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29 maggio 2013

DAIMONES DI MASSIMO MARINO



Se credete che Daimones voglia dire demoni e che si tratti di una storia appartenente al genere fantasy … siete sulla strada sbagliata. La mitologia greca identificava con questo nome delle divinità minori, con funzione di spirito guida. Non malvagi, ma nemmeno necessariamente buoni. In ogni caso di fantasia Massimo Marino ne ha molta, ma più che un seguace di Tolkien direi che è un ammiratore di Stephen King

Nella forma di un romanzo, che potrebbe essere compreso nel filone catastrofico, l'argomento affrontato è molto serio ed è tra quelli ai quali sono particolarmente sensibile: l'interazione uomo-ambiente

La formazione dell'autore è scientifica. Ha lavorato al CERN di Ginevra, ai laboratori Berkeley in California, per Apple e per il World Economic Forum. Attualmente vive in Francia, ma nei pressi di Ginevra, dove lavora attraversando il confine tutti i giorni. Esattamente come Dan, il protagonista di Daimones, nel quale è facile riconoscerne l'alter ego. 

L'incipit s'ispira a una frase di Sallustio:

“Deorum naturae neque factae sunt; quae enim semper sunt, numquam fiunt: semper vero sunt” (Queste cose non sono mai successe, magari non accadranno mai, ma sono sempre valide)

La trama verte effettivamente su una eventualità altamente improbabile: un mattino di febbraio Dan e la sua famiglia - composta da moglie e figlia dodicenne - iniziano la giornata seguendo la solita routine, ma in breve tempo realizzano che un evento inspiegabile, non meglio identificato, ha apparentemente causato la morte di tutti gli esseri umani sull'intero pianeta. Solo il giorno precedente Dan aveva, di sfuggita, ascoltato alla radio la notizia di un'inspiegabile moria di pesci, uccelli e altri piccoli mammiferi e ora ecco toccare all'uomo la stessa sorte!

Superato lo shock iniziale e ritenendo impossibile di essere veramente gli unici superstiti lanciano un messaggio nella bottiglia sfruttando la funzione Ad di Facebook. Internet, infatti, funziona ancora, come tutti gli altri sistemi a gestione computerizzata: centrali elettriche, sistemi di allarme, ecc. ecc. 

Con spirito darwiniano i tre applicano il principio dell'adattamento e, senza problemi immediati di sussistenza poiché i centri commerciali della zona sono pieni di generi alimentari in perfetto stato di conservazione, si attengono ad una routine, che prevede il mantenimento delle abitudini quotidiane: il programma scolastico, l'alternanza giorni lavorativi\vacanza, le gite fuori porta, occasione tra l'altro per esplorare i dintorni e cercare eventuali segni di vita umana. 

Mi fermo qui, i colpi di scena non sono moltissimi e sarebbe un peccato bruciarli nella recensione. Il romanzo offre infatti molti spunti di riflessione e merita di essere letto. Credo che ogni lettore, a seconda del proprio carattere e delle proprie abitudini, tenderà ad essere colpito da alcuni particolari piuttosto che da altri. Per me, ad esempio, non sarebbe un problema risvegliarmi in un mondo senza TV, senza posti affollati e senza rumori, ma ho delle amiche che non lo apprezzerebbero affatto.

Sinceramente ho trovato la parte centrale eccessivamente lunga, ma definirla noiosa non sarebbe né onesto né appropriato. Semplicemente il ritmo si perde un po' descrivendo eventi, che non aggiungono nulla di nuovo, ma si limitano a ripetere e ribadire gli stessi concetti. 

L'ultima parte è quella che spiega l'arcano. Purtroppo è impossibile entrare nel merito senza cadere nello spoiler. Mi limito ad osservare che si tratta della parte in cui mi sono trovata meno in sintonia con l'autore. È l'eterno e irrisolto dilemma : Il fine giustifica i mezzi?  Io appartengo alla schiera di coloro che risponderanno sempre “NO”, mentre non mi è ben chiaro come la pensi l'autore. Può darsi che questa ambiguità sia voluta dal momento che Daimones dovrebbe essere il primo volume di una trilogia.


Una doverosa precisazione è che, attualmente, il romanzo è disponibile solo in lingua inglese. Sembra paradossale, dal momento che l'autore è italiano, ma frequentando il mondo del self publishing in cerca di “nuovi talenti” ho scoperto che “la fuga dei cervelli italiani” riguarda  anche il mondo letterario. Chi può scrive e pubblica direttamente, spesso esclusivamente, in lingua inglese potendo così beneficiare di un potenziale mercato molto più vasto. I docenti del Politecnico di Milano avranno anche votato contro all'idea di un corso di laurea esclusivamente in inglese, ma è solo questione di tempo. Il mio consiglio è di cominciare subito a studiarlo seriamente.

A cura di Claudia Peduzzi


Daimones di Massimo Marino, in self-publishing, in lingua inglese,  330 pagg, 4,06 dollari


Voto 8/10


Il libro ci é stato inviato dall'autore.



3 commenti:

Massimo Marino ha detto...

A volte un video vale mille parole :)

Daimones trailer
http://www.youtube.com/watch?v=ROnM9qPRXJU

Massimo Marino ha detto...

e grazie al recensore e allo staff editoriale di Reader's Bench per l'opportunità di farmi conoscere anche ai lettori Italiani.

Clara Raimondi ha detto...

Grazie a te Massimo per la fiducia!

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