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21 giugno 2013

IL LABIRINTO SEPOLTO DI BABELE – Francisco J. De Lys


Più che in un labirinto De Lys cade in un ginepraio da cui fa fatica a tirarsi fuori, e noi con lui.

Il romanzo parte più che bene. La vita dell'architetto Gabriel Grieg viene stravolta dalla comparsa di una donna misteriosa, che non solo sembra conoscere particolari della sua infanzia, ma è addirittura in possesso di alcuni oggetti legati alla casa del suo defunto padrino. La curiosità spinge l'uomo a seguirla nella ricerca di una misteriosa Chartam, dal cui ritrovamento sembra dipendere addirittura la sua stessa vita.

La ricerca ci conduce attraverso le strade e i monumenti di Barcellona, secondo uno schema che ricalca Angeli e Demoni e in generale il filone Dan Brown. Bisogna ammettere che la città è descritta magistralmente e De Lys meriterebbe un contributo da parte dell'ente locale del turismo, perchè non solo invoglia a visitare Barcellona, ma nell'occasione il libro, con le sue dettagliate descrizioni, potrebbe servire come insolita ed originale guida turistica.

La trama continua nell'incertezza se proseguire nell'analisi del simbolismo religio-massonico o se virare verso l'horror gotico. Saltellando tra un genere e l'altro senza mai arrivare ad un punto di svolta, si viene presi un po' per stanchezza e si auspica un finale, qualunque esso sia.  

Nel complesso il libro è più interessante e intrigante per ciò che non dice. Per convincere Grieg a seguirla la ragazza specifica che, pur essendo coinvolto il Vaticano, non si tratta della solita ricerca legata al Sacro Graal, Rosa Croce, cavalieri templari e simili.

La promessa viene mantenuta e l'ipotesi di una simbologia, che coinvolge sia il mondo dell'arte che quello delle lettere, finalizzata a mantenere il potere spirituale nelle mani di poche potenti famiglie è alquanto attendibile. 

Le vicende narrate non sono collocate esattamente nel tempo, ma il riferimento ad un papa “al di fuori dello schema” ormai in fin di vita e il coinvolgimento di un cardinale tedesco mi ha fatto pensare al momento della successione di papa Wojtyla. 

L'autore inoltre sembra un gran conoscitore dell'Italia e dei suoi rapporti con il Vaticano e l'accenno alla sparizione di una ragazza - che coinvolge la Compagnia di Gesù teorizzando l'esistenza di un ramo femminile segreto in contrasto con le disposizioni del fondatore Ignazio di Loyola - mi ha ricordato in qualche modo la sparizione di Emanuela Orlandi

Nessuno di questi aspetti viene approfondito e il finale lascia irrisolti diversi interrogativi. Dubito che il motivo possa essere scriverne il seguito visto che ha già avuto a disposizione ben 500 pagine. 


Una buona occasione mancata che vale al romanzo uno stiracchiatissimo 6. 

A cura di Claudia Peduzzi



Il labirinto sepolto di Babele di Francisco J. De Lys, Newton Compton, 480 pagg, 9,90 euro, 5,90 euro in formato e-book

Voto 6/10







2 commenti:

Isabel Giustiniani ha detto...

Peccato, sembrava interessante. Immagino che i riferimenti a Babele siano del tutto simbolici e disattesi.

Claudia Peduzzi ha detto...

Il riferimento è al quadro di Duerer La Torre di Babele. Era un ottimo spunto, tra l'altro il quadro l'avevo appena visto al Museo di Vienna e l'avevo molto ben presente. Purtroppo non è riuscito a trattarlo in modo convincente.

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