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22 luglio 2013

DI NUOVO IN CERCA DI RELIQUIE



Ho già avuto modo di parlarvi di Ignazio da Toledo, il cercatore di reliquie inventato da Marcello Simoni e di come l'ho conosciuto. Tempo fa vi ho anche avvisato che presto vi avrei parlato di un nuovo libro dello scrittore di Comacchio, un libro che non prosegue il filone iniziato da “Il mercante di libri maledetti”. Beh, ora che ho appena finito di leggere “L'isola dei monaci senza nome” è tempo di mantenere la promessa.

Nel Luglio del 1544 la flotta del corsaro turco Barbarossa cinge d'assedio l'isola d'Elba, dove risiede il figlio di uno dei suoi luogotenenti, figlio avuto da una schiava poi liberata. Tanta apparente generosità è in realtà brama di conoscere il segreto che il padre del ragazzo custodisce, il segreto che riguarda una preziosa reliquia che potrebbe gettare nel caos l'alleanza dell'Impero cristiano e dissolvere le resistenze europee all'avanzata ottomana. Proprio per questo, una misteriosa setta cerca di distruggere tale reliquia, nascosta dietro l'enigmatico nome di Rex Deus. 

Lo schema di questo libro è ormai un classico di Simoni: un antico prezioso oggetto (un libro, una reliquia, ecc) perduto o nascosto, tracce e testimoni sparsi qua e là che, riuniti, possono svelare il nascondiglio dell'oggetto in questione, un ignaro malcapitato che si ritrova suo malgrado a dover risolvere l'enigma per salvare la pelle (sua e/o di chi gli sta molto a cuore) ed una buona mescolanza di arguzia e fortuna per portare a termine la missione, non senza prezzi da pagare e grandi tribolazioni.

Ciò che differisce fortemente dagli altri romanzi dello stesso autore e l'ambientazione marinaresca: Simoni aveva dichiarato che questo romanzo è il suo omaggio al mare ed il mare ne è effettivamente grande protagonista. Nel rievocare le scorribande del Barbarossa nel Tirreno, l'autore non manca mai di impregnare il racconto di salsedine, mista al sangue versato per la ferocia dei pirati e dei loro nemici, accomunati solo dall'odio e da quello stesso mare capace di scatenarsi ed annientarli da un momento all'altro.

Lo stile è come sempre incalzante, ma non scevro di minuziose descrizioni dei luoghi e soprattutto delle navi. Non mancano enigmi da risolvere ed indizi da seguire, a formare il consueto thriller di ambientazione storica, ricco di personaggi realmente esistiti (la maggior parte) di cui l'autore non dimentica di accennare le vicende nelle note finali.

Un'altra gradevole lettura, che lascia una finestra aperta per nuove avventure del suo protagonista.

A cura di Diego Rosato


L'isola dei monaci senza nome (eNewton Narrativa) di Marcello Simoni, Newton Compton, 336 pagg, 9,90 euro (4,99 in ebook)


Voto 8,5/10





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