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14 giugno 2013

DRAGONERO: LA NUOVA SERIE FANTASY TARGATA BONELLI

Dragonero è una serie a fumetti di genere fantasy pubblicata dalla Sergio Bonelli Editore a partire da giugno 2013, che trae origine dall'omonimo volume della collana Romanzi a fumetti Bonelli uscito nel 2007.
La Bonelli gioca la carta fantasy e la cosa merita attenzione. Quando nel 2007 uscì il primo numero della collana Romanzi a fumetti Bonelli, qualcosa cominciò a muoversi. Si trattava di Dragonero, scritto da Luca Enoch Stefano Vietti e disegnato da Giuseppe Matteoni: trecento pagine che introducevano al mondo di Ian Aranill e dei suoi compagni di avventura in giro per l'impero di Erondar. 

A sei anni di distanza gli autori sono tornati al lavoro e hanno dato vita ad una serie mensile che va ad affiancare in edicola i fratelli maggiori Tex, Dylan Dog e Martin Mystere.

Dragonero ci viene presentato come un esperimento, un modo per offrire al vasto pubblico dei fedelissimi della casa editrice un genere in forte ascesa. Proprio questo potrebbe essere uno dei difetti della saga: troppo “semplice”, in alcuni punti veramente banale, come se gli autori parlassero continuamente a lettori che non sanno cosa stanno leggendo. 

In un periodo in cui il fantasy, dopo l'iniziale affermazione, sta mutando ormai in forme nuove, offrire il classico scenario con il ranger, il barbaro orco e l'elfa ecologista potrebbe far storcere il naso a qualcuno. 

Sono però partito da un difetto per togliermi il sassolino dalla scarpa. In realtà i pregi sono molti. 

L'ambientazione prende evidentemente spunto da un certo fantasy “non anglosassone”, un sottogenere, meno osannato ma molto amato dai veri appassionati, che negli anni '70-'80 provò a discostarsi da Tolkien e che ebbe i suoi esponenti anche in Italia. 

Eccoci davanti quindi ad un Impero che ricorda un po' Roma antica, a legioni e scout imperiali, ad un grande vallo che divide la civiltà dai “barbari”. Ma questo solo alla base: abbiamo un pizzico di tecnologia a ravvivare le cose, alcuni scenari mozzafiato e vasti paesaggi alieni che lasciano spiazzati per l'alto contenuto fantastico. 

C'è tanto Howard (per i non addetti ai lavori: il “papà” di Conan il barbaro...) e parecchio Dungeons & Dragons, ma anche una sana aggiunta di elementi che ricordano i Miti di Cthulhu e che rendono il tutto più estraniante, più “misterioso”. 

E poi c'è di buono che siamo solo all'inizio. Di tempo per migliorare e smussare gli angoli ce n'è tanto. Spero vivamente che il difetto di cui ho parlato sopra sia proprio solo del romanzo e dei primi numeri “introduttivi” e che con il tempo gli autori e l'editore capiscano che c'è poco da sperimentare. 

Il fantasy in Italia esiste dagli anni '60 e ha già spaziato parecchio, toccando Tolkien e Antica Roma, miti nordici e cultura mediterranea. I nuovi lettori, quelli abituati all'ultima, per lo più disastrosa, generazione di autori, avranno finalmente modo con Dragonero di provare qualcosa di meglio. Quelli con qualche esperienza in più si aspettano molto altro. Staremo a vedere.


Io voglio scoprire come evolve la cosa. Se interessa anche a voi fate un salto in edicola, ci trovate già il primo numero. Dovrebbe stare lì, incastrato tra un Tex e un Dylan Dog...   

Per quanto riguarda il progetto editoriale devo aggiungere che si arricchisce di un blog , una sorta di diario del protagonista, e di una pagina Facebook che vale la pena visitare.

A cura di Giuseppe Recchia


La cover del numero 1








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