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23 luglio 2013

UN SURREALE PANDEMONIO


In un improbabile condominio squallido, in un mondo squallido, dove tutto sembra surreale, un personaggio con la faccia piatta come lo stabile in cui vive affronta gli acciacchi dei suoi trentaquattro anni, immerso nei rumori e negli odori causati dai suoi strambi vicini. Nella sua indolenza, tenta di evitare che le sue tre fidanzate scoprano l'esistenza delle rivali ed intanto immagina storie sul conto di una quantomai variegata selva di personaggi (reali e inventati) che si aggirano nel suo palazzo.

Scritto nel 2006, il volume è un susseguirsi di tavole surreali ed oniriche, piene di disincanto, di decadenza, di indolenza e disillusione, soprattutto verso la società e la religione. La piccolezza umana, la tristezza dell'esistenza e l'ineluttabilità del destino sono i veri protagonisti di un'opera che è un susseguirsi di sorrisi amari.

Come dichiara Morozzi nella postfazione, losceneggiatore si è limitato a buttare giù un canovaccio (riportato in appendice al volume), in base al quale Squaz ha realizzato i disegni, rigorosamente in bianco e nero, anzi più nero che bianco... come più nera che bianca è l'anima del protagonista e dei suoi vicini.

Decisamente non adatto a minori, deboli di stomaco e depressi.

A cura di Diego Rosato


Pandemonio di Gianluca Morozzi, Squaz, Fernandel,158 pagg, 12 euro


Voto 7,5/10