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11 giugno 2013

SCRIVERE CI FA STARE BENE


Sfatiamo subito un mito che poco ha a che fare con le Sirene di Ulisse: scrivere è un mestiere. E che se ne vadano al diavolo quelli che pensano che la scrittura sia un passatempo. 


Per carità del Creato, la scrittura c’ha pure il diritto di essere paragonata al taglia e cuci o al pallone del bambino. Ma non bisogna mai pretendere di superare la soglia senza pensare di non rimanere scottati. 

Lo spunto me lo ha dato l’ultimo libro che ho letto in ordine di apparizione sulla mia scrivania marrone strapiena: “Scrivere per stare meglio” di Louise De Salvo. Già il titolo ci invita a una riflessione. 

SCRIVEREPERSTAREMEGLIO – scusate il tuttaunaparola in maiuscolo ma ci tengo particolarmente – ossia scrivere ci fare stare bene. Ma non pensiate che sia un sostitutivo alle tradizionali cure mediche. Piuttosto, vogliamo “scrivere per stare meglio” perché prendere un pezzo del puzzle della nostra vita e raccontarlo in ogni minimo dettaglio può guarirci da ansie, paure e ricordi maleodoranti. 

La De Salvo, americana d’origine italiana, docente di scrittura creativa all’Hunter College, narra alcune delle vicende dialogiche rilevate con i corsisti che negli ha frequentato. Molti di questi, rammenta, si presentano al cospetto della scrittura con serie problematiche familiari o fisiche personali. Come superare certi fatti della vita? Con la scrittura. La scrittura aiuta a scrivere. E se scrivere può liberarci da ogni male è bene approfittare di questa centenaria scoperta.  

Molti scrittori, diventati famosi grazie alla grandezza espressa dalle proprie opere, soffrivano per diverse cose. Dalla depressione alla morte, dalla statura fisica all’amore non corrisposto. Ed eccoli che nascono i capolavori. 

Sempre per la stessa carità espressa alla seconda riga, non voglio dire che per saper scrivere bisogna soffrire. Ma certamente può aiutare. 

Quella della scrittura, fortuna Iddio, è un’arte che può essere imparata attraverso la lettura, lo studio e la scrittura stessa. Anche se scrittori non ci si improvvisa dall’oggi al domani. Eppure, mi sento di benedire con coraggio il milione e oltre di individui che ogni giorno racconta il proprio stato attraverso Facebook o Twitter con parole seppur sconnesse e con virgole siamesi al getto. Dice: “Siamo tutti poeti dell’amore”. Non è proprio così. Come detto, scrivere è un mestiere. 

E allora, che siate avvocati divorzisti o idraulici dal tubo facile, scrivete per stare meglio (pur continuando a fare il vostro mestiere). Ogni pezzo della vostra anima sarà nostra. Così tutti saremo il Robert Langdon di Dan Brown o il Pereira di Antonio Tabucchi. Solo per qualche ora, si intende.      

A cura di Daniele Campanari



Scrivere per stare meglio di Louise DeSalvo, Audino, 160 pagg, 18 euro




1 commenti:

Anonimo ha detto...

Certo che è un mestiere!
Stai seduto per ore a riflettere, a supporre, a creare, a tagliare, a piangere o sorridere.
Cerchi anche di avere una telecinesi con il futuro lettore.
Scrivere non è uno scherzo, bisogna pensarci, trovare il gusto nelle parole, il ritmo, tenere equilibrata la trama, essere comprensibili. Non è una cosa facile. Se fosse facile, ok, non sarebbe un mestiere.
Ma la sera mi ritrovo gli occhi stanchi, il sedere quadrato, e il dito mignolino andato in cancrena per un gelone passeggero! Dite che non sia un lavoro? Allora non state scrivendo davvero.

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