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15 giugno 2013

Carlotto vs Lucarelli: sfida tra men in black


Non sono un appassionato di libri noir. Non che mi diano fastidio, ma, se devo scegliere un genere letterario, noir, gialli e thriller arrivano sempre dopo diversi altri. Eppure ne ho letto qualcuno (date un'occhiata a pagina 88). Perché? Perché quando un libro è scritto bene, il genere passa in secondo piano.

Ho già avuto occasione di scrivere altre volte, infatti, di due autori che, pur dedicandosi quasi esclusivamente ai suddetti generi, non posso fare a meno di leggere, due di quegli scrittori che fanno bene ai lettori (ed anche ai loro editori, viste le copie vendute): sto parlando di Carlo Lucarelli e Massimo Carlotto.

E se del primo ho amato L'ottava vibrazione, del secondo non posso non consigliare Respiro corto (ma, se fate una ricerca sul nostro sito, troverete molti altri loro libri recensiti). 

Il motivo per cui ho iniziato questo articolo (a momenti me ne dimenticavo, perso nei dolci ricordi di gradevoli letture passate) è che entrambi questi “men in black” sono da poco tornati in libreria con le loro ultime fatiche... e ci sono molto più analogie tra queste due uscite di quanto pensiate. Sorvolando su caratteristiche degli autori come look, sul genere lettario, su affinità stilistiche come l'abilità di integrare perfettamente le loro opere nel territorio in cui sono ambientate, è proprio tra questi due volumi che è possibile riscontrare delle analogie.

Innanzitutto entrambi sono capitoli successivi di saghe già iniziate. Lucarelli infatti ci offre un nuovo episodio delle avventure di Grazia Negro, ispettrice suo malgrado specializzata in serial killer, questa volta alle prese con un giustiziere, mentre Carlotto prosegue la saga delle vendicatrici e, dopo la siberiana Ksenia, ci presenta Eva, una donna in lotta con il suo uomo (sbagliato) e la di lui amante, per giunta malavitosa.

Il secondo punto di contatto tra i due romanzi è la forte presenza femminile: come potrebbe non essere così, dato che le due protagoniste sono donne? Stavo per scrivere “del gentil sesso”, ma non mi pare proprio il caso.

Ci sarebbe anche l'editore, Einaudi, a voler essere pignoli...

Sì, vabbè, ma come sono questi libri? A questa domanda ho due possibili risposte:
  1. Non lo so! Sono appena usciti e non ho ancora avuto modo di leggerli. A dire il vero, sto lavorando sullo numero estivo di Reader's Bench Magazine ed ho ancora talmente tanti libri da smaltire comprati a Torino (sì, anche di Carlotto e Lucarelli), che non credo li leggerò molto presto.

  2. Sono libri di Carlotto e Lucarelli, quindi sono, nella peggiore delle ipotesi, belli.

Io sono più propenso alla seconda opzione e voi? 

A cura di Diego


Il sogno di volare di Carlo Lucarelli, Einaudi, 280 pagg, 18,00 euro


Eva – Le vendicatrici di Massimo Carlotto e Marco Videtta, Einaudi, 192 pagg, 15,00 euro (9,99 in ebook)






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