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17 luglio 2013

MARCEL SCHWOB E I SUOI LIBRI


Di Schwob e del suo viaggio a Samoa vi ho già parlato, anticipandovi anche il personaggio che è stato, dotto, colto e curioso, viaggiatore immaginario, storico e studioso. Marcel inventa un nuovo tipo di narrativa d'avventura, surreale, onirica, filologica e filosofica che  sprofonda nelle profondità della conoscenza e della storia umana. A lui fecero omaggio Jarry e Valery dedicandogli le loro prime opere e Oscar Wilde dedicandogli The Sphinx.



Vite immaginarie di Marcel Schwob, Adelphi, 206 pagg, 12 euro

Schwob da il meglio di sé nelle Vite Immaginarie, vi basta sapere che il poeta Albert Samain commentò l'opera così:

"E' haschisch...  dà fuoco all'immaginazione", ed è davvero con questo insieme di racconti-biografia che si bruciano velocemente come il fuoco di un fiammifero che l'autore raggiunge l'apoteosi di questo suo particolarissimo stile.

Le Vite Immaginarie pubblicate nel 1896, sono ventitré percorsi di vita, rapide e struggenti biografie di uomini e donne ignoti, che incontrano personaggi illustrissimi da Dante ad Alessandro Magno ma persone delle quali nessun biografo ha mai pensato di raccontare. Storie di vita vissuta che scorrendo creano un fiume di aneddoti e di ignoti destini e che tracciano lo scorrere del tempo, dalla Magna Grecia e dalle prime culture del Mediterraneo, un luogo caldo, struggente e passionale fino al Medioevo Italiano e Francese alle Piccole Antille ed ai loro pirati.

I protagonisti sono uomini liberi e schiavi, poeti (fra cui Cecco Angiolieri), prostitute, merlettaie, folli, assassini, eretici e pirati. La biografia è scienza dell'infimo particolare, il suo occhio coglie gesti e momenti che rendono uniche le vite, eppure è un realismo surreale e perciò appunto impotente.



Il libro di Monelle di Marcel Schwob, SE, 106 pagg, 19 euro

Sempre di Marcel Schwob vi consiglio anche Il Re dalla maschera d'Oro e la storia di Monelle, il primo è un insieme di racconti romantici, macabri e tragici al tempo stesso, cupi e dalle atmosfere tetre e quasi infernali mentre il secondo è la storia di Monelle, colei che è sola, la prostituta bambina che con il proprio affetto guarisce colui che incontra senza volere nulla in cambio: la Donna portatrice del vero sapere- la stupidità è tutta maschile. E probabilmente i suoi tratti sono quelli della piccola operaia malata di tisi che Schwob incontrò una notte tornando a casa e che sposò pochi giorni dopo per assisterla fino alla morte.

A cura di Nicoletta Tul, visitate la sua Finestra sul té

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1 commenti:

Anonimo ha detto...

Hai ragione la raccolta "Il Re dalla maschera d'oro" di Schwob è veramente notevole,ma purtroppo l'edizione italiana(ad opera prima di Moizzi,poi della SugarCo) è solo parziale,infatti comprende solo una parte dei racconti presenti nell'originale francese,ed inoltre ha al suo interno alcuni racconti della prima raccolta"Cuore doppio"(anche questa splendida,ed edita interamente dalle edizioni Kami)."Il Libro di Monelle"è molto carino,ma un pò inferiore alle due raccolte di cui sopra,anche perchè si attenua lo spirito fantastico e favolistico presente in queste sue prime due opere.

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