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13 maggio 2013

L'INFERNO DELLA GUERRA: DALL'ILIADE AL TRONO DI SPADE


E' cominciata la nuova stagione del “Trono di spade”, la serie tv ispirata alla famosa saga dei libri fantasy di George Martin, e ovviamente ho Nicola incollato alla televisione che non si vuole perdere neanche un minuto. 

E' circa una settimana che sento martellare la pubblicità in radio tutti i giorni, mentre su sky gira lo spot da parecchio tempo, non seguo questa serie in realtà, non è il mio genere, ma è impossibile non cogliere i segnali che ti invogliano a guardarla, e suppongo ce ne siano stati molti altri in aggiunta a quelli che ho notato. Mi è capitato di vederne solo una puntata e l'elemento che mi è rimasto più impresso è l'estrema violenza dei fatti narrati, che domina sicuramente incontrastata in simbiosi alla lotta per il potere.

Argomenti di ordinario interesse penso in un primo momento, se non fosse che ho appena fino di leggere “Omero, Iliade” di Alessandro Baricco, che qualche anno fa ha adattato il testo omerico per renderne agevole una pubblica lettura. Un ordinario interesse che tanto recente in fondo non è, dato che la stesura del poema si fa risalire a prima della nascita di Cristo, eppure così vivo ed attuale da coinvolgere una fetta di pubblico ben più numerosa degli appassionati dei libri di Martin. 

Nella parte finale del libro Baricco dedica una riflessione alla guerra sottolineando come contenga una sorta di bellezza intrinseca che dai tempi di Ettore ed Achille è arrivata fino a noi e che, in un modo o nell'altro, generi un seduzione talmente intensa da non potersi sottrarre. 

Questo è il motivo per cui, sebbene nell'Iliade ci siano varie pause dai combattimenti in cui si avverte la sofferenza ed il dolore provocati dai lunghi anni della guerra, la fine non sembra mai vicina, ma sempre prevaricata dal desiderio di affermazione individuale che la guerra in un certo senso accompagna o, usando le parole di Baricco, “bisogna ricordarsi che la guerra è un inferno: ma bello”. E, al giorno d'oggi, tale affermazione si estende con facilità anche a livello sociale, perciò le guerre continuano e continueranno ad essere combattute.

Mi piace immaginare il “Trono di spade” come una specie di moderna Iliade che, ambientata in un mondo fantastico e quindi realmente poco tangibile, racchiuda in sé quel mistero che anche i combattenti achei e troiani custodivano nel loro animo, un potente fervore in grado di spingerli a compiere azioni talmente violente da ammaliare il lettore/spettatore piuttosto che spaventarlo.
E quindi che “Trono di spade” sia.

A cura di Cristina Monteleone



Omero, Iliade di Alessandro Baricco, ed. Feltrinelli, € 13.00, pag.163

A cura di Cristina Monteleone