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6 maggio 2013

MENTRE VADO VIA DI ARIBERTO TERRAGNI


Mentre vado via é il secondo romanzo di Ariberto Terragni
La filologia è una passione che ho ereditato da mia mamma e il nome Ariberto è talmente insolito che ho dovuto cercarne l'etimologia. Di origine longobarda deriva da Hariberacht (uomo ardito, d'esercito) e identifica una persona molto idealista, che non accetta il mondo così com'è e per questo soffre.


Dopo aver letto Mentre vado via mi chiedo se non sia uno pseudonimo scelto ad hoc, in caso contrario mai genitori furono più profetici. Non credo invece sia stata in alcun modo casuale la scelta del nome per la cittadina che fa da sfondo alla vicenda: Tara

Nella mia fantasia l'ho identificata con Monza, ma sono sicura che, se Ariberto ha scelto un nome che non corrisponde a una cittadina reale, mentre lo sono tutti gli altri luoghi citati, quel nome nasconde un messaggio. La risposta che ho trovato si sposa benissimo con l'impegno sociale che contraddistingue Ariberto, per scoprire il quale basta seguire il suo blog.

La collina di Tara è uno dei luoghi più venerati d'Irlanda, la residenza del Re Supremo e il luogo in cui i futuri sovrani dovevano dimostrare di essere eletti dagli dei volando sopra ad un menhir sacro. La collina era anche la residenza dei Cavalieri del Destino, protettori d'Irlanda, detti anche Feniani, termine usato ancora oggi per identificare gli appartenenti al partito della Repubblica d'Irlanda (Fianna Fáil).

Apprezzo molto lo stile pacato, mai volgare, sempre lucido e disincantato che contraddistingue gli articoli di Ariberto Terragni. All'inizio del romanzo ho faticato invece ad avvicinarmi empaticamente ai protagonisti. Leggo per evadere dalla realtà, non per precipitare in una quarta dimensione peggiore della mia. Ho provato lo stesso disagio che mi provocano i film di Paolo Villaggio o di Rowan Atkinson: non riesco a trovarli comici e soffro fisicamente per le loro disavventure.


Ariberto Terragni é caporedattore di Reader's Bench Magazine
 ogni settimana seguite la sua rubrica dedicata ai più grandi autori del'900
Se un romanzo è ben riuscito quando provoca un'emozione Mentre vado via centra sicuramente l'obiettivo, anche se io ho impiegato molto tempo per terminarlo, perchè il mio stato d'animo non era sempre in grado di metabolizzare gli eventi. 

La vicenda segue il percorso formativo di quattro amici, dalla maturità scolastica a quella effettiva (o presunta tale), lungo un arco temporale di circa 20\25 anni. Ogni storia individuale corrisponde ad un differente disagio esistenziale, un disorientamento tipico dell'adolescenza, che dovrebbe risolversi negli anni successivi. 

Non sono d'accordo con  la visone disillusa dell'autore. Tra i quattro l'unico personaggio che a mio avviso reagisce in maniera attiva e, più o meno, positiva, è Cesare. All'inizio questi riflette sul fatto che le capacità che uno ha da bambino sembrano stemperarsi nel tempo come un acquarello lasciato sotto la pioggia. Dove vanno a finire tutti quei sogni? 

Cesare è un artista (sarà per questo che mi piace) e grazie all'arte riesce a restare nel presente, ad adattarsi alla società in cui vive. Come teorizzato da Darwin Non è il più forte che sopravvive, ma quello che meglio si adatta. Tuttavia anche il suo successo è pervaso da una sottile malinconia, un senso di fallimento che riesce a nascondere agli altri, ma non a se stesso. 

Sarà che ho più o meno l'età in cui i quattro amici si rincontrano e non mi sento minimamente alla fine di un percorso, anzi ogni giorno sono sempre più convinta che non ci sia nessun percorso, solo vita da vivere senza farsi troppe paranoie. Vivere per essere e non per raggiungere qualsivoglia obiettivo. Io credo che siano in molti oggi a soffrire della pressione del vivere per avere e proprio per questo, come ho letto nel romanzo, molte persone in questo meraviglioso mondo sono in fuga. Amano tenersi in contatto per tenersi a distanza. La tecnologia del Duemila è la tecnologia della distanza. 

Non sono un'appassionata di musica, ma mentre scrivevo la recensione ho sentito questa canzone e ho pensato che fosse adatta al mio pensiero: Questo è il posto che mi piace, si chiama mondo.  

A cura di Claudia Peduzzi

Mentre vado via é il secondo romanzo di Ariberto Terragni dopo Un uomo da abbattere, leggete l'intervista curata da Mattia Galliani.




Mentre vado via di Ariberto Terragni, pubblicato in self publishing su Amazon, 466 pagg, 1,03 euro


Voto 7/10






4 commenti:

Anonimo ha detto...

Ho letto il libro, mi sembra che ci siano più cose da dire.

Anonimo ha detto...

Non si parla dei personaggi, del loro carattere, delle scelte dell'autore che non sono scontate. A me cmq è piaciuto.

Ariberto Terragni ha detto...

Gentile Anonimo, un recensore si regola come meglio crede, e penso abbia tutto il diritto di farlo. L'intuizione di Claudia sulla città di Tara è giusta e non di immediata lettura. Se vuole sapere dell'altro contatti pure me.

Claudia Peduzzi ha detto...

Io scrivo recensioni con il "twist". Lo scopo è invogliare il lettore a leggere il romanzo facendogli capire che non troverà solo ciò che è rilevabile dalla sinossi. Ovviamente quello che ha colpito me potrà sembrerà irrilevante ad altri, ma vale anche il viceversa. Personalmente trovo le recensioni-riassunto irritanti.

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