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18 luglio 2013

Ma in Romagna i giovani mangiano pane e poesia?


In tre giorni 85 poeti s’incontreranno. Tra questi 62 giovanissimi. E a spaccare in due il pelo addirittura 34 nati negli Anni Ottanta e 28 non più di 20 anni fa. Numeri incredibili, mai visti (e sentiti) in Italia in un Festival di Poesia Contemporanea. Sono le cifre di Parco Poesia che quest’anno dal 19 al 21 Luglio spegne la sua decima candelina in quel di Castel Sismondo a Rimini. 

L’idea arriva da Isabella Leardini, altrettanto giovane autrice tra le più apprezzate nel panorama nazionale. E che ha avuto anche un altro coraggio: farsi ospitare su Glamour come curatrice di un blog esclusivamente dedicato alla poesia e ai giovani. Roba da cooltori del genere.

Io vado a capo.

No, non era solo in senso letterale. Cioè questo è il titolo di questa edizione di Parco Poesia. Ed è la prima cosa cui uno pensa quando si parla di poeti: quelli che scrivono andando a capo. Esattamente, a capo delle cose, al loro gheriglio. Poi è inevitabile che in una siffatta Festa (Festival è quasi riduttivo, troppo istituzionale) nascano amicizie, amori, odi e odii, dialoghi che rigenerano la poesia. La poesia dà vita a nuova poesia. Qualcuno si chiederà: ma poeti già a vent’anni? «Di poeti non ce ne sono tanti nel mondo, ne nascono tre o quattro in un secolo». Così Moravia ai funerali di Pasolini. Epperò bisognerà pure fare una semina, tracciare un solco, berci sopra la notte dopo un reading per fare davvero i poeti. Provarci. Andare nelle scuole, far leggere davanti a un grosso pubblico una scelta di liceali che si sono avvicinati alla poesia.

Ecco, a proposito di semine, mi sono sempre chiesto che cosa dessero da mangiare per colazione in Emilia Romagna. Vivo in provincia, nel Lazio, ma questo fermento poetico non si avverte così forte. Tra provetti scrittori di versi ci dobbiamo messaggiare nelle chat, incontraci di nascosto in qualche malconcio bar di periferia, chiudere i quaderni se si avvicinano le madri con l’aspirapolvere. Ogni volta che invece torno in Romagna trovo schiere di poeti, poetesse, amici sicuri di in che verso andare. Profonda invidia per una terra che, tra i tantissimi, ha dato ultimamente addio a Tonino Guerra, uno che si accorgeva che «parliamo in modo diverso se piove o se ci batte il sole sulla lingua».

Le sorprese mi pare che non mancheranno. A partire dal Premio Rimini che sarà presentato in anteprima assoluta domenica 21 Luglio alle 11 e anch’esso interamente dedicato alle nuove generazioni di poeti. Inutile specificare che Facebook e Twitter sono all’ordine del giorno per Parco Poesia? Forse no. Hashtag a fiumi e manine poetanti, come nel film Amarcord di Fellini. Scriveteci sopra i vostri versi preferiti e fotografatele, infine postatele. Ma poi i poeti vanno scoperti dal vivo. Proprio nel senso che bisognerà togliergli di dosso veli e coperte: godano al freddo della poesia che riscalda.

Stasera, invece, torna il poetry slam alle 21.30. La gara in versi, in collaborazione con Reader’s Bench è stata un successo al suo esordio. Per iscriversi basta inviare un messaggio su Facebook a Simone di Biasio e Daniele Campanari, organizzatori e conduttori dello slam, oppure una mail a: beltempo.casadellearti@gmail.com. Stasera si avranno 5 minuti a disposizione (non un secondo di più, pena una sottrazione finale dei punti) per conquistare pubblico e giuria ed aggiudicarsi una intervista in esclusiva con pubblicazione dell’opera vincitrice sul la panchina.

A cura di Simone di Biasio




2 commenti:

Claudia Peduzzi ha detto...

cooltori è un refuso o un neologismo? Se è un neologismo andrebbe tra virgolette, se è un refuso ... è il più simpatico che mi sia mia capitato :-)

Simone di Biasio ha detto...

Neologismo, abbiamo dimenticato il corsivo o le virgolette! Un'hapax... :D

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