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12 giugno 2013

FOR ALL THE TEA IN CHINA, LA STORIA DELLO 007 CHE RUBO' IL TE'


Siamo nel 1840 e la compagnia delle Indie Orientali ha ormai il Mondo in scacco, gestendo il mercato dell'oppio, del tè e fungendo da forza colonizzatrice per l'Impero Britannico.

Ma fra le grandi risorse dell'Oriente che la Gran Bretagna vuole sfruttare ci sono però anche le piante, ricchezze apparentemente difficili da sfruttare ma che da secoli affascinano ed intrigano gli Europei.

Le piante della Cina, paese di botanici e giardinieri, sono fra le più pregiate e desiderate, potrebbero far incassare moltissimo denaro alla Corona, dalle piante ornamentali e quelle medicinali. 

Ma i cinesi non sono di certo sciocchi, conoscono bene il valore delle loro piante e non sono disposti a condividerle con gli Inglesi. 

E allora che fare? Beh in questo caso entra in azione il "plant hunter", ossia il cacciatore di piante Robert Fortune. Fra gli amanti del tè questo nome non sarà nuovo. 

Fortune era un botanico e giardiniere scozzese di umili origini che riesce a diventare direttore del giardino botanico di Edimburgo e da lì viene scelto come spia da mandare in Cina in incognito a rubare il maggior numero di piante possibili. La sua prima spedizione che lo renderà famoso, dura tre anni, un periodo di pellegrinaggi che lo porteranno a scalare le mure di giardini imperiali dove troverà le famose pesche dell'Imperatore, ad inoltrarsi nelle risaie e nelle foreste delle montagne, ed a portare in patria una miriade di piante diventate poi simbolo della campagna inglese e soprattutto l'agrume che porterà il suo nome, il Kumquat o agrume di Fortune.


Ma dopo questo successo la Società Botanica Reale gli propone una spedizione speciale alla quale non può assolutamente dire di no: partire per le regioni più remote della Cina, questa volta travestito da mandarino con due guide-spie cinesi, a rubare la piantina del tè. 

Ricordiamoci che all'epoca era vietato per gli stranieri addentrarsi in territorio cinese, pena la morte. E così per la prima volta dai tempi di Marco Polo, uno straniero rischia la vita per rapire dei germogli di Camellia Sinensis. 

Robert Fortune ci riesce, e riporta nella regione Himalayana dell'India le piante sane e salve, nascono così i magnifici giardini del tè del Darjeeling e grazie a questo agente speciale amante delle piante gli Inglesi diventano produttori e consumatori del loro stesso tè senza dovere più comperarlo dai Cinesi in cambio di lingotti d'argento. Il tè cinese trapiantato nelle fertili montagne del Darjeeling da vita ad un prodotto unico al mondo, che diventa uno dei tè più pregiati e richiesti, dal caratteristico sapore moscato e di mandorla.

La storia di Fortune è narrata mirabilmente da Sarah Rose, che trasforma il diario del botanico in un romanzo avvincente e ricco di dettagli storici avvincenti e dalle mille sfaccettature.


La lettura ideale in compagnia proprio di quel tè che nacque dal coraggio di Fortune, un tè nero del Darjeeling proveniente da uno dei giardini più antichi, quello di Margaret's Hope.

A cura di Nicoletta Tul, seguitela dalla sua Finestra sul Té


For All the Tea in China, Sarah Rose, Penguin Book, 252 pagg, 20,95 euro

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