in The Heroes: azione e dialoghi ben costruiti, spessore psicologico, una certa crudezza e un realismo che ben si mescolano con l'elemento magico. Soprattutto, ci troviamo di fronte a personaggi che non possono non piacere agli amanti del genere: complessi e tormentati, messi spesso in difficoltà dalle vicissitudini del fato, ma capaci di uscire fuori dai guai grazie alla loro astuzia, alla loro forza e all'eroismo ben celato ma sempre presente. 

Su tutti spicca forse Sand dan Glokta, inquisitore storpio al servizio di sua maestà (in realtà più un agente dei servizi segreti), ex spadaccino imbattibile, adesso esperto di tortura invischiato in intrighi letali. O magari Logen Novedita, guerriero sopravvissuto alle guerre del Nord, con in serbo una sorpresa per tutti i lettori appassionati di giochi di ruolo o mitologia norrena (o tutte e due le cose... ma non dirò niente!). E poi tanti personaggi di contorno, alcuni appena accennati, che lasciano presagire grandi cose per quanto riguarda i prossimi capitoli della saga. 

Nonostante tutto ciò Il Richiamo delle Spade non raggiunge il livello di The Heroes, scritto a cinque anni di distanza, dopo aver fatto parecchia esperienza. Il romanzo risulta infatti acerbo, lo stile di scrittura non è ancora stato rodato. In alcuni passaggi si ha troppo l'impressione che l'autore sia “troppo presente”, che i personaggi siano mossi dall'alto più che da dinamiche interne alla storia, il tutto per far convergere i protagonisti tutti in una direzione e porre le basi per il seguito. Ad intervenire concretamente, prendendo il posto dello scrittore, è l'elemento magico, che da un certo punto in poi diventa predominante. Tutto per introdurre, dopo capitoli e capitoli di intrighi di palazzo e preparativi di guerra, il caro, vecchio (molto caro, ma anche molto vecchio) tema del viaggio e della “cerca”.

Ma questo era solo l'inizio. La casa editrice Gargoyle sta portando in Italia tutta la trilogia e proprio oggi arriva in libreria il secondo capitolo, Non prima che siano impiccati, che già solo con il titolo ci proietta nelle atmosfere cupe e crude del migliore Abercrombie. Non ci resta che aspettare... 

A cura di Giuseppe Recchia



  Il richiamo delle spade di Joe Abercrombie, Gargoyle, 679 pagg, 19 euro



1 commenti:

Anonimo ha detto...

Sono d'accordissimo, su tutto, l'unica nota negativa è il cartaceo(tipo bibbia, provare x credere).
Ma la versione e-book no?

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