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4 luglio 2013

Intrigo ed avventura con “Puzzle di tre”

Zandonai é una casa editrice che "importa" nel nostro paese autori di origine balcanica
Sul sito della casa editrice Zandonai si può leggere nella pagina dedicata al profilo di Gian Conti:è nato a Torino quando stava per scoppiare la seconda guerra mondiale. Era un genio. A quattro anni ha fatto la prima elementare ed è stato promosso. Ha fatto la seconda elementare ed è stato promosso. A sei anni, finita la guerra, avrebbe dovuto frequentare la terza, ma gli hanno fatto ripetere la seconda. Si ritrova dunque con due pagelle con scritto “promosso in terza elementare”. Da quel momento è tornato normale.”

Ottime premessi direi per iniziare la lettura di Puzzle di tre, primo libro di Gian Conti che leggo, ma anche primo libro della casa editrice Zandonai che acquisto, il cui stand al Salone del libro di Torino dello scorso maggio ha avuto la mia attenzione scoprendo un catalogo composto prevalentemente da autori di area balcanica con l'intento di dare voce ad autori e a storie ancora poco conosciute nel panorama dell'editoria italiana.

L'ambientazione di Puzzle di tre è abbastanza complessa, più vicende e personaggi procedono paralleli nel tentativo di risolvere uno stesso enigma che, a loro insaputa, li accomuna, fino a quando gli indizi e le prove di ciascuno si intersecano con quelli degli altri e la narrazione subisce una conseguente svolta. 

All'inizio ci si trova davanti ad un giallo avventuroso, tre nuclei narrativi separati, seguendo tracce e strade diverse, sono alla ricerca di un oggetto arcano e magico del quale è ignota la sua origine e funzione. Si capisce allora che l'oscuro oggetto è in realtà composto da tre parti, l'unione delle quali potrebbe generare forze sconosciute e scientificamente inspiegabili, spostando così l'attenzione dalla pericolosa ricerca dell'oggetto al mistero esoterico che l'oggetto stesso custodisce in sé.

Le tre parti del puzzle sono ormai ricomposte, ma l'angosciosa domanda sul cosa farne è il passo successivo che muove l'ultima parte del libro, dove il dio denaro fa la sua comparsa a scuotere l'etica e la morale di tutti i personaggi per arrivare ad una conclusione che in realtà lascia decisamente la porta aperta.

Ho apprezzato la scorrevolezza del testo, le otre 400 pagine sono molto fluide ed il susseguirsi di tante vicende l'una dentro l'altra non appesantiscono la lettura perchè ben strutturare nel contesto e lineari nel loro svolgersi. E' anche vero che in alcuni punti, soprattutto durante la prima parte del romanzo, la linearità della descrizione fa perdere un po' di tensione narrativa, trattandosi anche di una ricerca avventurosa dove l'elemento suspance ha la sua importanza più che in altri generi. 

Nel complesso comunque piacevole da leggere, anche per chi non è amante del genere.

A cura di Cristina Monteleone


Puzzle di tre  di Gian Conti, ed. Zandonai, 436 pagg, 15 euro







1 commenti:

Claudia Peduzzi ha detto...

Ho l'impressione di averlo già letto ... ma non a firma dello stesso autore ... certo ognuno è libero di raccontare una storia a modo suo ;-)

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