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28 agosto 2013

FUMETTI E VODKA


Che io non sia un esperto di fumetti l'ho sempre detto, ma so alcune cose, o perlomeno credevo di saperle. Ad esempio ho sempre saputo che in Russia il fumetto non è un genere molto apprezzato, così sono rimasto abbastanza sorpreso quando all'inaugurazione  della nuova sede Tunuè mi sono imbattuto in Siberia, di  Nikolaj Maslov, che, come è confermato nella prefazione, è un raro esempio di eccezione alla regola.

Nella Siberia degli anni Settanta, un giovane trascina la sua esistenza passando da un lavoro all'altro, come i suoi fratelli, i suoi amici ed i suoi compaesani, seppur coltivando delle velleità artistiche. La realtà tuttavia è cupa, frustrante e non concede alcuna aspettativa al protagonista che intorno a sé vede solo uomini disincantati che colmano i loro vuoti con l'alcol. 

Questo fumetto autobiografico ripercorre alcuni episodi salienti della vita dell'autore per descrivere il disagio della società russa che faticava ad adattarsi al regime comunista ed era schiacciata dal peso della dittatura. Tutta l'opera è incentrata sul bisogno, non su uno o più bisogni, ma sul bisogno stesso: sia bisogno di mangiare, bisogno di un motivo, bisogno di una speranza o di qualcosa di non definito che non c'è e che niente lascia sperare di trovare.

Il disegno è in gran parte fatto di istantanee della Russia a carboncino: l'autore ci tiene a rappresentare i luoghi della sua gioventù, in particolare quella Siberia che a noi occidentali rievoca oscuri sentimenti, mentre agli occhi di Maslov appare bella come pochi altri luoghi al mondo.

Un bel modo di raccontare la tristezza di una vita senza scopo e frustrata dalla miseria mascherata da ricchezza.

A cura di Diego Rosato


Siberia di Nikolaj Maslov, Alet, 208 pagg, 15,00 euro


Voto 8/10





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