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4 luglio 2013

ALLA SCOPERTA DI JACK VANCE


Lo scorso 26 maggio si è spento John Holbrook Vance, meglio noto come Jack Vance... oppure come Hellery Queen, Alan Wade, Peter Held... e anche con qualche altro nome che non mi viene subito in mente (in realtà nemmeno questi mi venivano in mente e ho dovuto googlare alla grande). 

Il nome Jack Vance basta e avanza per capire di chi sto parlando: uno dei maggiori e più prolifici autori di fantasy e fantascienza del secolo scorso, da alcuni critici considerato capace di andare oltre i limiti dei due generi e di approdare a pieno titolo nel mainstream, nella letteratura “degna” di riconoscimenti. 

Non è questo il luogo e il momento per parlare di letteratura mainstream e letteratura di genere, o della presunta e inattaccabile superiorità della prima rispetto alla seconda; né tanto meno voglio criticare Vance per aver sempre rifiutato la definizione di “scrittore di fantascienza” o per alcune sue idee che forse erano al passo coi tempi ma che oggi farebbero inorridire. 

Qui si parla del Vance capace di scrivere più di sessanta romanzi, ognuno con una sua ben precisa morale, evocando e creando dal nulla mondi alieni e tuttavia molto umani allo stesso tempo; intrisi di satira sociale e umorismo, oltre che di una personale visione del mondo che traspare nei personaggi e nelle ambientazioni stesse. Un autore che in pratica ha contribuito a creare un genere, dimostrando quanto bene si presti il fantastico a veicolare messaggi e contenuti profondi. 


Dall'11 luglio saranno in libreria, a disposizione di chi ancora non conosce Jack Vance, le sue opere forse più famose. La Fanucci Editore ripropone in edizione economica (tutti i titoli saranno venduti a 9,90 euro) i quattro volumi del ciclo de La Terra Morente (La terra morente, Le avventure di Cugel l'Astuto, La saga di Cugel e Rhialto il Meraviglioso), due collezioni di racconti e due romanzi ambientati in un’era futura in cui il sole è ormai una debole fiaccola e la Terra gli rotola attorno, stanca e popolata da un’umanità violenta che si trascina sullo sfondo di città decadenti visitate di tanto in tanto da stregoni, demoni, avventurieri e altre figure fantastiche. 

Quattro classici che non dovrebbero mancare nelle collezioni dei veri appassionati del genere. Che aspettate a rimediare?

A cura di Giuseppe Recchia







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